Artisti italiani

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RED  WINE - Red

I Red Wine sono una delle più solide e longeve “istituzioni” musicali della nostra città. Il loro affascinante viaggio all’interno della roots music americana prosegue tappa dopo tappa, da circa quarant’anni, con encomiabile impegno ed eccellenti risultati. Nonostante gli inevitabili cambiamenti nella line up, i Red Wine restano un brillante esempio di coerenza, passione e professionalità. Red, ultimo album della band genovese, è un autentico tripudio di sonorità bluegrass e old time, una vera celebrazione della musica popolare d’oltre-oceano e, nel contempo, un tentativo perfettamente riuscito di superare qualunque barriera artistica (vedi il divertente medley Mamma Mia). Tangle Roots, Letters Have no Arms e Fiddle and Bow mettono in smagliante evidenza il talento dei Ferretti, di Martino Coppo e degli altri collaboratori della band. Da segnalare, infine, la bella cover beatlesiana For no One. (Ida Tiberio)

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GIARDINI DI MIRÒ - Good Luck

C'è qualcosa di spirituale nella campagna emiliana, una spiritualità laica fatta di minimalismi, di essenzialità, di geometrie, di linee che guidano gli occhi. Il nuovo disco dei Giardini di Mirò è stato registrato a San Prospero di Correggio non lontano da dove i CCCP registrarono "Epica Etica Etnica Pathos". Il disco ha il sapore di questa terra, delle sue collocazioni, degli spazi vuoti, delle linee rette, dei parallelismi voluti e involontari, tra un casolare, una latteria, una porcilaia. Il quinto album dei Giardini di Mirò è stato registrato quasi come l'avessimo fatto in casa, tra di noi, nei posti famigliari, tra la gente che più ci piace. Forse è la prima volta che non abbiamo delle influenze o degli ascolti musicali esterni che in un qualche modo ci abbiano influenzato durante la scrittura e realizzazione del disco. Un disco che si è sviluppato in fasi diverse e non omogenee tra loro. Un lavoro concepito dopo l'esperienza de “Il Fuoco”, progetto che rifuggiva la canzone e l'idea stessa di disco come raccolta di canzoni. Un album nato da poche sessioni di prova molto distanti tra loro, in cui sono passati diversi mesi tra la prima e l'ultima. Ed il gruppo che in mezzo ha suonato pochissimo in Italia e di più in Germania, come ad estraniarsi dal corso attuale delle vicende musicali del nostro paese ed andare all'estero per ritrovare il suono della band. Per ricostruirlo su quei palchi, continuando a vivere il sogno di gruppo musicale europeo. Il concetto di autenticità è fondamentale: vorremmo che i nostri dischi riuscissero a raccontare la nostra complessità fatta di suoni, parole, immaginari in un modo diretto, senza farsi troppi problemi. Ecco, allora siamo nella giusta direzione. Se questo dovesse smettere di accadere, non saremmo più il gruppo che vorremmo essere. “Good Luck” è anche un disco che ha visto chiudersi una fase ed aprirsene un’altra con l'avvicendamento alla batteria tra Francesco Donadello, che lascia il natio suolo per trasferirsi a lavorare in quel di Berlino, ed Andrea Mancin, altro veneto picchia pelli. L’album è stato prodotto da Francesco Donadello, Andrea Sologni e dagli stessi Giardini di Mirò, mentre il missaggio è stato effettuato da Andrea Sologni con il prezioso aiuto di Andrea Suriani che ha curato anche il mastering presso gli studi Alpha Dept. di Bologna. Fra gli ospiti si segnalano Sara Lov (Devics) che canta il brano ‘There Is A Place’, Stefano Pilia che è ospite alla chitarra su ‘Spurious Love’ ed Angela Baraldi, ospite alla voce in ‘Spurious Love’ e ‘Rome’. Quella delle collaborazioni è sempre stata una scelta legata all’ottica di proseguire e di attingere tra gli amici e le persone che stimiamo e che conosciamo, anche e soprattutto personalmente. “Good Luck”, perché nel duemiladodici, dopo il fuoco dei mercati e le opinioni che ci dividono sul futuro, non ci resta che augurarci ed augurarvi buona fortuna. Ne abbiamo tutti bisogno.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 23 marzo 2012 al prezzo di 14,90 €
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I SALICI – Nowhere Better Than This Place, Somewhere Better Than This Place

