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TERRY WOODS, L'IMPREVEDIBILE
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ImageConclusasi l’esperienza degli Sweeney’s, Terry fece un tour in Irlanda con un gruppo chiamato Orphanage (orfanotrofio) che comprendeva anche Phil Lynott e Brian Downey. Ma l’esperienza durò poco, erano anni intensi nei quali si sperimentavano senza sosta nuove strade. Insieme a Gay, che nel frattempo era diventata sua moglie, egli andò allora in Inghilterra dove incontrò Ashley Hutchings, che suonava in quel periodo coi Fairport Convention. Hutchings voleva formare una band che comprendesse i tre vecchi componenti degli Sweeney’s Men, ma Irvine e Moynihan rinunciarono. Tra i tre non c’era più molta sintonia e le loro idee divergevano: ho un ricordo preciso in mente, che si riferisce agli anni ottanta, quando invitammo Andy Irvine a suonare a Genova. Quando egli vide un disco dei Pogues sul letto della camera dell’amico e giornalista Antonio Vivaldi, fece una smorfia di disgusto che all’epoca non avevo compreso: la musica di questo gruppo, del quale era entrato a far parte proprio Terry Woods, era qualcosa di sostanzialmente diverso dal percorso artistico di Andy. La sua rinuncia al progetto di Hutchings è ora, alla luce di queste distanze, più comprensibile. A quel progetto tuttavia Terry aderì insieme alla moglie Gay, a Tim Hart e Maddy Prior, una coppia che era diventata anche un sodalizio dopo la pubblicazione di “Folk Songs of Old England, Vol.1” (1968). Il quartetto si chiamò Steeleye Span e pubblico il primo e memorabile album nel 1970: "Hark! The Village Wait!".
ImageAnche in questo caso però il gruppo si divise dopo questo primo album, troppo difficile era conciliare la diversità di vedute e non si può dire che Terry sapesse adattarsi alle situazioni. La coppia formata da Tim Hart e Maddy Prior continuerà l’esperienza degli Steeleye Span, che oggi sono ancora un gruppo molto creativo e seguito da molti fans. Gay e Terry diedero invece vita alla Woods band che, inizialmente era un gruppo, ma nella sostanza era un duo che utilizzava differenti musicisti in occasione dei tour e delle registrazione in studio, tanto che alla fine molti dischi erano firmati semplicemente da Gay e Terry Woods. I dischi in vinile di questa coppia non sono oggi di facile reperibilità e hanno un certo valore commerciale, per quanto molti di essi siano stati ristampati su CD. Uno di essi, “Backwoods” (1975), mi è stato regalato da un amico: si tratta di un disco che ho trovato straordinario per energia, qualità compositiva e originalità.


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