
Con voce, chitarra, contrabbasso e poco altro non è facile inventare variazioni sonore al proprio stile. Il rischio è ancora maggiore se, come nel caso degli australiani Sodastream, l’attenzione è tutta rivolta alla sostanza melodica (si sa che dopo qualche disco il pozzo delle belle canzoni rischia di esaurirsi). Forse consapevoli di questo possibile stallo artistico, Pete Cohen e Karl Smith si cavano d’impaccio aprendo luminose finestre pop nella loro austera costruzione sonora (“Brass Lines”, la scintillante “Blinky”).
Nella seconda parte “A Minor Revival” ritorna alla consueta dimensione meditativa ma anche qui si percepisce un tono di voce più alto rispetto al passato, una maggiore disponibilità a liberare emozioni aspre (“Constant Ships”). Muscoli psichici per non soccombere a se stessi. (Antonio Vivaldi)