Il folk psichedelico, nato in Inghilterra tra fine anni Sessanta e primi Settanta (con Tyrannosaurus Rex, Trees e Spriguns, Mellow Candle e Forest) è risorto in tempi recenti all'interno della scena post americana (grazie a Harvestman, Alexander Tucker, Matt Elliott). Su un piano ancora diverso e personalissimo si collocano ora i Salici, gruppo del profondo Nord-Est italiano (origine: Isonzo). Attivi dal 2007, i Salici sono impegnati da sempre in ricerche musicali che sperimentano l'incontro sonoro della tradizione folk-psichedelica col rock, il blues, il jazz rumorista e certe melodie orientali. Importanti, nel loro originalissimo sound, le contaminazioni etniche e quelle con la musica medievale, in particolare quella del Duecento. La vena creativa del quintetto è fluida ed arricchita da esperienze anche diverse. Come la terra dei Salici è da sempre terra di confine (fisico e culturale), anche la band ha fatto dell'apertura il proprio credo. Il nucleo originario dei Salici è costituito da Devid Strussiat e Marco Fumis, già collaboratori in precedenza, a cui si sono aggiunti poi Marco Stafuzza e altri due bravissimi musicisti. I Salici sono molto abili nel far incontrare antico e moderno. Usano archi bassi e fiati in maniera superba. La loro proposta, che ripercorre anche – come detto – i luoghi della loro storia, sa di porzioni elettro-acustiche arricchite da sensibilità e doti tecniche peculiari. Nowhere Better... è eterogeneo e bellissimo, quasi un filo diretto con la natura attraverso la musica. Tutte da ascoltare le invenzioni musicali dei cinque artisti italiani e le loro intriganti improvvisazioni sonore. (Davide Arecco)

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EDMONDO ROMANO - Sonno Eliso

Edmondo (Eddy) Romano è una figura di primo piano nel panorama musicale genovese. Dai primi anni novanta fino alle più recenti collaborazioni con l'Orchestra Bailam, l'artista ha offerto un contributo di grande portata creativa allo sviluppo della musica popolare. Oggi, l'interesse dell'artista genovese si estende a modalità sonore nuove e particolarmente colte. Sonno Eliso è il primo di una triade di lavori dedicati al tema della comunicazione e alla dualità tra "essenze" divergenti ma speculari, a partire da quella primaria: femminile e maschile. Sonno Eliso è un album in perfetto equilibrio tra la word music e il jazz, rigoroso e accuratissimo sul piano sonoro ma al tempo stesso dotato di un grande potere evocativo. Ares Tavolazzi, Marco Fadda ed altri eccellenti musicisti, accompagnano il viaggio sonoro del polistrumentista Edmondo Romano con indubbia efficacia. Da segnalare l'accurata produzione di Pivio e Aldo De Scalzi e le note di copertina a firma Paolo Fresu. (Ida Tiberio)

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GIUA + ARMANDO CORSI  - TrE

Il sodalizio tra Armando Corsi e Giua si fonda sull'equilibrio; quello tra canto  e accompagnamento, tra calore e virtuosismo e infine, ovviamente, tra musica e parole. 'TrE' si divide in due parti, il primo CD (quello lungo, forse un po' troppo) esplora il lato più tradizionalmente cantautorale del duo in un misto di suggestioni tra jazz, bossa e divagazioni un po' sanremesi, situazione dove la cantautrice, peraltro, 'ha già dato'. Nel secondo e più breve CD ci sono sette cover, tra cui ben due della 'Volver' di Carlos Gardel, un brano di Bruno Lauzi e lo 'standard' partenopeo 'I te vurria vasà'. I l disco è dominato dalla cristallina chitarra di Corsi, che si concede un paio di strumentali, mentre diversi ospiti-amici partecipano ai lavori; tra di loro Riccardo Tesi, Jacques Morelembaum e altri. Più di questi, però risulta importante il contributo delle gioiose percussioni di Marco Fadda. (Fausto Meirana)

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GIAN PIERO ALLOISIO - Ogni vita è grande

A metà degli anni settanta, L’assemblea Musicale Teatrale, composta da artisti genovese, seppe rappresentare un anello di congiunzione solido e rigoroso tra la canzone e il teatro a carattere politico. Gian Piero Alloisio era l’anima creativa di quell’interessante esperienza culturale. Oggi, l’artista genovese firma il suo primo contratto con una major dell’industria discografica, ma non rinuncia alla “storica” vicinanza alle tematiche sociali. Ogni Vita è Grande è, in primo luogo, un omaggio alla poetica intensa e sofferta di Umberto Bind, di cui Alloisio recupera alcune partiture musicali inedite (Il Paese Delle Cose Che Non Sono, Senza) e le rende autentiche “poesie in musica”. Inoltre, l’album offre una “riedizione” in chiave contemporanea de “La strana Famiglia” di Giorgio Gaber e una  bella versione di Venezia, nota anche nell'interpretazione di Francesco Guccini. Tra i brani a firma Alloisio, spicca la deflagrante intensità di Canzone per Carlo, dedicata a Carlo Giuliani. (Ida Tiberio)

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