Laura Veirs non è una primadonna, né protagonista, in senso lato, di alcunché. La sua carriera si è sviluppata negli anni con dischi belli e sottotraccia: collaborazioni con etichette prestigiose (Nonesuch), scavi folk, dischi di filastrocche per bimbi. Una produzione costante (e casalinga) che non ha corteggiato la ribalta, rimanendo volentieri in ombra. Non fa eccezione Warp and Weft che, però, ritrova un’ispirazione totale e luminosa, accantonata nelle ultime prove. Saranno i collaboratori prestigiosi (molti, ma si sentono poco), sarà la seconda maternità (che ha accompagnato la registrazione); sarà quel che sarà, ma queste canzoni riescono ad attraversare i generi (folk, indie rock, country, perfino ombre soul) con la forza di melodie e interpretazioni impeccabili. Rimarrà magari in ombra, la stella di Laura. Ma Warp and Weft brilla senza intoppi. (Marco Sideri)






