Tra i tanti movimenti, trend o pretesi tali che hanno allietato (e funestato) la musica negli ultimi anni quello del “anti-folk” non è tra i peggiori. Sostanzialmente si tratta di una versione moderna e scombinata del revival folk degli anni 60. Pochi i nomi di rilevo della scena, tra questi il fumettista, cantante, chitarrista fai-da-te J Lewis. Manhattan è un’ode a New York che cambia (“ultimi uomini di una tribù dalla terra sparita” sono i newyorchesi che resistono agli affitti stellari), cantata alla maniera di Jonathan Richman, come una versione senza droghe e sesso di Lou Reed. Il folk di JL pare quasi rap, appoggia parole a raffica su arpeggi ripetuti ed è consigliato senza riserve a chi mastica (o almeno non sputa) l’inglese. Qui, nulla è complicato; tutto è colorato e a due dimensioni, come nei fumetti (che è una cosa buona, se ve lo steste chiedendo). (Marco Sideri)






