Di uomini soli (più o meno al comando) è pieno il folk. Non si contano i menestrelli, trovatori, cantastorie, bluesman, folksinger e predicatori che negli anni hanno imbracciato la chitarra e semplicemente cantato. Di amore e morte e ingiustizie e paesi e ricordi. L’abbondanza di musicisti/dischi ha un po’ diluito il fascino della formula, soprattutto negli ultimi tempi. William E Whitmore, tuttavia, con Field Songs centra l’obiettivo, e tra ruvidi folk blues e testi sociali soddisfa pienamente chi ascolta per il tempo delle 8 canzoni. Certo, il linguaggio è sempre quello: chitarra legnosa e voce al whiskey e nicotina. Come si fanno le cose, però, resta comunque importante almeno quanto cosa si fa. William canta bene da solo con la sua chitarra (o col suo banjo). Vale quindi la pena prestare attenzione. Di certo per i seguaci del genere. (Marco Sideri)
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