Artisti italiani

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 ImageSul sito dei Cadira viene riportato questo splendido commento del poeta Federico Garcia Lorca che Bob Dylan avrebbe certamente collocato in qualche abbaino lungo la sua via della desolazione e che invece il generale Franco decise di giustiziare impunemente. “Tra gli elementi vivi incontrati girando per la Spagna, due ne ho trovati che vivono un presente trepidante: le canzoni e i dolci. Mentre cattedrali e monumenti restano fissi, la canzone si evolve, salta come una rana e si porta dietro la viva luce delle ore antiche.” Parole illuminate e illuminanti che in sostanza definiscono la canzone popolare: nel migliore dei casi tesa a reinventare la tradizione, nel peggiore a conservarsi intatta ma sempre a partire da un’inevitabile selezione del patrimonio tradizionale, che di fatto continua a ricostituirsi. I Cadira, ovvero la splendida voce dell’italo-spagnola Eugenia Amisano e i molteplici strumenti a corda del genovese Paolo Traverso, tutto questo lo hanno capito da tempo.

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Image Proprio nell’anno in cui il gruppo festeggia il suo quarto di secolo (dal 10 giugno a Torino una mostra realizzata con il Museo Nazionale della montagna ne racconterà 25 anni di vita, musica e prese di posizione), la band occitana diventata simbolo di un’identità basata sullo scambio con le realtà circostanti, ponte culturale tra la pianura italiana e l’Occitania d’oltralpe (proprio come gli antichi trovatori) torna con “I Virasolelhs”, disco registrato presso lo studio "Laboratori de musica artigianal" de La Rocha (Cn), con la produzione artistica di Marco Martinetto e Sergio Berardo, la cui copertina è stata realizzata dal noto fumettista Luca Enoch, autore dello storico Sprayliz e di Gea (Sergio Bonelli Editore).
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ImageSilvestri è bravo, c'ha il pallino. Aspetta Sanremo, piazza il pezzo, vende. Silvestri è anche furbo, demagogico, ideologizzato, chiama i figli Pablo e Santiago, chiama gli Inti Illimani a collaborare, gli Otto Ohm, Max Gazze, così accontenta un po' tutti. Senz'altro, anche se è sparito da cinque anni, non è lui il latitante. Il disco apre con un pezzo che se, come si faceva una volta, uno chiede al negoziante : Mi fa sentire il primo pezzo? glielo lascia lì perchè spiazza: anche in questo è furbo. Cita tanto Silvestri, nel suo disco c'è più Rino Gaetano che non nella cazzata mal cantata da Paolo Rossi e che se Rino l'aveva tralasciata un motivo c'era. Chi compra Il latitante ritrova il Silvestri dei primi due dischi, quelli di quando non era famoso con l'esperienza di chi famoso lo è diventato e pure molto ricco (specie adesso che incassano pure sulle suonerie). Mi piace? Si, in parte anche molto perchè la mattina presto iniziare con Gino e l'Alfetta (siamo in tema gay) tira su più di cappuccio e brioche e costa meno. Insomma meglio di tanta altra roba spacciata per capolavori. Comunque Silvestri resta molto, ma molto, furbo. (Marcello Valeri)

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ImageSi dice che nessuno sia profeta in patria. Sarà, ma non sarebbe blasfemo che proprio Genova conceda i primi e meritati riconoscimenti a un compositore dagli orizzonti decisamente internazionali. "Giallo Esperanto" è un lavoro straordinario: contemporanea, etnica (con sonorità mediterranee) e jazz, si fondono dando luogo a composizioni energiche a tratti ma anche delicate e raffinatissime. Se proprio si volesse istituire un paragone, magari solo per dare un punto di riferimento, si potrebbe pensare alle sonorità di Renaud Garcia-Fons. A ciò si aggiunga l'eccezionale qualità della registrazione, effettuata da Marco Canepa per le edizioni musicali Maccaja.

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ImageUn repertorio carico di personalità e una presenza scenica indubbiamente affascinante hanno già da tempo messo in luce Flavia Ferretti come autrice di grande valore. Preparata nel corso di due anni di lavoro, l’opera prima Fuoco Veloce (che si avvale dell’attenta produzione artistica di Paolo Cogorno e del mixaggio di Marco Canepa) rappresenta un importante punto d’arrivo. Flavia ha scritto tutti i brani dell’album che hanno un taglio poetico e pervaso di intimismo nei testi mentre nei suoni prevale una dimensione più decisamente rock. Ricchezza di spunti, maturità espressiva e una vocalità sempre più duttile e sinuosa: questi sono i punti di forza di un album godibile e affascinante. Tra le canzoni più riuscite, oltre alla bellissima title-track, vale la pena di citare Emily, omaggio alla grande poetessa americana Emily Dickinson, e canzoni ricche di riflessioni sul passato e sulla vita di relazione come Un Bicchiere alle Sei o Dimmi Come. Una menzione particolare merita Giraintorno, cantata in coppia con Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus. No Good, invece, è un riferimento diretto al songwriting anglosassone, a cui Flavia Ferretti è fortemente legata. (Ida Tiberio)

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Image I Perturbazione sono il più famoso gruppo sconosciuto d’Italia. Non solo, sono anche un gruppo unico: nessun altro, oggi in Italia, ha dimostrato un così alto tasso di creatività.
Autori di spettacoli a metà fra musica e letteratura, di concerti che assemblano il cinema, l’animazione e la colonna sonora eseguita in diretta, spesso autori dei loro video i Perturbazione sono anche titolari di un rapporto pressoché inimitabile con i propri fan, dal vivo e in rete.
Un gruppo letteralmente unico, dicevamo. Così come unico è Pianissimo Fortissimo, il quarto album del sestetto di Rivoli (Torino), che inaugura il rapporto con la Capitol/EMI.
L’album mira a seguire il percorso di band di culto nell’underground che, passate a una multinazionale ne hanno beneficiato in termini di popolarità, senza perdere un grammo della loro credibilità.
Pianissimo Fortissimo è stato inciso per la prima volta nello “studio di casa”, il Garage Ermetico di Leumann (To): registrato, mixato e co-prodotto da Maurice Andiloro. Alcuni amici hanno contribuito alla riuscita del disco: Manuel Agnelli (Afterhours) e Davide Rossi (Goldfrapp).
Unici nell’unire la sensibilità della lingua italiana con l’emotività de rock angloamericano, i Perturbazione pubblicano nel 2007 un disco che non solo ne conferma le qualità, ma che si stacca anche dai suoi predecessori: chi già li conosce rimarrà stupito, chi ancora non li conosce resterà incantato.
Perché? Ha in se una profonda magia fuori dal tempo, la musica dei Perturbazione.
CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 13/04 al prezzo di € 15,90
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