Rock

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ImageCome si fa a bissare il successo mondiale e milionario di un disco d’esordio (l’omonimo “Franz Ferdinand”) pieno di perfette canzoni pop aromatizzate con tutte le spezie giuste? Semplice: si incide un secondo capitolo che, tolta qualche sfumatura di suono e produzione, ricalca fedelmente quella formula. Questo fanno oggi i Franz Ferdinand di Glasgow, alfieri oramai celebri del rinascimento dei suoni spigolosi e appuntiti della new wave inglese versione ’00.

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Image“Prairie Wind” è un disco importante per Neil Young; non tanto per la musica, acustica e melodiosa come lui sa fare, quanto per la storia e il vissuto che le canzoni si portano dietro.  Mentre lo incideva, Neil ha perso il padre (che viene ricordato affettuosamente in più di un brano) e sofferto una delicata operazione per un aneurisma cerebrale, dalla quale si è però ripreso in tempi stupefacenti, anche per i medici che lo seguivano. Ed è tornato subito in studio, a finire quello che aveva cominciato, riversando negli accordi di “Prairie Wind” una suggestione e un’enfasi ancora maggiori.

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ImagePiaccia o non piaccia questo disco, è indiscutibile che John Cale non sia un musicista pacificato. Se nel precedente “HoboSapiens” aveva troppo calcato la mano sull’elettronica, in “blackAcetate” il gallese unisce con maggior misura la passione per le nacchine a un recupero delle chitarre oscure e massicce (a tratti quasi glam) di album come  “Sabotage Live” (1979) e “Honi Soit” (1981).
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ImageIl quinto volume nella Bootleg Series è la colonna sonora dell’atteso documentario di Martin Scorsese . Si apre con una delle prime registrazioni esistenti del giovanissimo Dylan, “When I Got Troubles”, 1959, per seguirne l’evoluzione fino all’esplosione del 1966, rappresentata da “Like A Rolling Stone”, dal vivo a Manchester.
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ImageDi tutti i generi saliti alla ribalta dei trend in questi ultimi anni, sicuramente un posto d’onore è occupato dal cosiddetto “pop indipendente”. Musica semplice ed ad alto contenuto sentimentale, piccole sinfonie fatte in casa: costruite su melodie dolci, abbellite da arrangiamenti che spaziano dal calore del quartetto d’archi alla scherzosa nebbia dell’elettronica.
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ImageLa passione per la musica, la fuga dalla provincia, la sussistenza garantita a malapena da lavori umili e precari. Infine, l’agognata svolta: l’incontro con John Prine e Jerry Jeff Walker e il sogno vivere scrivendo canzoni che, finalmente, si concretizza.

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