Forse è un buon segno per il disco in quanto oggetto (di uso, di culto), o forse no, fatto sta che si è tornati a discutere di album “controversi”. Dischi (non canzoni) di musicisti già rodati che cambiano rotta tra cori di giubilo e uguale lancio di ortaggi. Un esempio è certamente il molto discusso The Age Of Adz di Sufjan Stevens. Un altro, è Kiss Each Other Clean. Se infatti Sam Beam (aka Iron & Wine) si è fatto conoscere (e amare) come menestrello folk con album sussurrati e in punta di arpeggio, qui lo troviamo al centro di un suono opulento, carico e indebitato addirittura con spunti funk e rock. Anni luce dal novello Will Oldham che pareva. Molti hanno storto il naso ma, dietro i vestiti nuovi, ci sono melodie meravigliose e un’ispirazione che non perde colpi. E c’è, pure, un’idea di pop visionario da tenere stretta. Con buona pace di ogni nostalgia. (Marco Sideri)
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