Artisti italiani
Dio c’è era la scritta che negli anni 70-80 si leggeva sui cavalcavia delle autostrade e sui muri di alcune periferie cittadine italiane, opera di zelanti pusher che in questo modo annunciavano la loro presenza operativa in quella porzione del territorio. Un’espressione su cui in tanti ci siamo interrogati nel corso dell’adolescenza e che si presta a interpretazioni variegate, tanto suggestive quanto surreali. I Numero 6 l’hanno scelta come titolo del loro nuovo lavoro, a due anni di distanza dal fortunato I Love You Fortissimo. Dio C’è rappresenta il punto di arrivo di un percorso artistico iniziato dal gruppo quasi dieci anni fa. Un percorso consapevole, il cui frutto più significativo è stata la creazione di un suono riconoscibile e peculiare, qui ulteriormente affinato. Se i binari su cui si snoda, infatti, sono in buona parte quelli di I Love You Fortissimo, la sfida – raccolta e superata – è stata quella di sviluppare gli aspetti che in quella prova erano rimasti in qualche modo incompiuti. Per una volta calatosi (quasi) completamente nel ruolo di cantastorie moderno (pur non rinunciando in toto ai “flussi di coscienza” che da sempre ne caratterizzano il songwriting) Michele Bitossi, per i testi di Dio C’è, si concentra sul rapporto a due, sul tradimento e i relativi sensi di colpa, sul coraggio e sul tempo che passa. Autobiografico? In parte. Sincero? Sicuramente. Al disco hanno anche partecipato Colapesce, Une passante, Giulia Sarpero (Kramers), Autobam, Ivan Bert, Cosimo Francavilla, Jacopo Ristori, Damiano e Stefano Cabrera.
CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 11 ottobre 2012 al prezzo di 14,50 €
vedi sotto video
Frugando nel passato di Alessandro Fiori si nota la lunga (e appena terminata) militanza nella band dei Mariposa, con una decina di uscite discografiche tra il 1998 e il 2011, oltre al side-project ‘Betti Barsantini’ con Marco Parente. Nel presente c’è questo disco, bello e curato, dedicato ad un amico morto e talvolta segnato da dolore e rimpianto. ‘Questo Dolce Museo’ si colloca in quello spazio oggi relativamente affollato dei ‘nuovi’ cantautori, un po’ obliqui e bizzarri, come Dente, Colapesce o il precursore Moltheni. Gli arrangiamenti, scarni ma sempre gradevoli nascono dalla collaborazione di Fiori con Alessandro ‘Asso’ Stefana (già chitarrista con Vinicio Capossela e Mike Patton) e dall’esperienza di Emanuele Maniscalco alla batteria e Sebastiano De Gennaro alla marimba e al vibrafono. (Fausto Meirana)
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