Quanto ancora sia radicata l'incomunicabilità tra generi, lo dimostra Melody Gardot, la trentenne cantante e musicista cresciuta tra il New Jersey e Philadelphia. Costretta a letto per un terrificante incidente in bicicletta scrive "Some Lessons -The Bedroom Sessions", poi un disco per la storica etichetta jazz Verve e l'incontro con Larry Klein. Il guaio è fatto: se la sua voce fa pensare più a Helen Merrill che a Joni Mitchell, se "Who Will Comfort Me?" entra in rotazione nelle radio smooth-jazz, il pubblico del rock (se ancora esiste) non prova nemmeno ad ascoltarla. Complice il poco riuscito omaggio al Brasile di "The Absence", il suo quinto album, ancora con la produzione di Klein, rischia di passare inosservato: e invece il disco suona maturo, quindici canzoni sulla vita e l'amore in bilico tra soul, rhythm and blues e cantautorato di gran classe. Imperdibile. Senza distinzione di genere. (Danilo Di Termini)






