Radio Disco Club 65

La musica di Antonio fra acqua santa e demonio di Antonio Vivaldi

Un buon pomeriggio a tutti da Antonio Vivaldi, dal 1678 al servizio della musica pop. Ammetto di essere piuttosto scocciato con Giancarlo Balduzzi per avermi rifilato questo spazio alle 16 di una domenica di sole. Di sicuro i nostri ascoltatori son tutti allo stadio, al mare o a fare i gitanti in campagna, mentre io resto chiuso in casa a occuparmi di Radio Discoclub 1965. Una profonda ingiustizia perpetrata dal Caro Leader.
L'odierna puntata di "La musica di Antonio fra acqua santa e demonio" ha un filo conduttore: i veterani della musica rock - inglese in questo caso - che continuano a fare buona musica. Qualcuno avrà da ridire sulla "buona musica" di uno di loro, ma non anticipiamo i tempi e partiamo con l'inossidabile Richard Thompson, nato nel 1949. 13 Rivers è il suo ultimo album (2018) ed è privo di fronzoli, tonico e con un po' dell'oscurità che contraddistingue "Thompo" dai tempi ormai lontani dei Fairport Convention. Un'altra cosa: per chi scrive Richard Thompson è il miglior chitarrista inglese in assoluto, altro che Eric Clapton!
Richard Thompson – The Storm Won't Come

Michael Chapman – It's Too Late
Come Richard Thompson, anche Michael Chapman (classe 1941), è di provenienza molto genericamente "folk". Dopo un lungo periodo dietro le quinte, a inizio secolo Chapman riemerge in versione chitarrista sperimental-primitivista molto amato da giovani discepoli quali Steve Gunn e Ryley Walker. Negli ultimi anni ha ridato spazio, con eccellenti risultati, anche alla sua aspra e pungente vena cantautoriale.


 

Peter Perrett – An Epic Story
Negli Only Ones Peter Perrett (1952) fondeva new wave ed esistenzialismo. Poi l'esistenzialismo è diventato esistenza grama fra droga, spaccio e frequentazioni ravvicinate con il tristo mietitore. Dopo anni tragici, grazie anche a moglie e figli, si è tirato fuori dal pozzo e ha tirato fuori due dischi di rock d'autore molto belli. Dal secondo di questi, Humanworld (2019,) è tratto il pezzo che proponiamo oggi. Forse la "storia epica" è proprio quella di Perrett.

 

Morrissey – Love Is On Its Way Out
Ammettiamolo, il più giovane del lotto (è nato nel 1959) pare anche il più scoppiato. Ultimamente Morrissey ha fatto parlare di sé più per le uscite politiche (il supporto al partito di estrema destra For Britain) che per quelle musicali, piuttosto deludenti. Due giorni fa è uscito I Am Not A Dog On A Chain che migliora un pochino la situazione artistica, pur risultando comunque tronfio nell'atteggiamento e pasticciato nei suoni. Con la sua piacevole aria retrò questo è il pezzo migliore dell'album.

 

Billy Bragg – Between The Wars
Il sessantatreenne Billy Bragg arriva proprio a fagiolo. In primo luogo le sue posizioni politiche bilanciano a sinistra quelle dell'appena ascoltato Morrissey. Inoltre questo pezzo ci consente di parlare di una delle antologie più belle dello scorso anno, Billy Bragg at the BBC, 1983-2019, una sorta di antologia alternativa della carriera di colui che a suo tempo ci parve una via di mezzo fra Woody Guthrie e i Clash. Between The Wars uscì nel pieno dell'aspro confronto minatori vs. Margaret Thatcher. Vinse lei, ovviamente, ma questa canzone di chiara matrice socialista è sopravvissuta assai meglio rispetto al ricordo della Signora di Ferro.

