Leonard Cohen è uno di quei musicisti che non è infrequente sentir definire “maestro” (o poeta o professore). L’appellativo non è tra i più simpatici, e porta con sé una dose d’importanza pre-confezionata che mal si adatta a LC. Che maestro lo è, nello scrivere canzoni, ma lo è con un’eleganza e una naturalezza da rendere superflua la certificazione. Questo nuovo album altro non è se non una meravigliosa conferma. La voce in primo piano (come non capitava da un po’), oramai colma di quella gravità che gli esordi facevano solo immaginare; le melodie essenziali e occasionalmente rock (The Darkness); le parole, una spanna sopra qualunque media. Spiace quasi, visto quanto detto sopra, dover definire Old Ideas “magistrale”. Ma quando ci vuole, ci vuole. Tredicesimo disco in studio in oltre quaranta anni di musica. Ogni accordo è prezioso. (Marco Sideri)






