Radio Disco Club 65

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Buon Primo Aprile a tutti - data la situazione potrebbe sembrare giusto uno scherzo - dalla "Musica di Antonio fra acqua santa e demonio" con la seconda puntata dedicata alle canzoni menzionate da Bob Dylan nella sua lunghissima Murder Most Foul. Com'è ormai noto, la canzone prende spunto dall'assassinio del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy (22 novembre 1963) per poi allargare lo sguardo a tutta l'ultima parte del XX secolo. Dylan lo fa menzionando un gran numero di canzoni e musicisti per lui importanti. Buffo che uno come lui sia così affascinato dalla storia della musica pur essendo un pilastro di quella stessa storia. Ecco dunque altri cinque pezzi da lui citati, seguiti da un brano dedicato a JFK e da uno inciso nel 1963 da Zimmy medesimo. Intanto la sigla.


THE WHO – ACID QUEEN
"Tommy, can you hear me, I'm the Acid Queen"
Questa è la versione proveniente dalla ridondante ma efficace trasposizione cinematografica di Tommy ad opera di Ken Russell. In un simile contesto inutile dire che Tina Turner è una "regina dell'acido" perfetta. Due curiosità: 1) Nella versione con la London Symphony Orchestra del 1972 il ruolo era stato affidato alla cantante scozzese Maggie Bell; 2) Si dice che, prima di scegliere Tina Turner, Russell avesse pensato a David Bowie. Il legame del personaggio Tommy con Kennedy resta vago, a meno di non considerarlo messia/agnello sacrificale al pari del Presidente.


HARRY BELAFONTE - OH FREEDOM
"Freedom, oh freedom, freedom over me"
Qui il legame con la storia degli Stati Uniti è invece evidente. Oh Freedom è un inno afroamericano che si dice risalente agli anni immediatamente successivi alla Guerra di Secessione, Si tratta di uno dei canti antisegregazionisti più noti e poderosi. Fra le molte versioni esistenti si è scelta quella di Harry Belafonte, non solo cantante ma anche portabandiera delle lotte per i Diritti Civili sempre e comunque.



"Wake up, little Susie, let's go for a drive"
Gli Everly Brothers furono fondamentali per la nascita della musica "giovane" nel secondo dopoguerra tanto quanto Elvis Presley e Chuck Berry. I genitori di Don e Phil erano cantanti country e i due ragazzi assorbirono la tradizione musicale bianca per poi fonderla con le suggestioni nere del rock'n'roll. Qui sono in playback, ma la loro vitalità, così come l'ascendente esercitato sui Beatles, risultano evidenti.

TOM JONES – WHAT'S NEW PUSSYCAT
"What's new pussycat? What 'd I say?"
Due canzoni in un unico verso! Parliamo della prima, tema dell'omonimo film diretto da Clive Donner nel 1965 e interpretato da stellone quali Peter O'Toole, Peter Sellers e Romy Schneider. Dello stesso calibro gli autori della canzone, ovvero la premiata coppia Burt Bacharach- Hal David. Quanto a Tom Jones, bisogna dire che all'epoca era parecchio popolare pure lui, sex bomb per signore che ancora sdegnavano il fascino più perverso di Mick Jagger.

RAY CHARLES – WHAT'D I SAY
"What's new pussycat? What 'd I say?"
Seconda delle due canzoni in un verso, What'd I Say è davvero una delle pietre miliari nella storia della musica con la sua fusione di jazz, r'n'b e gospel. Anche in questo caso il legame con Dylan può essere una suggestione associata agli anni '60 e alle loro rivoluzioni musicali. Oppure un più desolato "che dire?" legato alla morte di Kennedy. Ma, si sa, con Dylan è tutto possibile.

BOB DYLAN – BLOWIN' IN THE WIND
Non è la versione apparsa sull'album The Freewheelin' Bob Dylan. Qui siamo al festival di Newport del 1963, rassegna dedicata a folk, blues e gospel oltreché ostello di tutte le anime progressiste dell'America di quegli anni. Insieme a Dylan (decisamente deprecabile alla chitarra) c'è un parterre di stelle e buoni sentimenti rappresentato da Joan Baez (che non può esimersi dall'andare più alta di tutti con la voce), Peter, Paul & Mary, Freedom Singers e Pete Seeger (che ancora voleva bene a Bob prima del tradimento elettrico). Siamo alla fine di luglio del 1963, il Movimento per i Diritti Civili sembra invincibile. Mancano meno di quattro mesi all'assassinio di Kennedy, dopodiché la storia prenderà una piega diversa da quella auspicata dai ragazzi di Newport. Un saluto a tutti da Antonio Vivaldi e restate sintonici con Radio Discoclub65.

