Radio Disco Club 65

Matthew Stephen Ward, conosciuto come M. Ward (4 ottobre 1973), è un cantautore e produttore discografico statunitense. Oltre alla sua produzione solista, fa parte dei She & Him (con Zooey Deschanel) e dei Monsters of Folk.Questa la sua discografia.

1999 - Duet for Guitars#2 
2001 - End of Amnesia
2001 - Live Music & The Voice of Strangers
2003 - Transfiguration of Vincent
2005 - Transistor Radio
2006 - Post-War
2009 - Hold Time
2012 - A Wasteland Companion
2016 - More Rain
2020 - Migration Stories

Come vedete è già inserito "Migration Stories", che è in uscita ai primi di aprile (coronavirus permettendo).

Questo dice Matthew parlando del suo ultimo disco:

"Era l'inverno 2018/19 - Sono volato a Montreal per incontrare Tim Kingsbury, Richard Reed Parry, Craig Silvey e Teddy Impakt allo Studio Du Arcade Fire. È stato un bel momento con una squadra da sogno in una città che amo. Inverno nella splendida Quebec. Les semaines les plus froides de ma vie. Ho avuto un sacco di demo ispirate a storie di migrazione che avevo sentito da amici o letto sui giornali mentre ero in tournée in Europa e Nord America. Ricordo di essere stato colpito dalle somiglianze delle storie che ho ascoltato da entrambi i continenti e da come erano cambiati solo i nomi dei potenti e degli impotenti, pensando: "È questo il futuro? Questo è il nostro futuro? " Passò un po'di tempo, le storie si intrecciarono e ora le ricordo più vicine ai personaggi nel sogno di come le persone potessero trattarsi a vicenda rispetto a qualsiasi tipo di realismo di prima pagina. Penso che la musica inconsciamente - che sia scrivere o ascoltare - è un filtro per me - che aiuta a trasformare tutte le cattive notizie in qualcosa di nuovo da cui partire - alcuni dischi per me sono come profezie che si autoavverano - visualizzare il cambiamento per desiderare qualcosa in essere - quei dischi hanno ispirato questo. " - M. Ward inverno 19/20

Ecco alcuni pezzi dell'album in uscita




 

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Bentornati a Heavy Metal Parking Lot, il programma per metallari di ogni età che vi terrà compagnia per la prossima ora e mezza con un viaggio nel mondo dell'hard & heavy in tutte le sue sfumature, dai Bon Jovi ai Gorgoroth.
Nella puntata di mercoledì mi avete dato sddisfazione sommergendomi di rrichieste e dediche.
Bravi!
(ora che ci penso...non è che le richieste le fate solo perché vi fa c****e quello che metto io?)
Partiamo con un super classico dei Rainbow.
Dal vivo a Monaco nel 1977 con 'Kill the King'!



Partiamo secchi con le dediche: Tiziana ci ha chiesto 'An Irish Pub Song' degli australiani Rumjacks, tratto dal loro 'Gangs of New Holland' del 2010.



Continuiamo con un classico della malvagità in musica: 'Into the Coven' dei Mercyful Fate, dal loro fondamentale 'Melissa' (1983)


 

Anche se il mio computer di stagnola cerca di sabotarmi in ogni modo io continuo imperterrito con le dediche.
Questa dei My Dying Bride è per il Master Panzer in persona:


 

...e questa è per il suo degno compare Michele Massari, dal capolavoro omonimo dei Savatage.
p.s.: voci di corridoio dicono che Michele stia ingurgitando più calorie possibile in questo periodo di quarantena nella speranza di essere ammesso ufficialmente nella Panzer Division.
Riuscirà nel suo intento? Il Panzer Master è scettico...


 

Fioccano le richieste! Bravi, continuate così.
Questa 'The Sentinel', dal classico 'Defenders of the Faith' (1984) dei Judas Priest è per Stefano Espinoza.


 

Un'altra richiesta da parte di Tiziana: dal loro 'Clayman' (2000) il videoclip di 'Only for the Weak' degli In Flames.


 

Questa è per mio cugggino Diego Polotti!
'Chains and Leather' dei Running Wild, dal loro 'Death or Glory' (1989)

Visto che questa puntata non ha ancora visto picchi di melodia o di violenza Michele Massari ha pensato bene di richiedere 'Blashyrkh (Mighty Ravendark)' degli Immortal, dall'album 'Battles in the North' del 1995.


