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Rock Recensioni THE STEELDRIVERS - The Muscle Shoals Recordings
 

THE STEELDRIVERS - The Muscle Shoals Recordings THE STEELDRIVERS - The Muscle Shoals Recordings Hot

steeldriversOriginari di Nashville (Tennessee) gli Steeldrivers sono un formidabile e fulminante assieme bluegrass, intriso di influenze blues, rhythm and blues e country rock sudista, che negli ultimi anni da quelle parti è andato decisamente per la maggiore. Guidata dalla chitarra e dalla voce rauca e sbilenca dell'ottimo Gary Nichols, l'unico del gruppo ad essere per la verità nato nella leggendaria area musicale di Muscle Shoals (nord ovest dell'Alabama), dove si è letteralmente scritta la storia della soul music e non solo (vedi alle voci Aretha Franklin, Wilson Pickett, The Staples Singers, Solomon Burke, ma anche Lynyrd Skynyrd e soprattutto W.C. Handy, l'inventore del blues, secondo la leggenda da lui stesso creata, che a Florence, altra cittadina dell'area nella Contea di Lauderdale, sarebbe nato il 16 novembre 1873), la band è poi composta dal mandolinista Brent Truitt, il bassista Mike Fleming, e soprattutto dai talenti della violinista e co-autrice (insieme a Nichols) Tammy Rogers e dell'impeccabile e compassato banjoista Richard Bailey. Una classica formazione bluegrass, insomma, con chitarra, banjo, mandolino, fiddle (violino) e basso tutti luminosamente al loro posto, aperta, come detto, ad altre influenze, che ha deciso di registrare questo quarto ispirato disco presso il NuttHouse Recording Studio di Sheffield (Alabama), piccolo centro urbano adiacente a quello di Muscle Shoals e dei suoi leggendari studios nella stessa Contea di Colbert, a due ore e mezza di viaggio dalla capitale del country (Nashville), per dedicarlo interamente a questa mitica regione così cruciale e determinante per le sorti della popular music e della stratificata cultura americana. Non un disco di soul, ovviamente, ma certo un album suonato con generosità, autenticità, e tanta qualità. Un lavoro che si chiude con una dolente riflessione sulla guerra civile "River Runs Red", perché in questi antichi territori Cherokee (almeno dopo la rivoluzione americana, ma la faccenda è complessa) l'industriale guerra dell'uomo bianco è passata con tutta la sua inesprimibile e ancora indimenticata ferocia. Divertente e appassionante. (Marco Maiocco)

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