 

That's Folk! di Fausto Meirana

Christy Moore - Smoke And Strong Whiskey. Buon pomeriggio a tutti da Fausto Meirana. L'appuntamento odierno di questo excursus nella musica più o meno acustica che ho chiamato That's Folk! è totalmente dedicato ai folksinger e cantautori irlandesi, in un tentativo di mantenere un tema per ogni puntata. Un vero monumento, in questa categoria, è Christy Moore; questo brano sa d'Irlanda, e di whiskey (quello con la e).


Paul Brady - (no title). Il riferimento al pub nel brano precedente ci porta ad un brano registrato nel luogo per eccellenza della convivialità irlandese. Il brano di Paul Brady (che non sono riuscito a riconoscere e quindi rimane senza titolo) è registrato a Doyle's Pub di Dublino, e fa parte di piccolo documentario su Brady, che mostra affascinanti istantanee di Dublino nella neve.


Freddie White - The Parting Glass. Restiamo nella "drinking zone".Una delle più eseguite canzoni irlandese, di quelle che fanno commuovere alla prima nota, è certamente il canto di commiato di The Parting Glass (Riempitemi il bicchiere dell'addio e che la gioia sia con tutti voi!)


Swell Season - Into The Mystic. Collegando il prossimo brano all'eclettismo di Freddie White, ecco un altro irlandese cui piace rendere omaggio ai conterranei e alla sua patria. Il rosso Glen Hansard (qui nella versione Swell Season, il duo con Marketa Irglova) fa suo un classico di Van Morrison come Into The Mystic


Mike Scott & Steve Wickham - That's Folk! continua con una bella performance di un artista che non viene dall'Irlanda, ma ha dedicato alcuni dischi alla musica e alla poesia irlandese. Fisherman's Blues e An Appointment With Mr. Yeats sono due chiari tributi all'isola di smeraldo; dal primo di questi ascoltiamo quindi Fisherman's Blues.


Villagers - Courage. Adesso è l'ora di un interessante giovane cantautore, Conor O'Brien, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Villagers. Le sue canzoni, delicate ma intense, formano ormai un corpus piuttosto solido nell'ambito non così ampio dei cantautori dell'isola, in pieno contrasto lo sporadico Damien Rice, e il discontinuo Glen Hansard. Di seguito una bella versione dal vivo in un carcere (!) accompagnata dallo strumento nazionale irlandese.


Damien Rice - Delicate. Beh, visto che lo abbiamo nominato sottolineando la sua sporadicità nello scrivere canzoni e pubblicare dischi,ascoltiamo ora Damien Rice. Contrariamente ai dischi, i video che si trovano in rete sono veramente molti, con alcuni concerti interi molto interessanti. Da una di queste session, che risale al suo primo album "O", ascoltiamo uno dei suoi migliori brani, Delicate.


La puntata di oggi di That's Folk! sta per finire, vi ricordo il nome del curatore di questa tracklist, Fausto Meirana, che, divagando divagando, vi propone in chiusura un folksinger irlandese d'eccezione, che risulta un po' improvvisato e nervoso in questa breve esibizione. Curiosi? Lui si chiama Paul Hewson e, come Jack Frusciante, è provvisoriamente uscito dal gruppo... Radio Discoclub65 continua alle 15 con l'ora del deficiente e Dario Gaggero. Alla prossima.

 

 

L'ora dell'ignoranza di Diego Curcio

Per la seconda puntata consecutiva metto gli Screeching Weasel, ma solo perché in "Boogadaboogadaboogada" del 1988 hanno scritto un pezzo magistrale e ignorantissimo contro i Led Zeppelin, una band che sopporto con estrema fatica (ricordo ancora la sorpresa nello scoprire che Dario è un loro superfan).



Visto che in questi giorni mi sto attirando l'antipatia di quasi tutti i miei amici su Facebook (ho iniziato a publbicare le copertina dei 10 dischi che piacciono a quasi tutti e io considero una ciofeca), ho deciso di portare un po' di astio e cattiveria anche qui, all'Ora dell'ignoranza. Quindi per la solita mezzoretta di tempo eccovi le canzoni che alcune band o musicisti hanno scritto contro "colleghi" o generi musicali. Iniziamo con un inno: "1977" dei Clash. Un brano che contiene tutto lo spirito del primo punk, che voleva fare piazza pulita di ciò che c'era stato prima. E quindi, come dice il ritornello: "No Elvis, Beatles or The Rolling Stones in 1977!".