 

The Rolling Stones – (I Can't Get No) Satisfaction
Loro sono i più anziani di tutti (76 anni sia Keith Richards che Mick Jagger). Qui li ascoltiamo e vediamo non in versione contemporanea, ma in un filmato del 1965, giusto per rendere omaggio al nome della nostra radio e all'anno di nascita di Discoclub. Questa versione di Satisfaction è tratta da Charlie Is My Darling, primo documentario dedicato agli Stones (il regista è Peter Whitehead), in realtà mai uscito nelle sale o in dvd in versione completa (i nastri furono rubati, si dice). Il quintetto viene filmato durante alcune scoppiettanti date irlandesi. C'è una The Last Time forse superiore per intensità, ma il giovin prete sorridente che si vede a 00:05 è assolutamente indimenticabile. Grazie per l'ascolto e un saluto un po' offeso a tutti voi che ve ne state all'aperto da Antonio Vivaldi.


 

That's Folk! di Fausto Meirana

Bentornati a Radio Discoclub65, con Fausto Meirana e That's Folk! Uomini con la chitarra, del passato e del presente, principalmente dagli USA e dalla Gran Bretagna. Ma a volte no, come nel brano di apertura di oggi, che è molto americano, ma anche molto genovese: Paolo Bonfanti - Dust My Broom

 

Il secondo brano, non ha neanche la chitarra! Andrew Bird infatti imbraccia un violino e ci offre, in compagnia di Chris Thile al mandolino, una bella versione della Blue Skies di Irving Berlin.

 

In un programma dedicato all'uomo con la chitarra non poteva mancare un maestro dello strumento come l'ingelse Martin Carthy, qui però alle prese con uno 'standard' un po' diverso, la Heartbreak Hotel di Elvis! Al violino Dave Swarbrick.


 

Naturalmente di Al Stewart ci ricordiamo tutti di Year Of The Cat o On The Border. Ma il cantautore inglese certamente ha molto da dire anche con altre canzoni. That's Folk! ha scovato la bellissima Clifton In The Rain in una versione piuttosto recente.


 

Ry Cooder ha ocupato a lungo le pagine delle riviste musicali italiane, con la sua musica che pesca nel grande fiume della tradizione blues, folk e jazz degli Sati Uniti. Nel video che segue Cooder rivisita il pioniere del folk Woody Guthrie con la sua Vigilante Man


 

That's Folk! torna in Italia, anzi torna ancora nella nostra città: Joel Cathcart vive a Genova, fa il cantautore, il batterista il pittore e ti può capitare anche di giocarci a pallone assieme. Chissà se ha altre doti nascoste (ah sì suona anche con i Colmorto) Placeholder - Joel Cathcart


 

Quasi una giovane promessa del folk, lo scozzese Alasdair Roberts è figlio d'arte, amico di Bonnie Prince Billy, e prolifico quasi come lui. Dal recente Pangs qui ascoltiamo il brano omonimo.


 

That's Folk! si avvicina alla fine. Il penultimo e l'ultimo brano saranno dedicati a due 'specialisti' della modalità 'man&guitar' due veri e propri killer ! Il primo è Richard Thompson qui in una versione live di I Want To See Bright Lights Tonight.


 

Come detto nel post precedente, finale assolutamente in tema. Uno dei più grandi esponenti del genere, l'irregolare e complesso John Martyn, con un brano che, di questi tempi, vorrei interpretare come augurio. May You Never. Saluti da Fausto Meirana, dopo di me l'ora del deficiente, come sempre, è in agguato!

 

Heavy Metal Parking Lot di Dario Gaggero

Buonasera a tutti!
Benvenuti alla prima puntata di 'Heavy Metal Parking Lot', programma settimanale di hard rock ed heavy metal sponsorizzato dalla Pagliaro Panzer Division.
Chi vi scrive è il vostro Slim Fast, braccio destro del Master Panzer Pagliaro e scrupoloso esecutore degli ordini del Maestro.


