Artisti italiani

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LIGABUE - "Dedicato a Noi"

"Dedicato a Noi" è il titolo del nuovo album di inediti di Ligabue che uscirà il 22 settembre, a 3 anni dal suo ultimo lavoro discografico, anticipato in radio dal singolo "Riderai".

L' album sarà disponibile nei seguenti formati, in offerta lancio su prenitazione

Cd Standard Ed. 18.90€
Cd Deluxe Ed Ltd. Ed. 28.90€
Lp Black Vinyl  29.90€
2Lp Vinile Verde Indie Exclusive 2.000 copie numerate Ltd. Ed. 54.90€

 

 

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GARBO - "Nel Vuoto"

Il nuovo album di Garbo "Nel Vuoto" ha ricevuto recensioni entusiastiche ovunque ed altre ancora arriveranno, nei prossimi mesi partirà inoltre il suo nuovo tour. Non fatevi mancare uno degli album "Indie Rock" italiani dell' anno !

In vendita a 15.90€ il cd e 27.90€ il lp

#rumore: Disco del Mese Aprile 2023 nella rubrica Gotica  ( Stefano Morelli )

#rockerilla: Garbo fa il punto della situazione con un nuovo album in studio che ne consolida la classe e le qualità di tessitore di orizzonti e sogni impossibili. ( Aldo Chimenti )

#blowup: Il cantautore Milanese si presenta con un nuovo album, come sempre forte delle sue innegabili doti di Songwriter, della charme della sua voce profonda e magnetica, del suo amore per le sonorità eleganti, un po fosche e intrise di decadenza. ( Federico Gugliemi )

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IOSONOUNCANE & PAOLO ANGELI - JALITAH

L'album JALITAH riunisce due delle voci più autorevoli della Sardegna contemporanea. JALITAH è il nome di un arcipelago situato nel canale sardo-tusino e rappresenta pienamente la forma dell'album, nel quale le canzoni riemergono dal flusso di improvvisazioni libere, risalendo profondità spesso abissali. Il duo ridisegna le mappe della musica italiana, annullando i confini tra avanguardia e forma canzone, realizzando un disco in cui la sperimentazione dialoga 'vis a vis' con la solennità lirica di alcune delle composizioni più conosciute di Incani. L'universo cangiante della chitarra sarda preparata di Angeli entra in collisione con il monolite multicolore di Iosonouncane. Il disco è stato registrato dal vivo nel tour intrapreso assieme nel marzo del 2018. Entrambi gli artisti nell'ultimo periodo hanno visto i loro rispettivi album raggiungere consensi di pubblico e di critica. Dal caso discografico di "IRA" nel 2021 (l'ultimo album di Iosonouncane) a quello della candidatura al Grammy per "RADE" (ultima fatica di Paolo Angeli).

In uscita il 23 giugno, cd a 17.30€, lp 33.90€

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DIVAE PROJECT - PROG WILL NEVER DIE

PROG WILL NEVER DIE, Manifesto di una Musica Senza Confini e Fuori dal Tempo. Featuring Vittorio e Gianni Nocenzi BMS

• I sei brani esplorano i codici sonori nati alla fine degli anni 60. Sei storie capaci di connettere prog, hard-rock, psichedelia, jazz-rock, tango, musica classica, strumenti acustici ed elettrici, suoni vintage e moderni, melodia e ritmi mai statici.
• Il progetto nasce dall'unione tra il critico musicale Guido Bellachioma e il polistrumentista e compositore Davide Pistoni: insieme hanno sviluppato le idee per proporre composizioni che miscelino musiche di confine senza troppi paraocchi. Al progetto Divae Project partecipano alcuni dei migliori musicisti italiani, oltre a ospiti di livello assoluto come i fratelli Nocenzi (Banco del Mutuo Soccorso).
• L'album omaggia, in chiave originale con arrangiamenti curati ma spontanei al tempo stesso, il Banco del Mutuo Soccorso, una delle icone assolute del rock degli anni 70. Lo fa con tre brani piuttosto diversi tra loro: "La città sottile" firmata da Gianni Nocenzi, "750.000 anni fa...l'amore?" scritta da Vittorio Nocenzi e "Bambino", una canzone dimenticata, attualissima, struggente e poeticamente rabbiosa nella dura denuncia contro la guerra, incentrata sulle vittime dei bombardamenti a Sarajevo. La musica è di Vittorio Nocenzi e i testi sono dell'indimenticabile Francesco Di Giacomo, ulteriore testimonianza dell'evoluzione stilistica di questo grande "suonatore di parole", sia come interprete vocale che come scrittore.

