Radio Disco Club 65

Blue Morning di Dario Gaggero

Buongiorno a tutti e bentornati a Blue Morning, un'ora in compagnia di Dario Gaggero - cioè io - alla scoperta del variegato mondo della musica nera in (quasi) tutte le sue forme.
Di solito partiamo con un classico, ma oggi ho voglia di cambiare. Sarà la primavera?
Diamo inizio alle danze con Toronzo Cannon, artista di Chicago in giro da diversi anni ma che ha recentemente pubblicato per la Alligator i dischi più maturi della sua carriera. Questa è 'Insurance', dall'ultimo 'The Preacher, the Politician & the Pimp' (2019) che ironizza – ma neanche tanto – su un tema tristemente presente nella vita degli americani. Mai come oggi, purtroppo.



Nelle puntate precedenti abbiamo parlato spesso di John Mayall e dei suoi Bluesbreakers – ora è arrivato il momento di farveli anche sentire!
'John Mayall Bluesbreakers with Eric Clapton' (1966) è stato un disco talmente influente che per un ascoltatore 'moderno' non è facile capire istantaneamente la portata dei cambiamenti che ha provocato. Senza paura di esagerare troppo si può addirittura dire che ha 'inventato' il rock blues per come lo concepiamo oggi.
Ecco la loro versione della classica 'Hideaway' di Freddie King:



Specialista dell'armonica (anche se polistrumentista) Carey Bell ha seguito la lezione dei maestri (Sonny Boy, Little Walter, Walter Horton), suonato al fianco dei giganti (Muddy Waters) e ha poi saputo ritagliarsi un suo spazio come leader nell'affollato panorama del Chicago Blues. Questa è la sua bellissima 'So hard to leave you alone' (1977)



Dopo tanta tristezza proseguiamo con un classico soul del 1961: 'Don't feel sorry for me', magistralmente interpretato dall'elastica voce di Jimmy Ruffin!



Autore, produttore, talent-scout...Willie Dixon è stato più volte citato tra le righe di questa rubrica, ma non abbiamo ancora avuto modo di vederlo nelle vesti di interprete.
Eccovi la divertente 'I don't trust nobody', dal vivo a Montreux nel 1983 – con uno scintillante Sugar Blue all'armonica.



Dotato di una voce potente e rugginosa e di una chitarra a 9 corde dal suono quanto mai peculiare (Steve Vai, crepa d'invidia!) Big Joe Williams sembrava provenire da un mondo addirittura più arcaico di quel delta del Mississippi nel quale mosse i primi passi artistici. Ecco la sua 'Drop Down Mama'.



Interprete nel 1958 della celeberrima 'You can make it you try', Gene Allison ha continuato a sfornare gemme a cavallo tra rhythm & blues e soul per parecchi anni, non riuscendo purtroppo ad eguagliare il successo di classifica della sua prima hit. Questa è la sua 'Somebody Somewhere', del 1969.



Dalla nativa Louisiana alla Chicago capitale del blues (passando per una non trascurabile esperienza Texana) Lonnie Brooks si è affermato come leader di un suo particolare 'Voodoo Blues'. Eccovi la sua 'You're Usin' Me', dal vivo a Houston nel 1993


Non sarebbe una delle mie puntate se non ci fosse almeno un rock'n'roll sgangherato e vcino all'autocombustione: oggi è il turno di Little Ike – il riferimento, a partire dal nome, è al solito Little Richard...

E' arrivato il momento del blues italiano: oggi vi segnalo il più coinvolgente e duttile one man (blues) band che abbia mai incontrato: Max Prandi, qui in un personale tributo a Mississippi Fred McDowell.

La canadese Sue Foley ha già molti validi album alle spalle (il debutto è del 1992 su Antone's) ma è ancora un nome non molto noto dalle nostre parti.
Credo sia un peccato: guardatevi questa 'Absolution' e mi direte.

