La cosa da dire subito, per essere onesti, è che questo disco non è del tutto un capolavoro e che le cinque stelle di alcune riviste sono forse un po' troppe, pur essendo comunque merce superiore a 'Together Through Life'. Nella prima mezzora, dunque, Dylan ci fa credere ad un disco onesto ma modesto, anche se 'Duquesne Whistle' e 'Long and Wasted Years' si stagliano sulle canzoni che hanno attorno, ma nella seconda metà c'è un decisivo cambio di passo, con quattro lunghi brani che esaltano le peculiarità dell'ultimo Dylan: epiche e lunghe digressioni sulla memoria e omaggi alla tradizione. 'Scarlet Town' è una ballata nostalgica, cupa e misteriosa nel suo incedere ipnotico mentre 'Tin Angel' rispetta i canoni consueti e tragici della murder ballad. Il brano che dà titolo all'album, 'Tempest', è un incredibile tour de force di quattordici minuti sull'epopea tragica del 'Titanic', suggerita, più che dall'evento storico, dalla visione del film con Leonardo DiCaprio e mollemente adagiata su una melodia di chiara derivazione tradizionale. Nel brano finale, 'Roll On John', quasi dieci minuti, Dylan celebra il ricordo di John Lennon e del suo omicidio citando, nel lungo testo, la frase 'I heard the news today, oh boy', incipit della celeberrima 'A Day in the Life' dei Beatles. (Fausto Meirana)









