Artisti italiani
Il nuovo album, il settimo di studio, nasce da un lungo lavoro e viene pubblicato quattro anni dopo l'acclamato Torno a casa a piedi. Cristina ci ha abituati a lunghi periodi di esplorazione introspettiva e artistica, dai quali riemerge regolarmente con opere sorprendenti e mai uguali a se stesse. Una delle artiste più rappresentative degli ultimi venti anni, perché sempre in grado di rinnovarsi, da anni Cristina Donà è un punto di riferimento nell'universo musicale italiano nonché figura ispiratrice per le nuove generazioni di artisti. Le nuove canzoni, scritte insieme a Saverio Lanza, che ha prodotto l'album, sorprenderanno per il fascino degli spazi evocati e l'originalità espressiva. Cristina Donà è stata, a partire dalla metà degli anni ’90, una delle voci più originali della scena musicale italiana. Accanto a gruppi come i La Crus, gli Almamegretta, gli Afterhours o i Marlene Kuntz ha contribuito a definire una nuova stagione del rock di matrice mediterranea, riuscendo a conquistarsi il plauso di gente come Robert Wyatt, David Byrne e Peter Walsh. Prima artista italiana a esibirsi al Meltdown Festival di Londra, Cristina Donà è sicuramente una delle poche artiste italiane capaci di “rivaleggiare” con le grandi colleghe all'estero che, proprio come lei, a partire dagli anni ’90 hanno reinventato il modello di interprete femminile nell’ambito della musica.
CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 23 settembre 2014 al prezzo di 19,50 €
E' una cosa così, una sensazione che arriva all'improvviso. C'è un attimo, un attimo brilla in una scheggia di tempo piccolo come un pulcino, una frazione di secondo dopo è svanita. Uno, nella vecchia Genova rancorosa e disillusa, sta ascoltando un cd nuovo, del buon rock, fatto con tutta la nobiltà artigiana che merita, al di là di ogni retorica, ed all'improvviso vede un sorriso che lampeggia tra le nuvole, forse è una nuvola stessa che ci è apparsa in forma di sorriso in quella frazione di secondo. E' non è il sorriso solo, come quello del gatto di Alice, c'è un guizzo d'occhi con una luce indimenticabile, e un cranio lucido, e due braccia muscolose e tatuate e spalle potenti. Su una spalla c'è tatuato “Vele ancora tese, bandiera genovese”. Chissà. Loro, quelli del rock nobile e artigiano in questo disco fatto di sangue e di plettri e di scarpe e chilometri hanno scritto che “niente è eterno quaggiù”. Appunto. Ma lassù è diverso, e Max batte il tempo col piede, e sorride alla “sua” Rosa Tatuata, a Giorgio Ravera, a Paolo Bonfanti. Gli hanno ridato la sua musica e la sua Rosa. Tutto è eterno, lassù. (Guido Festinese)
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