Rock

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SUN KIL MOON - Benji

Registrato tra marzo ed agosto 2012, “Benji” è l’ultimo lavoro dei Sun Kil Moon, creatura di Mark Kozelek, ex leader dei Red House Painters. L’album esce per la sua Caldoverde ed arriva dopo la collaborazione dello scorso anno con Jimmy Lavalle (Album Leaf) e quella con i Desertshore. “Benji”, come in generale la musica del progetto Sun Kil Moon, è il riflesso dell’infanzia dello stesso Mark e della sua vita di oggi. Il disco, sesto con questo moniker, è il capolavoro definitivo di un artista che, raggiunta l’età di 47 anni, ha trovato al tempo stesso una seconda giovinezza e la definitiva maturità. Trame folk, batteria (nelle mani di Steve Shelley) lievemente accennata, arrangiamenti perfettamente equilibrati ed un senso della melodia che non ha eguali nel panorama cantautorale. E la scrittura, inarrivabile. Come ci suggerisce Pitchfork, Benji si consuma con morte, tristezza, lutto e tragedia. Ma c'è gratitudine all'interno di tutta questa malinconia ed è in realtà meno deprimente di quel che appare la vita di Kozelek: di fronte a un album che espone così tanto bellezza, verità, bruttezza, umorismo e grazia, tutte cose inerenti semplicemente a questo mondo, l'unica risposta è quella di uscire e vivere. Fra gli ospiti speciali, il già citato ex batterista dei Sonic Youth Steve Shelley, Jen Wood, Will Oldham e Owen Ashworth. 

CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 12 febbraio 2014 al prezzo di 15,50 €

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ZARA MCFARLANE - If You Knew Her

È dura per i critici musicali presentare una cantante che spesso li manda fuori strada. Zara McFarlane è l’artista londinese che nel 2011, col proprio debutto “Until Tomorrow” spiazzò ed entusiasmò i critici delle riviste specializzate. Scrissero di una cantante la cui voce era avvolgente e potente e che cantava con l’innocenza di una fanciulla ed allo stesso tempo con la maturità di una donna. Il nuovo album “If You Knew Her” esce per la Brownswood Recordings di Gilles Peterson e conferma quanto di buono era stato fatto con il debutto. Il disco contiene undici brani, di cui tra cover, che dimostrano tutto il talento della McFarlane. L’atmosfera del disco rimanda alla prima Nina Simone o a Roberta Flack, a Ella Fitzgerald ed alle grandi cantanti jazz americane. La spiritualità delle sue canzoni sembra appartenere al movimento spiritual jazz degli anni ’70 dell’America nera. Nelle parole della stessa Zara le canzoni del disco esplorano storie emotive di bellezza, passione, amore, vulnerabilità, empatia e sensualità. Ispirato da alcune delle più vibranti e carismatiche voci di donne nere nella mia vita, è un album che vuole celebrare la forza delle donna. Oltre ai brani originali, il disco contiene anche alcune sorprendenti cover tra cui la bellissima ‘Police and Thieves’, classico di Junior Murvin qui rivisto in chiave jazz ed anche ‘Angie La La’, gioiello nascosto di Nora Dean con il trombettista Leron Thomas. 

CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 12 febbraio 2014 al prezzo di 16,50 €

