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Rock Recensioni FLUDD – The Soundshots Recap
 

FLUDD – The Soundshots Recap FLUDD – The Soundshots Recap

FLUDD – The Soundshots Recap

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Titolo
The Soundshots Recap
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Se c’è un termine che associo immediatamente a Fludd è interferenza. Da trent’anni (e anche da prima, quando ancora si chiamavano RAT) ho sempre pensato che l’intento, nemmeno troppo nascosto, di questo collettivo multimediale sia di interferire: le loro (install)azioni video, teatrali e musicali nascono per “gettare fra gli altri il proprio disagio con qualsiasi mezzo: un’arte inutile alla storia ma vitale per sé stessi”. Da questa ineccepibile definizione non può che avere origine un’interferenza, artisticamente intesa come un incontro/scontro di azioni, iniziative, idee diverse, per lo più discordanti, ma che tendono a influire l’una sull’altra. A essere riversato sul pubblico è il risultato finale, mai conciliante, tantomeno consolatorio, di questo contrasto: sullo spettatore, nel caso delle loro performance in cui agiscono come collettivo con Gianriccardo Scheri (autore di testi e di originali scelte visuali) e Angela Mambelli (curatrice e costruttrice di straordinari ambienti in miniatura); sull’ascoltatore se ci riferiamo solo alla musica. In The Soundshots Recap Marco Cacciamani fa quasi tutto da solo: anche la sua musica, elettronica nel senso più originario del termine, è fatta di interferenze, disturbi, alterazioni. Se non mancano episodi di rumorismo o post-industriale (Dazzle medley), a guidare c’è sempre una linea melodica, anche nei pezzi più ambient (Waving out). L’interferenza torna sempre, minimale e inaspettata come in Room service ¼ dove prende la forma di un organo o come nel brano che dà titolo al disco dove assume la classica veste della scarica hertziana. Ma qui c’è anche il basso di Riccardo Canessa a dettare il respiro del brano così come in Blizzard (unici featuring del disco). Il cupo, nomen omen, Not an Exit, è l’accesso ai due brani più classici, Negligence, che segna un involontario omaggio alla scomparsa di Florian Schneider; e il già citato Blizzard, sospesa evocazione tra i migliori Simple Minds e i Cure. Può sembrar inconsueto invitare all’ascolto di un disco fatto di ‘interferenze’: ma forse che l’arte non nasce per interferire con la vita? (Danilo Di Termini)

opinioni autore

 
FLUDD – The Soundshots Recap 2020-05-10 18:03:41 Danilo Di Termini
Giudizio complessivo 
 
82
Danilo Di Termini Opinione inserita da Danilo Di Termini    10 Mag, 2020
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