Partiamo subito con i padri spirituali dell'heavy metal: i Black Sabbath con la loro 'Sabbath Bloody Sabbath', dall'album omonimo (1973)


 

Ovviamente I più sgamati tra voi avranno colto la citazione nel titolo del programma.
Per gli altri, spiego io: 'Heavy Metal Parking Lot' è un film documentario abbastanza delirante girato praticamente nel parcheggio di un concerto dei Judas Priest nel Maryland a metà degli anni '80.
Lo spirito di questa ora e mezza di trasmissione è quello di offrire uno spaccato di quelli che sono l'hard rock e l'heavy metal in tutte le sue forme, passate e presenti, dai Led Zeppelin agli Slayer, dai Poison ai Cattle Decapitation e di sentire le vostre opinioni in merito.
Ovviamente sono gradite le richieste in diretta, che spero numerose.
Altrimenti metto solo quello che piace a me e sono tutti c***i vostri (nel senso che i Cattle Decapitation o me li chiedete o di mia sponte non li metto, ecco).
Questa, ad esempio, è 'Future World' dei Pretty Maids, dal loro secondo album (1987)


 

'Malmsteen è il Demonio', si leggeva qualche tempo fa su diversi muri di Genova.
E allora largo al profeta del neoclassicismo metal (nonchè Panzer Ad Honorem)!
Dal suo album di debutto (e per molti – me compreso – il suo migliore), 'Black Star'.


 

Le vostre richieste latitano.
Possibile che debba fare tutto io?
Dal loro capolavoro 'Rocks' (1976) eccovi allora 'Back in the Saddle' degli Aerosmith.



Prima abbiamo citato gli Slayer: eccovi il videoclip di Seasons in the Abyss (1990), con tanto di piramidi sullo sfondo:


 

Piaciuta? Ora ci spostiamo in Germania con un altro 'official video': 'I Want Out' degli Helloween dal loro 'Keeper of the Seven Keys pt.II'.


 

Visto che poi lo so che mi accusate di mettere solo roba banale eccovi una chicca un pelo più oscura: estratta dal secondo 7" dei Satan (sottovalutati alfieri della New Wave of British Heavy Metal) questa è 'Kiss of Death' (1982). Un po' rustica, ma efficace!


 

Ok, questa è per Michele Minuto: tratta dal suo meraviglioso 'Billion Dollar Babies', 'Elected' di Alice Cooper!


 

Mentre Michele Minuto si lamenta della mia scelta (ma ormai ci sono abituato, fa così anche in negozio) è arrivato il momento per qualcosa di un po' più estremo: 'Merciless Death' dei Dark Angel (originariamente pubblicata nel classico debutto 'Darkness Descends) dal vivo all'Hammersmith Odeon nel 1989.


 

Ecco la seconda richiesta di Michele: Princess of the Dawn degli Accept, dal loro 'Restless & Wild' (ma qui sono dal vivo a Sosaka, nel 1985). E voi cosa aspettate?


 

Capitanati dal misterioso (e mascherato) Midnight eccovi i Crimson Glory con la loro celebre 'Lonely', dal loro secondo album 'Transcendence' (1988)


 

Nati da una costola dei Damned e sponsorizzati da 'Fast' Eddie Clark dei Motorhead eccovi un estratto da 'Filth Hounds of Hades' dei Tank, il loro debutto (1982). Questa è 'Shellshock'!


 

A proposito di cantanti mascherati, ora c'è un'altra dedica: questa è per Massimo KISS e David Zanet.
Immortalati agli inizi della loro carriera abbiamo i KISS con la loro iconica Black Diamond!


 

Abbiamo un'altra richiesta: Giuliano Tizza vuole 'Dead Man Tells No Tales' dei Motorhead. Eccola, dal vivo a Le Mans nel 1979:


 

 

Merci, Grazì! :)
Ora mettiamo un po' di thrash metal: dal loro secondo LP 'Peace Sells...but who's buying?' (1986) la quasi omonima 'Peace Sells' dei Megadeth


 

Dalla colonna sonora del film 'Nightmare 3 – i guerrieri del sogno' (con tanto di video girato sul set, Freddie Krueger compreso) i Dokken con 'Dream Warriors'.


Ok. Siamo in chiusura. Vi ringrazio di aver passato un po' di tempo in mia compagnia (anche se solo virtualmente). Questa puntata era un esperimento. Fatemi sapere se va bene così o se preferite un appuntamento più corto come durata ma più frequente di una sera alla settimana. Vi lascio con un brano monstre dei Budgie, tra hard rock e certo prog: 'In for the kill'.

Un saluto dal vostro Slim Fast e da tutta la Panzer Division.

 

 

 

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