Diario cinese di Antonio Vivaldi
Il nostro collaboratore Antonio Vivaldi è in vacanza in Cina. Oggi ci ha mandato un breve resoconto di queste sue prime giornate di vacanza. Speriamo che si ricordi ancora di noi e continui questo suo diario cinese.
Siamo organizzati come non mai, o forse è l'influenza cinese: tutto prenotato da qui a Pechino: treni, aerei e alberghi. Mai successo prima. Anche perchè l'organizzazione è obbligatoria. Ad esempio, se non ti fai scrivere il nome del tuo albergo in cinese e poi ti perdi rischi di non riuscire a ritornarci (anzi e' sicuro). Scriviamo da un internet point di Yichang, irrilevante citta' (solo quattro milioni di abitanti che qui è una bazzeccola) alla fine della crociera sullo Yangtze, crociera ovviamente organizzata nei minimi dettagli e con una precisione nei tempi che gli svizzeri se la scordano: "alle 9,30 si attracca e si va al tempio", "ore 10,30 tutti sul ponte per l'attraversamento di Ugoge" (ovvero "Wu Gorge", la seconda delle tre famose gole). Un gitante che ha fatto ritardare il pullman della visita alla grande diga è stato pubblicamente cazziato dalla giovane guida.
La Cina è ovviamente interessantissima: se però uno cerca il pittoresco, soprattutto le belle casette in legno con le lanterne rosse, fatica a trovarlo (almeno nelle zone dove siamo stati noi). Unica eccezione il villaggio sul fiume di Anchang che fa proprio l'effetto macchina del tempo. Fra due anni sara' trasformato in una cartolina della vecchia Cina tutta negozietti di souvenir e bel legno nuovo e profumato.
Comunque, visto come funzionano le cose a Shangai e dintorni a livello di trasporti e altro, è ormai sicuro che l'Occidente può chiudere bottega. Questi sono un miliardo e passa e fanno tutto in cinque minuti.
Domani saremo a Xian per i guerrieri di terracotta e un tuffo nel passato imperiale.
Ciao (Antonio Vivaldi)





