Rock

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ImageI Clap Your Hands Say Yeah erano fino a poco tempo fa una band totalmente indipendente, dalla produzione alla distribuzione del disco; tanto che fino a Natale era possibile comprarlo solo dal loro sito internet.
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ImageDi certo gli Strokes non sono delle moderne cenerentole: il successo, quello vero, li ha baciati da subito. Il primo album “Is This It” è stato celebrato da stampa specializzata e non come il Ritorno del Rock, nientemeno. E il pubblico, per una volta, è stato d’accordo: vendite milionarie, tournèe mondiali, fidanzate da gossip.
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ImageI Company sono un quartetto originario di Brooklin. La loro esperienza musicale inizia e matura attraverso ripetuti concerti, tenuti sempre nello stesso bar, il Nine-C durante una manciata d’anni. Il loro approccio alla musica, come dice lo stesso nome, è un ritrovarsi tra amici e instaurare un rapporto diretto con lo spettatore.
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ImageDifficilmente i Minus Story, americani alla seconda prova lunga (oltre un paio di ottimi EP), conquisteranno fama internazionale e copertine di giornali, specializzati e non. La loro è musica che colpisce piano, si rivela nei particolari e cresce con gli ascolti.
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ImageComincia a circolare in Italia con qualche ritardo rispetto all’uscita americana il quarto album dei My Morning Jacket. “Z” ha ottenuto recensioni unanimemente positive su entrambe le sponde dell’Atlantico al punto che il gruppo proveniente da Louisville (Kentucky) può essere ormai considerato un nome di punta della scena alternativa statunitense. 
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ImageAnnunciato da tempo e poi rimandato all’inizio dell’autunno, l’atteso album di Stevie Wonder a 10 anni da “Conversation Peace“, non ha avuto in Italia l’accoglienza né il successo che merita. “A time to love” è infatti di gran lunga il suo miglior disco da "Hotter than july": quindici brani (per ognuno si sarebbe gridato al miracolo se a comporli non fosse il cinquantacinquenne genio della musica black, ma l'ultimo Ricky Fanté di turno)

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