RELEASE DATE 23 Giugno 2023, VINILE 180 gr a 36.90€

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MOTUS LEAVUS - Sifr

I Motus Leavus si confermano amanti dei segni: per il debutto scelsero la Y come emblema dell’incognita (e della novità) mentre il nuovo disco cita la parola d’origine araba Sifr, ovvero lo zero, il nulla o il vuoto, come il silenzio che dà respiro alle partiture... Nella raffinata copertina ne vediamo il simbolo grafico, la semplice figura di un cerchio. Il trio genovese, di recente formazione ma già ben rodato, è composto da Tina Omerzo, che suona piano, tastiere e canta, da Edmondo Romano, con il suo bagaglio di  fiati etnici e ‘’normali’’ e da Luca Falomi che porta  chitarre acustiche, elettriche e oud. Si aggiungono in questa occasione il contrabbasso di Alessandro Turchet e la preziosa varietà percussiva di Max Trabucco. L’affascinante scaletta di Sifr si muove all’interno di sonorità piuttosto elastiche, con influenze che vanno dalla world music al jazz più strutturato, con i tre musicisti che stanno ben lontani dallo sterile virtuosismo, crescendo in coesione anche rispetto al notevole debutto di tre anni fa. Le canzoni danno equilibrio al repertorio e provengono tutte dall’area balcanica, come la popolarissima Jovano Jovanke; tutte sono cantate da Tina Omerzo, genovese ma originaria della Slovenia, che firma anche l’originale Misel Vode. Tra gli strumentali emergono la delicata Kukuk Kus, di Romano e la riflessiva La tredicesima ora, di Falomi. Nelle note di copertina troviamo la produzione di qualità a cura di Pivio & Aldo De Scalzi, la maestria alle manopole di Stefano Amerio, il tutto per un disco curato in ogni aspetto: ideazione, esecuzione, suono e grafica. (Fausto Meirana)

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Ana​ï​s - The Belle of Amherst

Ci sono dischi che vanno assaporati con lentezza, perché la fretta radiante di questi tempi in cui pochi secondi di un orecchio distratto e irretito dalle false sirene di un “hook” melodico è davvero cattiva consigliera. Se poi il disco in questione è un’altra tappa di un percorso che va avanti da tempo, elaborazione progressiva di un nucleo consistente di verità poetica, bisogna andarci ancora più cauti, e predisporsi all'ascolto con tutta la calma che dovremmo avere, in un angolo riservato della mente, per ascolti veri. La premessa per dire che The Belle of Amherstdi Anaïs non è un fulmine improvviso, non si consuma come merce degradabile all’ascolto, un primo entusiasmo, magari, e poi l'indifferenza. È un disco da ascoltare e riascoltate, perché il fascino sottile ci avvolge in una trina di arpeggi, tintinnii, gentilezze ospitali che celano uno spessore ragguardevole. Al fondo ci sono le liriche imprendibili e sempre dolcemente perturbanti di Emily Dickinson, la poetessa che fece dei propri fremiti interiori e di tutte le efflorescenze vitali che ci consolano una disamina così precisa e attenta da sembrare un'autoanalisi del mondo, del sé e delle possibilità che abbiamo noi umani di provare emozioni, quando evitiamo l'indifferenza beota verso noi stessi. Che tutto questo ci ritorni da una voce fatata, quella di Francesca Pongiluppi (o Vera Vittoria Rossa) appoggiata su una trina di arpeggi, su piccole luminescenze melodiche che sembrano, per paradosso, nate assieme alle parole di una donna vissuta nel cuore dell'Ottocento è qualcosa di quasi stupefacente. Un piccolo miracolo di quell'indie folk rock che non ha maschere, non ha verità urlate, non rimpannuccia il niente con il nulla: qui è tutta sostanza. Poetica. (Guido Festinese)

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