Prendete un bel po’ di country, conditelo aggiungendo moderatamente jazz e blues e sicuramente avrete un disco piacevole, ma di gusto sicuramente già noto. Se invece lasciate fare a Tim Rutili, lui vi aggiungerà quel pizzico di sperimentazione e suoni digitali che vi lasceranno senza parole mentre vi gusterete un insieme di melodie smarrite, disturbi elettronici e cacofonie assortite che esaltano la complessità e la forza dei diversi pezzi del disco.
Se, ad un primo ascolto, ci si ritrova sperduti in una giungla non definita di percussioni, chitarre folk, fiati blues e jazz, piano piano la strada percorsa da Califone ci appare ben definita all’orizzonte, sottoforma di una trasfigurazione in chiave moderna e sperimentale dell’Anthology of American Folk Music. (Giovanni Besio)





