Luke Haines é un talentuosissimo arrogante. Protagonista a partire dagli anni ’80 di esperienze pop trasversali e maligne, arriva con Das Capital ad (auto) consacrarsi definitivamente. In questo disco (sottotitolato: «Il genio compositivo di LH»), rilegge sullo sfondo di un’orchestra di archi nove canzoni del passato repertorio a nome Auteurs aggiungendo quattro (splendidi) inediti. Il senso della melodia e la particolarità dell’intonazione colpiscono ancora una volta in modo spietato: il tono a metà tra lupo ed agnello di Luke, circondato dall’apparente paradiso dell’orchestra, unisce le canzoni in un insieme che, nella discografia di altri, avrebbe potuto essere semplicemente “una raccolta”; mentre qui diventa un nuovo capitolo di una storia, fondamentale, destinata per una volta a rimanere per pochi. (Marco Sideri)





