Rock

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ImageGreg Dulli non è certo uno di primo pelo: protagonista assoluto dell’avventura Afghan Whigs a cavallo tra anni ‘80 e ‘90, è una voce unica nel panorama rock indipendente. Da sempre interessato alle sfumature scure della musica popolare, macchia le sue composizioni con accenni soul, blues e perfino jazz; staccandosi dal resto dei contemporanei, più inclini alle figure antiche del folk.
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ImageAll’epoca dell’opera prima “Up The Bracket”, i Libertines erano sembrati quattro ragazzotti che giocavano ai rocker dissipati. Poi il gioco è diventato cruda realtà per il chitarrista Pete Doherty, alle prese con seri problemi di tossicodipendenza e ora sospeso dal gruppo dopo una condanna (temporaneamente sospesa) a quattro mesi per possesso di armi.
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ImageI Pearl Jam hanno sempre avuto una vita musicale “parallela” intensa almeno quanto quella “ufficiale” raccontata dagli album veri e propri. Dischi dal vivo (innumerevoli), singoli in edizioni limitata, regali natalizi per i membri del fan club… tutte iniziative che la band di Seattle ha preso nel corso degli anni definendo in maniera ancora più marcata la sua personalità e la sua visione.
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ImageI Solo sette anni fa, i Prodigy avevano il mondo ai loro piedi. Usciva infatti nel giugno 1997 “The Fat Of The Land”, terzo album del gruppo e mastodonte di contaminazione tra suoni rock e techno. Singoli ai primi posti delle classifiche tanto in America che in Europa, copertine e fama. Il successo, insomma: quello vero, che oltre a riempire le orecchie influenza i costumi e le mode.
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ImageIAccade che si ristampino  in cd cose oscurissime e spesso superflue, mentre restano a lungo trascurati titoli di una certa importanza. E’ il caso di “The Name Of This Band Is Talking Heads”, unico lavoro live del quartetto newyorkese, originariamente pubblicato dalla Sire in doppio vinile nel 1982 e che solo ora riappare su dischetto argentato.
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ImageL’unicità di Björk è ancora una volta riconfermata; persino chi la segue sin dai primi passi resta sorpreso e spiazzato dalle idee in continua evoluzione e dalle ardite soluzioni musicali proposte lavoro dopo lavoro. L’intensità emotiva, suggerita fin dal titolo (latino per midollo), trascina sin dalle prime note di Pleasure Is All Mine, largo di maestosa grazia, ed attraversa sia i brani spigolosi e complessi che gli episodi più melodici, assolutamente necessari a rilasciare la tensione accumulata dall’ascoltatore.

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