 

I nostri ascoltatori sembrano avere una certa predilezione per il metal teutonico.
Giuliano Tizza ci ha chiesto 'Metal Heart' degli Accept. Eccola!


 

Per controbilanciare gli Immortal vi beccate i Quiet Riot dal vivo all'US Festival '83 con la loro classica 'Metal Health' (piaciuto il riferimento al brano di prima?)


 

E' tempo di un'altra richiesta del Master Panzer. Stavolta sono i Paradise Lost con la loro 'As I Die' (1992)


 

Facciamo un passo indietro nel tempo con il videoclip di 'Can't get enough' dei Bad Company (1974)

 

 

Un'altra richiesta raffinatissima di Stefano Espinoza: questo è il video di 'Carry On' dei Manowar!

 

 

Un altro brano per Diego Polotti (che mi ha subito bacchettato per un errore inerente alla nostra lontana fanciullezza...): 'Girls Girls Girls' dei Motley Crue.

 

 

Siamo arrivati ai saluti. Chiudo con un grande classico da 'sabato al circolo' (chi ha orecchie per intendere, intenda...) tratto dalla storica VHS 'Cliff'em all', consumata in gioventù.
Ci vediamo mercoledì sera con una nuova puntata.
Dario.

 

That's Folk di Fausto Meirana

Ciao a tutti da Fausto Meirana e da Radio Discoclub65. La nuova puntata di That's Folk! è un omaggio a Bob Dylan. Celebriamo l'uscita a sorpresa di Memory Most Foul, il brano inedito sull'omicidio di JFK, con una tracklist di brani dello "Zio Bob" interpretati da altri artisti: iniziamo con il giovane fenomeno Ed Sheeran e una versione pulita pulita di Don't Think Twice It's All Right.


Proseguiamo con una sorpresa, un brano dei più ruffiani dell'ultima parte della carriera di Dylan: Make You Feel My Love; era su Time Out Of Mind e l'hanno rifatta in molti, Billy Joel, Adele, Neil Diamond. Ma che David Bowie se ne fosse impossessato, in effetti, non lo sapevo, il brano sembra un demo, forse una registrazione casalinga. Intensa e fragile.



That's Folk! Continua con il misconosciuto chitarrista di origine Hawaiana John Cruz. Con uno stile deciso alla chitarra acustica e una buona performance vocale impone un suo passo ad una canzone difficile e criptica come Jokerman, tratta dal tostissimo Infidels.


Nel film cult The Big Lebowsky c'è questa canzone di Dylan, The Man In Me un brano tratto, se non erro, da New Morning; la versione che sentiamo ora è di Ray Lamontagne, cantautore americano con una bellissima voce piena di soul. Pochi minuti, ma intensi...

 

Un cantautore inglese, giovanissimo, con una voce che non corrisponde all'aspetto. George Ezra dichiara come maestri e ispiratori proprio Dylan e Woody Guthrie. La sua versione di Girl From The North Country è forse un po' cupa, ma tutto sommato rispettosa.


Torniamo negli USA con un componente degli Avett Brothers, giovane duo folk del North Carolina. In un video intimo, con tanto di figlioletta vagante, Scott Avett snocciola con reverenza una versione semplice e casalinga di One More Night.


La prossima canzone è Nobody 'Cept You, outtake di Planet Waves. La esegue Jack Savoretti, inglese di origini genovesi, padre marittimo, nonno partigiano (il suo nome è in una targa in via Venti Settembre). Gran bella voce, colta dal vivo con l'accompagnamento di un quartetto d'archi.


That's Folk! termina con la stessa canzone che aperto il programma di oggi: Don't Think Twice It's All Right; Allan Taylor, il raffinato cantautore inglese la ridisegna con la sua voce calda e profonda. A risentirci e rileggerci presto su Radio Discoclub65, un saluto da Fausto Meirana. Alle 16.00 arriva Antonio con la sua musica tra acqua santa e demonio. (Attenzione ghost track dopo questo post)

 

La traccia nascosta e qualche parola in italiano..

 

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