Daniel Johnston è un americano paffuto con problemi di carattere psichiatrico, una voce da bambino e delle melodie celestiali nell’anima. Questo disco nasce da dodici sue canzoni incise e poi affidate a Mark Linkous (Sparklehorse, vi dice qualcosa?) che ha aggiunto orchestrazioni e strati alle composizioni per chitarra voce e pianoforte.
Il risultato sono dodici gemme di pop senza tempo, dai pianoforti alle chitarre disturbate, dall’amore per una ragazza alla speranza nella vita. Attenzione però: pop non è qui sinonimo di immediato; potrebbe volerci qualche ascolto prima di apprezzare a fondo le note di questo disco. Pop qui è sinonimo di puro, sincero e piacevole. Sinonimo di comunicazione senza barriere. Sinonimo di bello. (Marco Sideri)





