Rock

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Image Per gli amanti del blues torna un collaudato duo di eccellenti chitarristi sulle scene ormai da quasi vent’anni. Stiamo parlando di Smokin’ Joe Kubek e Bnois King. Il primo è un bianco orginario di Dallas in Texas con alle spalle un illustre passato al fianco di grandi personaggi del valore di Steve Ray Vaughan e B.B. King e un apprezzabile vena rock; il secondo è un afro-americano nato a Monroe in Louisiana ben avvezzo, va da sé, alle faccende del musica nera e in particolare del soul e del rhythm ‘n’ blues, con una voce che ricorda a tratti quella del grande Solomon Burke e un tocco paragonabile alle raffinatezze di Ernest Ranglin. I due propongono un intenso e divertente rock blues che fonde mirabilmente la lezione del ruvido e scheletrico blues texano, quello di Steve Ray Vaughan o Johnny Winter per intendersi, con la sinuosa gentilezza di certo rhythm and blues: generi musicali gemelli o fratelli di sangue, come del resto i due protagonisti in azione. Blood Brothers non aggiunge nulla alle ben note formule del blues elettrico (se non il fatto, ovviamente non trascurabile, che le composizioni sono tutte originali), ma certo si distingue per la vitalità degli interpeti e la palpabile credibilità del loro sentimento. Da segnalare. (Marco Maiocco)

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Image Il talento di James McMurtry, cantautore texano d’ultima generazione, si percepiva già negli album precedenti. La personalità e la forza espressiva, invece, sembravano relegate in alcuni, specifici brani. Just Us Kids arriva finalmente a colmare questa lacuna. L’alternanza di rock’n’roll e ballate che segna l’ossatura portante dell’album ha una buona dose di attrattiva. L’evoluzione artistica di James McMurtry si manifesta anche nelle tematiche affrontate in brani come God Bless America, Ruby And Carlos o Hurricane Party. L’artista narra con grande efficacia la disillusione e il senso di stordimento così diffusi in America negli ultimi anni. Un lavoro coraggioso e immerso nella realtà, dunque, nel quale la voce di James Murtry acquista una capacità persuasiva del tutto inedita. (Ida Tiberio)

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ImageSono trascorsi quindici anni dal successo di "Laid" e sette dall'ultima prova non troppo convincente dei James, "Pleased To Meet You". E' per questo che "Hey Ma" arriva come una bella sorpresa per i tanti che avevano apprezzato la band nel suo momento migliore: il singolo omonimo, con un testo apertamente politico, traccia la strada per tutto il disco, che annovera diversi brani che si ricordano dopo un paio di ascolti, come l'ottima "Bubbles", in apertura, "Oh My Heart" e "Whiteboy". Gli arrangiamenti sono ricchi ma quasi mai eccessivi, e rimandano in diversi momenti al modello di "Laid". Nel complesso un disco che, pur richiamando il suono degli anni '90 (quello prodotto dalla band in passato ma, in alcuni punti, anche dagli U2 del periodo "Achtung baby" e "Zooropa"), appare tutt'altro che datato. (Marina Montesano)

CD in vendita da Disco Club al prezzo di € 20,50.

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Image Negli anni settanta immaginavo galassie solcate da astronavi, universi infuocati e tempeste sospese in terre senza tempo. Sognavo Gerico, città dalle fondamenta lacerate, potevo intravedere pionieri al di là dei secoli e rifugiati che lasciavano alle loro spalle la vita conosciuta
 ed amata per dirigersi verso l’ ovest. Questi mondi m’attraversavano mentre, seduto nella “casa senza porte”, mi lasciavo sedurre dalla solitudine cosmica di Peter Hammill. Nel 2005 arrivò una sorpresa “Present” nuovo album dei VDGG che riprendeva dal picco duro di Godbluff, Present fu un disco sincero sebbene non epocale. I fans non credettero del tutto che dopo trenta anni da quello stop quella band avrebbe continuato a creare. Oggi a smentire l’assunto arriva Trisector, che dimostra con coraggio che si può essere “quel suono” anche senza il marchio dei fiati di David Jackson. La prima cosa da dire è che non è un disco per nostagici, la produzione molto più attenta dell’album precedente lo testimonia. Trisector non strizza l’occhio al mercato (cosa inconcepibile per i Van Der Graaf che non sono mai stati una band da charts o che gira dei clip) ma dipana un suono che non è unicamente per lo zoccolo duro del Prog-fan.

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Image Dopo l'enorme successo di pubblico e critica ottenuto con "Ballad Of The Broken Seas", uno dei migliori album del 2006 candidato anche al Mercury Prize Award, la dolce cantante scozzese Isobel Campbell ed il cupo ed intenso Mark Lanegan confermano ancora una volta la formula vincente. “Sunday At Devil Dirt” è il nuovo album dove la dolcezza e la fragilità della ex Belle And Sebastian si incastrano magicamente con la profondità e la cupezza dell'ex cantante degli ScreamingTrees. I rimandi sono tanti e diversi anche in questo nuovo piccolo capolavoro, sintesi originalissima e affascinante che coniuga sapori di Hank Williams, vibrazioni alla Johnny Cash, rimandi ai Fairport Convention, echi di vecchio folk scandinavo. Un disco fatto di ballate intense e vagabondaggi turbolenti, di racconti di anime dannate e consumate dal fuoco e dal peccato, in cui la passione per il vecchio folk americano permea ogni singolo brano. Isobel e Mark tornaneranno in Italia per due imperdibili concerti a Bologna il 31 Maggio (Estragon) e il primo di giugno a Torino (Ossigeno). 

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 15/05/08 al prezzo di € 16,50.

 

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Image La Svedese Sarah Assbring aka El Perro Del Mar torna con un secondo album che non mancherà di ammaliare tutti gli amanti del pop più onirico, delle palpitazioni evanescenti ed inquiete. in questo From The Valley To The Stars la signorina Assbring propone canzoni trasparenti, soffici e accorate. Tastiere pastello dal retrogusto vagamente acido, un'orchestra - la The Gothenburg Symphony Orchestra - devota e misurata (oboe, flauto, tromba, corni, contrabbasso, persino un sitar), reminiscenze di Sparklehorse (la title track), melodie degne di una Beth Gibbons (Glory To The World) o unite and un gusto fifties che farebbero la felicità di Goldfrapp (How Did We Forget). 

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 15/05/08 al prezzo di € 16,50.

 

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