I Goldfinger sono una band pop-punk con qualche venatura ska che andava forte a fine Novanta primi 2000. Non sono mai stato un loro fan sfegatato, ma erano comunque (o forse lo sono ancora) un gruppetto divertente. Qui sfaculano il chitarrista Ted Nugent, soprattutto per via delle sue idee politiche e per il suo sostegno alle armi da fuoco. Il titolo è senza appello "Fuck Ted Nugent" abbreviato in "FTN".



Questa canzone è un po' al limite. Prende per i fondelli i Pink Floyd, ma soprattutto i loro fan (che forse sono pure peggio della band). So che con questa puntata mi sto inimicando Gian e tutti i clienti di Disco Club, quindi se sarà l'ultima sappiate, cari ascoltatori, che vi ho voluto bene (qualche volta). Questi sono i Pitura Freska con "Pin Floi" e il brano parla del "mitico" concerto della band inglese a Venezia...



Sono tutte corte ste belin di canzoni "contro" (a parte i Pitura Freska). Anche questa dura meno di 2 minuti ed è "Disco sucks" dei DOA, mitica band canadese a cui, dice la leggenda, si deve l'utilizzo del termine hardcore per la musica punk più veloce e dura. La disco music invece non piace (quasi) a nessuno, direi. Anche se quella dell'epoca in cui è stato scritto il pezzo (1978) era meglio di quella attuale.



Dopo aver messo i Pitura Freska che fanno ska ecco un bel pezzo dei Propagandhi contro lo ska, "Ska sucks" (che fantasia). Il brano fa parte del primo e bellissimo album della band canadese (anche loro come i DOA), "How to clean everything" del 1993. Avevo letto in un'intervista che la canzone più che contro il revival ska era una presa per il culo dei naziskin di Winnipeg (citta dei Propagandhi), che ascoltavano ska, pur essendo dei fottuti razzisti.



E visto che mi piace essere contraddittorio fino in fondo dopo aver postato un brano degli Screeching Weasel eccone uno che li insulta o, più che altro, attacca Ben Weasel, oggi unico componente superstite e deus ex machina della band. Oltreché per il già citato caso della fan malmenata durante un concerto (ne ho parlato la scorsa puntata), Ben si è distinto in questi anni per alcune posizioni assurde, conservatrici e retrive che non sono andate giù a molte persone (me compreso). E cosi anche la scena pop-punk, che musicalmente deve molto agli SW, ha deciso di ribellarsi e per bocca dei texani Capitalist Kids del mii amico Jeff ha "dissato" Ben con questa "Weasel".



Non so se si tratti di uno scherzo bonario o di uno sfanculamento vero e proprio, ma in questo pezzo del 1998 da "Punk rock confidential" i Queers se la prendono con i Rancid. All'epoca non c'erano i social network e non so se ci sia mai stato un chiarimento o un litigio fra questi due gruppi. Io mi limito a dire che li ascolto entrambi, ma se dovessi scegliere punterei tutto sui Rancid, viste anche le recenti uscite di Joe King, cantante dei Queers. Detto questo non riesco a non ascoltare almeno tre o quattro volte all'anno "Love songs for retarded".



Anche i Clash, che hanno aperto la puntata, finiscono nel mirino di qualcuno "più punk" di loro. Parlo naturalmente dei Crass che, in "Punk is dead", li accusano apertamente di essersi venduti dopo aver firmato per una major e li definiscono spazzatura. Per anni, a causa di questo pezzo, ho escluso i Crass dai miei ascolti. Ma ero un ragazzino confuso (oggi sono un adulto confuso) che non tollerava alcun attacco alla sua band preferita. Poi per fortuna ho capito che il mio era un atteggiamento stupido e che i Crass, in parte, avevano ragione. Detto questo i Clash restano uno dei miei gurppi della vita. Molto più dei Crass.



L'ultimo pezzo (anche sta volta sono stato rapido e indolore, visto?) è di una band che non conosco. Un gruppettino pop-punk direi. Ho trovato il brano cercando banalmente qualcosa contro Bob Dylan, solo per fare incazzare un altro po' di gente e precludermi definitivamente il futuro su questa pagina. Loro sono gli Scrubs e questa è "I hate Bob Dylan". Alla prossima (forse...).


Visto che sono andato corto, come al solito, ecco una bonus track dei Minutemen...

 

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