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FANFARLO - Let’s Go Extinct

Il terzo album dei Fanfarlo, “Let’s Go Extinct” potrebbe essere considerato un album concettuale sull’evoluzione umana e sui suoi possibili futuri se non fosse che è molto più bello e interessante di quanto possa suggerire. Sì, è alle prese con la grande domanda, ma sempre con un bagliore negli occhi, come a sostenere che niente potrà mai essere più strano della verità, un entusiasmante ritornello da interrompere. A suo modo, “Let’s Go Extinct” è il degno successore del bellissimo debutto “Reservoir”. Liberatosi del più freddo e sintetico approccio del loro secondo album “Rooms Filled With Light”, “Let’s Go Extinct” è il suono di una band che ha abbandonato ogni aspettativa per lasciar sì che ogni cosa che dovesse arrivare, finalmente arrivasse. Facendo così, probabilmente hanno realizzato l’album della loro vita. Nel suo riscoperto candore, l’album attinge dalle sperimentazioni elettroniche dal sapore rockabilly anni ‘50 di Raymond Scott e Shadow Morton, ai mostri sacri della West Coast Brian Wilson e Fleetwood Mac. Un po’ Krautrock, un po’ di spaghetti western ed un po’ di “Young Americans” di David Bowie. Ciò che queste disparate influenze musicali non rivelano, d’altro canto, è che l’ultimo album dei Fanfarlo è ben riuscito. La band prende spunto dal pantheon degli artisti più noti e lo usa per creare qualcosa di completamente nuovo e totalmente personale. Balthazar nel frattempo si è trasformato da talentuoso candidato a intrigante e imponente presenza, sia come paroliere che come cantante. Persino le sue criptiche riflessioni sulla condizione umana – come ad esempio ‘Myth Of Myself’ – rese dalla sua tonalità avvolgente, si insinuano nel cervello dell’ascoltatore totalmente comprensibili e accettabili, indipendentemente da quanto assurde possano apparire nero su bianco. I Fanfarlo non si sono mai soffermati troppo sui tecnicismi del mestiere. Nel loro casting centrale ci sono sempre stati visionari solitari, filosofi alienati e ossessionati dagli UFO piuttosto che personaggi innamorati. Ma le canzoni di questo album si esprimono in una così irresistibile palette di colori e forme da poterli percepire tutti senza nemmeno dover sciogliere i diversi nodi creati, in modo da scoprire le perle ivi nascoste. “Let’s Go Extinct” è stato registrato dalla band e David Wrench a Bryn Derwyn, descritto dalla band come un eccentrico studio in un paese nascosto vicino ad una cava di ardesia a North Wales. Lo sfondo creato dagli alberi mi riportava alla mente il paese dove sono cresciuto io, in Svezia, solo che non avevamo le montagne dietro casa, dice Balthazar. È un posto che ti mette addosso un’incontenibile felicità ma allo stesso tempo ti trasmette una sorta di tristezza spirituale. Nella realizzazione di “Let’s Go Extinct” i Fanfarlo hanno sostituito il batterista Amos Memon con Valentina Magaletti. La band si completa con Cathy Lucas (violino, tastiere), Leon Beckenham (tromba, tastiere) e Justin Finch (basso). 

CD in vendita da Disco Club a partire da mercoledì 12 febbraio 2014 al prezzo di 16,50 €

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MARISSA NADLER - July

July è il nuovo album della cantautrice americana originaria di Boston, il sesto disco della sua carriera ormai decennale. Il disco è stato registrato negli Avast Studio di Seattle, prodotto da Randall Dunn (Earth, Sunn O))), Wolves in the Throne Room) con il contributo di Eyvind Kang agli archi, Steve Moore ai synths e Phil Wandscher alla chitarra.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 14 febbraio 2014 al prezzo di 16,50 €

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THE JEZABELS - The Brink

The Brink è il secondo album degli australiani Jezabels. L’uscita del seguito del debutto Prisoner del 2012 è stata anticipata dal singolo The End, accompagnato da un videoclip di Ivana Bobic. Nel corso dei mesi passati sono stati i supporter dei Depeche Mode e dei Pixies, dove la band di Hayley Mary ha presentato in anteprima dal vivo le dieci nuove canzoni. “Per me il pop è la musica più dark che ci sia“, ha affermato la frontwoman. “Decisamente la più strana e spaventosa. Se si desiderasse studiare il pianeta Terra da una prospettiva aliena, ascoltare pop andrebbe benissimo“.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 14 febbraio al prezzo di 15,50 €

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THE POOZIES - Yellow Like Sunshine

Cinque voci femminili meravigliosamente impastate (si ascoltino le incantevoli polifonie, prive di accompagnamento strumentale, della divertente "Black Eyed Susan", quasi un hit), una tradizione scozzese e britannica capace di aprirsi anche a sonorità lievemente più euro atlantiche, o (potremmo dire) afroamericane, composizioni originali e brani tratti dal repertorio popolare, con l'inglese e il gaelico ad essere le lingue utilizzate. Questa la musica delle Poozies, gruppo all women, formatosi una ventina d'anni fa, grazie all'incontro fra la cantante inglese Sally Barker e il duo arpistico scozzese Sileas, composto da Patsy Seddon e Mary Macmaster. Quest'ultimo "Yellow Like Sunshine", piccolo gioiello di folk mediato, e davvero fotografia di un ottimo stato di forma, è stato pubblicato nell'ormai lontano 2009, e oggi viene distribuito o (per fortuna) rimesso in circolazione in Italia dalla Felmay. Freschezza e immediatezza ne sono le sue più dirette caratteristiche, restituite (però) da un denso, sapiente, oltre che frizzante e dinamico, intreccio di corde: la chitarra di Sally Barker, il fiddle di Eilidh Shaw, l'arpa acustica di Patsy Seddon, la più ritmica arpa elettrica di Mary Macmaster, con l'aggiunta della fisarmonica di Mairearad Green, spesso sonorità guida nella conduzione delle danze. Notevole la qualità, la puntualità e il preciso nitore di ogni passaggio, sia nelle ballate o songs, che nei brani strumentali, a testimonianza di rilevanti e raffinate capacità tecniche, e all'insegna di una profonda armonia di gruppo. Pregevole. (Marco Maiocco)

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