
Cinque anni dopo l'ultimo disco, i Cramps aprono i loro sarcofaghi per portare nel mondo dei vivi il messaggio per il terzo millennio: "Satan, Baby, Satan". Così inizia Fiends of Dope Island, nuovo concentrato di rock'n roll psichedelico, con derive rockabilly, votato al culto dell'horror, del sesso più becero e di tutta la cultura trash degli States. Come al solito non mancano diavolesse in corpetti tigrati, calze a rete e tacchi a spillo immerse in paesaggi lugubri e funerei. Fedeli alla linea i Cramps continuano a proporre un suono acido e distorto, forse con ritmi più lenti del solito, ma sempre vivido e graffiante. Anche con pochi e scarni accordi le melodie esercitano la loro forza ossessiva e trascinante, talvolta arricchite da effetti e distorsioni creati ad arte per accompagnare i lamenti e le provocazioni lanciate da Lux Interior.
(Giovanni Besio)