Rock

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
THE MAGIC NUMBERS - The Runaway

Il CD Ltd edition contiene un ep con 4 brani registrati dal vivo alla Wiltons Music Hall di Londra a gennaio. The Magic Numbers quartetto inglese che ha raggiunto la notorietà nel 2005 con il loro omonimo album d’esordio e da allora si sono conquistati un posto al sole tra le bands più rispettate del panorama britannico. Il nuovo album The Runaway è composto da dodici brani prodotti dal frontman Romeo Stodart insieme a Valgeir Sigurdsson, che vanta collaborazioni tra cui Bjork, Bonnie Prince Billy, Múm. Il lavoro è stato mixato da Ben Hillier, famoso per aver lavorato con Doves, Elbow, Blur.

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 29 luglio 2010 al prezzo di 16,90 €

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
73
Valutazione Utenti
 
0 (0)
KULA:SHAKER - Pilgrims Progress

L’album d’esordio dei Kula:Shaker, il vagamente controverso K, uscì nel 1996, anno un po’ scialbo che pare più remoto del 1976 e persino del 1966, momenti propedeutici a grandi e tuttora imprescindibili esplosioni creative. Ascoltare  l’attacco, un po’ alla Verve, di Peter Pan Rip, prima canzone di Pilgrims Progress  fa dunque uno strano effetto, rimanda a un suono brit-pop  vecchio ma non ancora stagionato e rischia di mal disporre verso questo secondo album della nuova vita artistica di Crispian Mills e soci. In realtà la canzone è piuttosto bella, così come quasi tutto il disco suona sensato e pensato: vengono limitate le tirate figo-psych che ancorano il gruppo  al proprio passato mediamente glorioso (Modern Blues, Figure It Out) e trovano spazio diverse piacevoli ballate dalla credibile ambientazione rurale e dai toni serenamente meditativi  come Ophelia, Cavalry e  la piccola apoteosi finale di Winter’s Call. Non sono male anche All Dressed Up, dalla curiosa fusion indo-morriconiana, e l’unico pezzo vagamente giovanilista, Only Love, che accosta T-Rex e Kasabian e potrebbe funzionare bene come singolo. (Antonio Vivaldi)

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
100
Valutazione Utenti
 
1 (1)
DEVO - Something For Everybody

Devo, Possibile che ce li ricordiamo solo noi post 40? Quanti ricordi il moniker DEVO rimanda alla mia mente : i sottovasi in testa, le tute gialle, ma anche la grafica che Frigidaire assunse come esempio, le patate e i cromosomi, siano essi in più o meno. E poi, Akron, un nome che evoca Urania e invece si trova nell'Ohio...insomma ecco qui il nuovo (?) album dei DEVO , 12 canzoni 12 per una durata di poco superiore alla mezz'ora che si presenta come un onnivoro compendio del loro passato, troppo passato, e di un presente che si coglie solo qua e là. Una splendida operazione di autorevival dove i nuovi brani rimandano ai grandi classici, l'alternativa ad un Best Of , quasi il lavoro fatto dai Rutles nei confronti dei Beatles, però i dementi orginali sono sempre loro e per questi li incenso e li lodo. Quando parlavano di Devoluzione parlavano in prima persona di loro stessi ma , profeticamente, quanti di noi non si possono ad oggi fregiare del titolo di Devoluti? Allora, a parte la copertina che è terribile, comprate ed ascoltate e rituffatevi negli anni '80 più da Psyco che non da Vanilla...Dai, dai, metti su il disco... (Marcello Valeri)

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
75
Valutazione Utenti
 
0 (0)
LLOYD COLE - Broken Record

Lloyd Cole, per chi non lo ricordasse, è quel ragazzone dallo sguardo profondo e il look impeccabile che esordì con gran fragore nel 1984 con 'Rattlesnakes', un disco che girò parecchio sotto le puntine dei giradischi dell'epoca. Dopo due decadi di una discografia di sostanza ma senza grandi sobbalzi, Cole riuscì a segnare un altro mezzo colpo con il solare e opportunamente titolato 'Antidepressant' del 2006.Con 'Broken Record', il cantautore inglese si allontana dal pop raffinato influenzato dal soggiorno americano e la vena vira un po' sul malinconico, forse perchè la cinquantina si avvicina e alcune atmosfere alla Cohen rivelano un'ispirazione più meditata e matura. Il ritorno all'impiego di una vera band, con il vecchio sodale Blair Cowan dei Commotions alla regia, irrobustisce le composizioni, colorandole di un sapore country grazie al suono di pedal steel, banjo e mandolino. Tra i musicisti anche Joan Wasser e Rainy Orteca, ovvero due terzi di Joan As Police Woman. E' curioso notare che sia questo disco che 'Rattlesnakes' abbiano una porta in copertina, forse è la stessa...Se è così, la ditta ha fatto certamente un ottimo lavoro. (Fausto Meirana)

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
68
Valutazione Utenti
 
0 (0)
CROWDED HOUSE - The Intriguer

Fra l’Italia e i Crowded House s’interpose nel 1991 Antonello Venditti che trasformò Don’t Dream It’s Over in Alta Marea e fece sì che molti s’immaginassero il gruppo neozelandese più famoso nella storia rock come furba fabbrica di pop autostradale (o raccordanulare). In realtà Neil Finn è sempre stato autore dai modi articolati, apprezzato da molti ma non da tutti. Occorre infatti un po’ di tempo per districarsi nel suo mondo sonoro che, a seconda dei punti di vista, può apparire elegante oppure leccato, fluido oppure inconsistente, intrigante oppure ovvio, suadente oppure melenso. Scioltisi nel 1996 dopo un memorabile concerto d’addio alla Sydney Opera House davanti a centomila (!) fan commossi, i Crowded House sono rinati nel 2007 incidendo Time On Earth, album di discreta fattura dedicato a Paul Hester, batterista del gruppo morto suicida due anni prima. The Intriguer è dunque il secondo disco della loro nuova vita artistica e farà felici i vecchi fan, i quali si renderanno altresì conto dell’assenza dei suadenti ‘ganci’ melodici di un tempo. Considerando che i passaggi migliori sono quelli più meditativi (Archer’s Arrows, Elephants), forse Finn dovrebbe riconsiderare l’approccio generale del gruppo evitando di cercare ciò che non riesce più a trovare. Questo appannamento dell’ispirazione più pop ha comunque un vantaggio: non si rischia una seconda cover di Antonello nostro. (Antonio Vivaldi)

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
90
Valutazione Utenti
 
0 (0)
THE CORAL - Butterfly House

Sesto album per la band Inglese formatasi a Hoylake, un paese vicino Liverpool, alla fine degli anni ’90. Butterfly House è stato registrato a Londra e Liverpool con la presenza in cabina di regia di nientemeno che John Leckie , il leggendario produttore inglese che ha lavorato con, giusto per citarne alcuni dei tempi recenti , Simple Minds , Radiohead , Verve , Stone Roses , Muse e New Order . Un ritorno alla grande quello dei Coral con una album di brit rock psichedelico con evidenti influenze dei Love di Arthur Lee e Crosby ,Still & Nash , un disco eclettico che si spinge oltre i confini del country e del folk. Butterfly house arriva a tre anni di distanza da Roots & Echoes del 2007 che debuttoòal numero otto nelle classifiche britanniche.

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 15 luglio 2010 al prezzo di 16,90 €

Login