Live sontuoso e adrenalinico questa doppia raccolta dal vivo ad opera del bluesman afroamericano rivelazione degli utlimi tempi: il chitarrista e songwriter texano Gary Clark Junior. Un lavoro spiazzante e sorprendente, perché, già a partire dalla copertina e dagli oltre otto ipnotici minuti di "Catfish Blues" in apertura, capace di riportare indietro ai tempi dei grandi raduni rock e soprattutto al rivoluzionario rock blues di Jimi Hendrix, magari quello di Woodstock o meglio dell'isola di Wight. Rispetto al suo debutto un paio d'anni fa con la major Warner Bros. nel più assortito e maggiormente costruito (dal lavoro in studio) "Blak and Blue", che ci aveva abituati anche all'inserimento massiccio di contemporanei elementi soul e hip-pop (ad interagire con la classicità afroamericana), qui Clark, proprio nella tournée di presentazione di "Blak and Bue", torna in modo (a tratti) davvero sensazionale (si ascolti anche soltanto che l'intenso e "gridato" solo nella sua malinconica e un po' stucchevole "Please Come Home") all'essenza del blues e del rock, con l'ausilio della sola chitarra (suonata superlativamente), di un basso e una batteria, oltre che della propria voce, che comunque non perde la sua consueta venatura soul blues. Perché in effetti l'efficace operazione musicale di Clark consiste nel coniugare armoniosamente e in una maniera anche innovativa (tutto sommato) la tradizione del blues intriso di soul e di rhythm and blues con quella del più sferzante e vivace rock blues, senza trascurare la modernità che lo circonda (in questo senso può ricordare l'Earl Hooker più sperimentale). Non che Jimi Hendrix non lo avesse già fatto, ma in modo certo più "asciutto" (da una parte) - Hendrix, per semplificare, non è mai sembrato un Albert Collins di turno - e più articolato (dall'altra), con l'aggiunta di molte altre componenti (la psichedelia, il voodoo, la ieraticità nativo-americana, una maggiore audacia). Oltre a una serie di splendide composizioni originali (vengono in mente, tra le tante, la più torbida "Next Door Neighbor Blues", "Travis County", il rock 'n' roll come lo avrebbe cantato Professor Longhair, l'hendrixiana "When My Train Pulls In", lo scatenato e incendiario boogie hookeriano "Don't Owe You A Thang"), molti gli omaggi ad alcuni grandi del blues, a rivitalizzare come non mai la storia di questo genere musicale: Muddy Waters ("Catfish Blues"), Jimmy Reed ("Bright Light"), Lowel Fulson e B.B. King ("Three O' Clock Blues"), Albert Collins ("If Trouble Was Money"), Leroy Carr ("When The Sun Goes Down"), e soprattutto Jimy Hendrix (appunto), con quegli oltre dieci minuti di "Third Stone From The Sun", associata in medley a "If You Love Me Like You Say" di Little Jimmy Taylor, portata al successo (anche qui) da Albert Collins. Da non perdere. (Marco Maiocco)
Rock
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GARY CLARK JR. - Live
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GARY CLARK JR. - Live
2015-03-13 15:34:14
andrea rainero
Opinione inserita da andrea rainero 13 Marzo, 2015
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Opinione inserita da andrea rainero 13 Marzo, 2015
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GARY CLARK JR. - Live GARY CLARK JR. - Live - 2014
Senza dubbio un grande concerto per chi ama Rock/Blues in stile anni '60/'70. Gary Clark Jr. è un fiume in piena. Notevole chitarrista, ma anche un buon cantante, la band che lo accompagna genera un suono “forte” e grintoso creando un perfetto connubio con le acrobazie sonore di Gary Clark.
Andrea V.
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