 Per molti è stato il più grande armonicista blues di tutti i tempi, un innovatore che ha cambiato il suono dello strumento per sempre: sto parlando ovviamente di Little Walter. Nonostante una vita breve e condotta tutta sulla corsia di sorpasso ci ha lasciato un'impressionante messe di registrazioni ancor oggi oggetto di studio meticoloso da parte degli appassionati.
Questa è la celebre 'Mellow Down Easy'

Anche oggi siamo arrivati alla fine.
Vi lascio con un gospel elettrizzante di Sister Rosetta Tharpe nella speranza che vi metta di buonumore per il resto della giornata.
Ci vediamo giovedì mattina per un'altra puntata di Blue Morning.
Fate i bravi
Dario.

 

 

Coverlandia di Gian

I gruppi beat italiani degli anni sessanta sono stati sicuramente quelli più avvantaggiati dal fenomeno cover. Hanno preso da un po' tutti i gruppi inglesi, americani e anche australiani per fare le versioni italiane e scalare le classifiche di vendita.
Il gruppo più famoso (e giustamente) all'epoca era l'Equipe 84 e veramente loro hanno coverizzato di tutto dai Rolling Stones a Elton John, passando per gli immancabili Bee Gees. Ecco partiamo da questi con "Pomeriggio ore 6".


L'originale dei fratelli australiani era più lenta "Marley Purt Drive", del resto il testo non parlava di un'avventura pomeridiana adolescenziale, ma ripeteva "Con quindici bambini e una famiglia in difficoltà, devo andare a fare una gita domenicale" e concludeva che i bambini erano diventati 35 (ha fatto il carico da un orfanotrofio). A proposito di questo pezzo, è tratto sa Odessa del 1969, un capolavoro.


Un altro gruppo che deve il suo maggior successo a una cover sono i Corvi. "Sono un ragazzo di strada" la conoscono tutti anche adesso (originale dei Brogues), ma anche questa era una bella versione di un pezzo famoso nel 1967, "Sospesa a un filo".



L'originale era degli Electric Prunes, gruppo garage/psichedelico statunitense, questa la loro "I Had Too Much To Dream Last Night"



Torniamo all'Equipe, dall'Australia passano alla California con "Sei già di un altro" del 1965.



Quale poteva essere il gruppo californiano più famoso nel 1964? Ovviamente quello dei fratelli Wilson, i Beach Boys e la loro "Don' Worry Baby".



I Quelli non avevano avuto grandi successi in quegli anni, però poco dopo sono diventati famosissimi come Premiata Forneria Marconi. In questa "Per vivere insieme" unico vero successo tra l'altro alla voce c'era un altro che divenne famoso in un altro campo Teo Teocoli.



L'originale dello stesso anno, 1967, era cantato dai Turtles che abbiamo già incontrato nella prima puntata parlando di "Scende la pioggia" di Morandi. Due di loro, Kaylan e Volman, per anni suonarono con Frank Zappa con lo pseudonimo di "The Phlorescent Leech & Eddie". Questo l'originale "Happy Together".



Con l'Equipe torniamo in Europa, nemmeno i Rolling Stones si sottraggono alle loro coverizzazioni. Nel 1964 fanno "Quel chi ti ho dato".



Originale dei Rolling "Tell me" dal loro primo album del 1964.



Nel 1968 i Corvi cercavano un biglietto d'aereo perché avevano ricevuto una lettera, lo avranno trovato? "Datemi un biglietto d'aereo"



La lettera era partita l'anno prima da Memphis l'aveva imbucata Alex Chilton con i suoi Box Tops: "The Letter".



Ultimo pezzo dell'Equipe, sempre dall'Inghilterra. Questo è una sorpresa. E' del 1968 e non me la ricordavo proprio, "Un anno"-



Sorprendente perché l'originale non era di un gruppo da 45giri, i Traffic di Steve Winwood con "No Face, No Name, No Number".



E concludiamo ancora con i Quelli. Nel 1969 un anno prima di sciogliersi hanno ancora un mezzo successo con "Dici", Teocoli non c'è più e Mussida, Di Cioccio, Premoli e Piazza si preparano per il grande passaggio alla P.F.M.



Thomas David "Tommy" Roe è un cantautore e musicista statunitense. Ha azzeccato solo due successi, "Sheila" nel 1963 e, appunto, "Dizy" nel 1969.



