Radio Disco Club 65
| 01 Aprile 2020
La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi
Buon Primo Aprile a tutti - data la situazione potrebbe sembrare giusto uno scherzo - dalla "Musica di Antonio fra acqua santa e demonio" con la seconda puntata dedicata alle canzoni menzionate da Bob Dylan nella sua lunghissima Murder Most Foul. Com'è ormai noto, la canzone prende spunto dall'assassinio del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy (22 novembre 1963) per poi allargare lo sguardo a tutta l'ultima parte del XX secolo. Dylan lo fa menzionando un gran numero di canzoni e musicisti per lui importanti. Buffo che uno come lui sia così affascinato dalla storia della musica pur essendo un pilastro di quella stessa storia. Ecco dunque altri cinque pezzi da lui citati, seguiti da un brano dedicato a JFK e da uno inciso nel 1963 da Zimmy medesimo. Intanto la sigla.
THE WHO – ACID QUEEN
"Tommy, can you hear me, I'm the Acid Queen"
Questa è la versione proveniente dalla ridondante ma efficace trasposizione cinematografica di Tommy ad opera di Ken Russell. In un simile contesto inutile dire che Tina Turner è una "regina dell'acido" perfetta. Due curiosità: 1) Nella versione con la London Symphony Orchestra del 1972 il ruolo era stato affidato alla cantante scozzese Maggie Bell; 2) Si dice che, prima di scegliere Tina Turner, Russell avesse pensato a David Bowie. Il legame del personaggio Tommy con Kennedy resta vago, a meno di non considerarlo messia/agnello sacrificale al pari del Presidente.
HARRY BELAFONTE - OH FREEDOM
"Freedom, oh freedom, freedom over me"
Qui il legame con la storia degli Stati Uniti è invece evidente. Oh Freedom è un inno afroamericano che si dice risalente agli anni immediatamente successivi alla Guerra di Secessione, Si tratta di uno dei canti antisegregazionisti più noti e poderosi. Fra le molte versioni esistenti si è scelta quella di Harry Belafonte, non solo cantante ma anche portabandiera delle lotte per i Diritti Civili sempre e comunque.
"Wake up, little Susie, let's go for a drive"
Gli Everly Brothers furono fondamentali per la nascita della musica "giovane" nel secondo dopoguerra tanto quanto Elvis Presley e Chuck Berry. I genitori di Don e Phil erano cantanti country e i due ragazzi assorbirono la tradizione musicale bianca per poi fonderla con le suggestioni nere del rock'n'roll. Qui sono in playback, ma la loro vitalità, così come l'ascendente esercitato sui Beatles, risultano evidenti.
TOM JONES – WHAT'S NEW PUSSYCAT
"What's new pussycat? What 'd I say?"
Due canzoni in un unico verso! Parliamo della prima, tema dell'omonimo film diretto da Clive Donner nel 1965 e interpretato da stellone quali Peter O'Toole, Peter Sellers e Romy Schneider. Dello stesso calibro gli autori della canzone, ovvero la premiata coppia Burt Bacharach- Hal David. Quanto a Tom Jones, bisogna dire che all'epoca era parecchio popolare pure lui, sex bomb per signore che ancora sdegnavano il fascino più perverso di Mick Jagger.
RAY CHARLES – WHAT'D I SAY
"What's new pussycat? What 'd I say?"
Seconda delle due canzoni in un verso, What'd I Say è davvero una delle pietre miliari nella storia della musica con la sua fusione di jazz, r'n'b e gospel. Anche in questo caso il legame con Dylan può essere una suggestione associata agli anni '60 e alle loro rivoluzioni musicali. Oppure un più desolato "che dire?" legato alla morte di Kennedy. Ma, si sa, con Dylan è tutto possibile.
BOB DYLAN – BLOWIN' IN THE WIND
Non è la versione apparsa sull'album The Freewheelin' Bob Dylan. Qui siamo al festival di Newport del 1963, rassegna dedicata a folk, blues e gospel oltreché ostello di tutte le anime progressiste dell'America di quegli anni. Insieme a Dylan (decisamente deprecabile alla chitarra) c'è un parterre di stelle e buoni sentimenti rappresentato da Joan Baez (che non può esimersi dall'andare più alta di tutti con la voce), Peter, Paul & Mary, Freedom Singers e Pete Seeger (che ancora voleva bene a Bob prima del tradimento elettrico). Siamo alla fine di luglio del 1963, il Movimento per i Diritti Civili sembra invincibile. Mancano meno di quattro mesi all'assassinio di Kennedy, dopodiché la storia prenderà una piega diversa da quella auspicata dai ragazzi di Newport. Un saluto a tutti da Antonio Vivaldi e restate sintonici con Radio Discoclub65.
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