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VIAGGIO IN CINA
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ImageA Yichang fermiamo un taxi per andare alla stazione ferroviaria. Non faccio in tempo ad aprire la portiera che il taxista mi passa il suo telefono cellulare. All'altro capo una voce mi dice: "Can I help you?". Gli spiego dove vogliamo andare e restituisco il cellulare al tassista che ascolta quanto gli viene comunicato in cinese e poi mi ripassa il telefono. La voce stavolta mi dice "the price is 20 yuan [2 euro]?". Io dico "okay" e riripasso il cellulare al tassista che ascolta il nuovo messaggio e annuisce soddisfatto. Quando si dice l'efficienza cinese.
Il treno per Xi'an ha una ventina di carrozze tutte piene. Come ovunque c'è un check in passeggeri (con meno spintoni del solito) e i bagagli vengono passati al metal detector (novità in chiave olimpica). Nella vettura ristorante si gioca rumorosamente a morra (cinese, ovvio). Le carrozze sono più vecchie e meno pulite rispetto a quelle dei treni diurni della zona di Shangai. Ma qui siamo nella Cina centrale, meno avanzata rispetto a quella della costa e una città da quattro milioni di abitanti come Yichang ha un'aria abbastanza trasandata a dispetto dei grattacieli che anche qui spuntano ovunque.
Xi'an è la città dei guerrieri di terracotta, secondo i cinesi l'ottava meraviglia del mondo. A volte, passare dall'immaginato al reale è una delusione. Qui, invece, nonostante le folle dei viaggi organizzati cinesi, l'impatto è davvero emozionante. I duemila soldati dell'imperatore Qin (221-208 a.C.) sembra proprio che escano dalla terra per venirti incontro e i visi sono incredibilmente uno diverso dall'altro. Chissà cosa provano loro di fronte a tutte quelle macchine fotografiche. Forse il desiderio di scomparire di nuovo?
Per ritornare a qualcosa di piu' prosaico si potrebbe partecipare in serata a una delle risse fra stranieri e locali che a Xi'an pare stiano diventando frequenti. In realtà le uniche urla che si sentono sono quelle di un gruppo di turisti che canta 'happy birthday to you' a qualcuno. Una delusione, insomma.



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