Finito, vado come al solito a leggere. Con i Meridiani di Buzzati mi sono portato avanti. Finiti i romanzi dono alle prese con i sessanta racconti. A proposito dell'ultimo romanzo della raccolta mi ha fatto scoprire un Buzzati diverso, sia per il genere, vedi il titolo "La famosa invasione degli orsi in Sicilia", sia perché lo ha illustrato l'autore stesso (vedi foto). Buona notte.

buzzati

 

La musica di Antonio fra Acqua Santa e Demonio di Antonio Vivaldi

Edizione della Domenica delle Palme per la "Musica di Antonio fra acqua santa e demonio". Data la giornata sarebbe auspicabile una prevalenza di acqua santa, ma chissà... Come di consueto la scaletta prevede cinque pezzi tratti da album di recente uscita (inclusa una ristampa) e una conclusione affidata al solito pezzo che non c'entra nulla. Intanto la sigla.


MARIA McKEE – PAGE OF CUPS

Per cominciare rubiamo un'idea alla puntata odierna di Oh, Girls di Ida Tiberio. Maria McKee fu negli anni '80 la cantante dei Lone Justice, interessante gruppo definibile come country FM (buone canzoni ma produzione troppo anni '80, appunto). McKee ha poi avuto da solista una carriera di discrete soddisfazioni che conosce oggi uno dei suoi momenti migliori con La Vita Nuova, album dai toni possenti e dagli arrangiamenti sontuosi. Questa Page Of Cups farà impazzire i fan di Sandy Denny e Fotheringay.

P.S. Curioso che La Vita Nuova sia il titolo di un disco pressoché contemporaneo di Christine & The Queens.


THE THIRD MIND - MORNING DEW

Poiché il Caro Leader di Discoclub Giancarlo Balduzzi ha annunciato che quello dei The Third Mind sarà il suo disco del 2020, per pura captatio benevolentiae anche in questa puntata proponiamo un brano del supergruppo psych guidato da Dave Alvin. Il pezzo è la post-apocalittica Morning Dew della folk-singer anni '60 Bonnie Dobson e rifatta da Tim Rose, Grateful Dead e milioni di altri.

 

LANKUM – THE WILD ROVER

Un irriverente inno alla vita scapestrata scanzonato inno (cantato anche dai Dubliners e dai Pogues) diventa qui una lenta e struggente meditazione sugli errori di una vita. The Livelong Day degli irlandesi Lankum è stato uno dei molti bei dischi folk usciti nel 2019, a testimonianza di un ritorno di creatività in un settore che pareva un po' in stasi.


MARCO ROVELLI – CUORE DI TENEBRA

Dopo l'ormai lontana esperienza con gli Anarchistes, Marco Rovelli ha avuto una notevole carriera solista tra folk e rock d'autore. Il suo recente album Portami al confine mostra un suono più duro rispetto al passato, diciamo tra CSI e Thin White Rope. Cuore di tenebra racconta la dimensione più tragica del XX secolo con grande capacità di sintesi storica e lirica.


ERIC BURDON & THE ANIMALS – SAN FRANCISCAN NIGHTS

Di pochi mesi fa è la pubblicazione di When I Was Young – The MGM Recordings 1967 – 1968, cofanetto contenente gli album incisi da Eric Burdon insieme ai 'nuovi' Animals, quelli dal suono psichedelico e molto più americano rispetto al passato. San Franciscan Nights è un ingenuo, struggente tributo alla San Francisco della "summer of love", qui in una versione dove gli strumenti dovrebbero essere in playback mentre la voce sembra dal vivo.


POPOL VUH – KING MINOS

Come al solito il diavolo sembra aver prevalso sull'acqua santa anche nella Domenica delle Palme. Così, per riequilibrare un po' la situazione, ecco che il pezzo fuori sincrono con gli altri è affidato ai Popol Vuh e al loro afflato mistico. Ma un momento... Re Minosse è una figura della mitologia pagana! Mi sa che anche stavolta vince a mani basse il Maligno. Un sulfureo saluto da Antonio Vivaldi e Radio Discoclub65.

 

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