Rock
Definire Micah P. Hinson un “folksinger texano” significa sminuire un artista di ben più ampio respiro. Fin dal suo primo lavoro And The Gospel Of Progress, uscito nel 2005, è stato chiaro che il giovane dall’adolescenza inquieta aveva un’energia ed un’intensità di interpretazione che lo ponevano ad un livello superiore rispetto ad illustri colleghi. Dopo c’è stato un disco di transizione : The Opera Circuit, buon livello, ma non migliore dell’esordio, per arrivare all’ultimo The Red Empire Orchestra, senz’altro il suo lavoro più completo e maturo, uscito dopo un ennesimo periodo di crisi, terminato con la richiesta di matrimonio alla fidanzata dal palco di un concerto a Londra. Prodotto da John Congleton, già produttore di Antony, The Red Empire Orchestra risulta un lavoro più arioso e articolato, carico di sonorità a tratti teatrali. Gli accenti country vengono rivestiti da un’eleganza orchestrale insolita e la voce di Micah completa il tutto con toni drammatici, delicati, intensi a seconda del brano, costruendo su semplici impalcature melodiche grandi canzoni non liquidabili in facili catalogazioni.
Prima del 2008, i Rascals erano un trio noto per un paio di EP e, soprattutto, perché il leader (voce, chitarra e autore delle composizioni) Miles Kane è la metà meno celebre dei Last Shadow Puppets di Alex Turner. L’esordio sulla lunga durata era annunciato da tempo e non è stato accolto troppo bene dalla stampa inglese, che forse si attendava qualcosa di esplosivo sulla scia degli Arctic Monkeys; i Rascals richiamano invece piuttosto i Coral e gli stessi Last Shadow Puppets, pur senza averne i raffinati arrangiamenti, e privilegiando invece un suono basato quasi sempre su chitarre-basso-batteria, con la gradevole voce di Kane in evidenza. Il risultato è revivalistico, molto orientato verso la seconda metà degli anni Sessanta, ma tutt’altro che spiacevole. Diverse fra le composizioni rimangono impresse dopo un paio di ascolti, come per esempio la conclusiva I’ll Give You Simpathy, ma nel complesso l’intero disco si ascolta d’un fiato senza momenti di noia. (Marina Montesano)
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