L’ironia di questo disco (che a scanso di equivoci è ottimo) sta nel fatto che LCD Soundsystem (e il loro padre-padrone James Murphy) sono oggi dei classici; mentre quando hanno iniziato, nei primi 2000 o giù di lì, stavano sulla cresta dell’onda sonica. Erano la rivoluzione; sono istituzione. Si erano sciolti (nel 2011) e sono tornati. “American Dream” è un album dimesso, piega a una riflessione (adulta, stratificata) suoni e modi un tempo tempestosi (elettronica, techno, dopo punk). Le canzoni sono lunghe e complesse con un cuore pop che sfocia in ritornelli (call the police) e movenze disco (tonite) alternati a pseudo ballate avvolgenti e a battuta bassa (oh baby). Il quarto disco degli LCD Soundsystem è una aggiunta sostanziale e sostanziosa a un catalogo già valido. È un disco rock che non usa un linguaggio rock. È un classico/moderno. (Marco Sideri)






