Ex chitarrista dei misconosciuti brit-rockers Longpigs e session man di Pulp, Robin Williams e Beth Orton, Hawley si è costruito una discreta reputazione come autore di canzoni intrise di nostalgia per un passato letterario ed immerse in atmosfere noir, nelle quali può dare libero sfogo alle proprie malinconie esistenzialiste.
Novello crooner alla Scott Walker, nelle ballate che compone ed interpreta, ricalca con mestiere tutti i clichè del caso, evocando immagini decadenti di amori perduti di solitari motociclisti, di bevitori di whiskey e di poeti maledetti, raggiungendo in alcuni momenti un eccellente livello compostivo. Le sue melodie romantiche, grazie ad arrangiamenti quasi pop che alternano arpeggi sconsolati a ritornelli orecchiabili, conferiscono al disco una tranquillità e una serenità che nelle opere di autori simili è spesso mancata. (Giacomo Calamari)





