In “White Bread Black Beer” rinuncia ai suoni hip hop che avevano innervato “Anomie And Bonhomie” e fa tutto da solo nel proprio studio domestico scegliendo la via del suono elegante e raccolto, con ricordi degli XTC (“Dr. Abernathy”), qualche scivolata nei languori alla Simply Red (“No Fine Lines”) e più di un’eco nel fraseggio vocale del Paul Simon di “Hearts And Bones” (“Throw”, “After Six”). Alla lunga si percepisce un certo di autocompiacimento, ma con personaggi come Garthiside si tratta di entrare in sintonia a prescindere dai dettagli. Ci vuole un po’ di tempo e a volte il tempo non si trova. (Antonio Vivaldi)
Rock
Recensioni
SCRITTI POLITTI - White Bread Black Beer (Rough Trade)
SCRITTI POLITTI - White Bread Black Beer (Rough Trade) Hot
Recensione Utenti
Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!
Powered by JReviews
I più letti
- 23 aprile 2022 - 15 anni di Record Store Day
- Il 19 dicembre 1965 nasce a Genova il negozio di dischi più vecchio della città: Disco Club.
- THE BEATLES
- DISCO DELL'ANNO DI DISCO CLUB 2009 - Le Playlist
- DISCO DELL'ANNO 2012
- DESIERTOS - La Spagna e i luoghi del western
- CLOCK DVA - Post Sign
- MARK-ALMOND - Una band leggendaria e misteriosa
- DISCO DELL'ANNO 2013 - Classifica provvisoria e liste
- BLUR - All The People Blur Live At Hyde Park





