Rock

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KORN - The Paradigm Shift

Tornano i KORN con il loro 11° album in studio, “THE PARADIGM SHIFT” sarà disponibile dall’8 Ottobre su etichetta Prospect Park/Caroline International distribuita da Universal e segna il ritorno del chitarrista e membro fondatore della band Brian "Head" Welch, assente dal 2003, anno di pubblicazione di “Take A Look In The Mirror”. Il nuovo album è anche un ritorno all’originale Korn Sound dopo le sperimentazioni dubstep-metal dell’ultimo “The Path of Totality” (2011) e vede per la prima volta il gruppo collaborare con il super produttore Don Gilmore (Linkin Park, Rob Zombie, Lacuna Coil…) che ha registrato le tracce di “The Paradigm Shift” nei Buck Owens Studios di Bakersfield e presso i celebri NRG Recording Studios di Los Angeles. Il quintetto ha recentemente intrapreso un reunion tour di grande successo negli Stati Uniti e in Europa con due date anche in Italia. “THE PARADIGM SHIFT” sarà disponibile in tre versioni: STANDARD CD, DELUXE (CD/DVD) e VINILE (2 LP). La versione Deluxe (CD/DVD) aggiunge 2 BONUS TRACKS nel CD e contiene nel DVD un documentario della durata di un’ora con immagini e interviste dalle session di registrazione dell’album.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 8 ottobre al prezzo di 18,90 €

vedi sotto video

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TIRED PONY - The Ghost Of The Mountain

Tired Pony sono: Gary Lightbody (SNOW PATROL), Richard Colburn (BELLE AND SEBASTIAN), Iain Archer, il produttore “Jacknife” Lee, Peter Buck (R.E.M.), Scott McCaughey (YOUNG FRESH FELLOWS, MINUS 5) e Troy Stewart. Seguito di ‘The Place We Ran From’ (2010) e registrato a Topanga Canyon negli studi di “Jacknife” Lee con ospiti dell’album Bronagh Gallagher, Minnie Driver e Kim Topper è stato descritto da Peter Buck come “un incrocio di influenze Americana, Folk, Kraut e Glam…”.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 1 ottobre 2013 al prezzo di 17,50 €

vedi sotto video

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THE BAND - Live At The Academy Of Music 1971

Durante l’ultima settimana del 1971 THE BAND (Robbie Robertson, Levon Helm, Rick Danko, Richard Manuel e Garth Hudson) si esibì in quattro leggendari concerti all’Academy Of Music di New York: performance straordinarie, ricordate anche per gli arrangiamenti fiatistici di Allen Toussaint e l’apparizione a sorpresa di Bob Dylan la notte di Capodanno. Gli highlight di quelle serate vennero pubblicate l’anno seguente nell’album “Rock Of Ages” ed ora esce uno straordinario cofanetto (4 CD e 1 DVD) che raccoglie per la prima volta i concerti con nuovi missaggi stereo e 5.1 Surround con 19 brani mai pubblicati, l’intero show del 31 Dicembre 1971 e immagini video di “King Harvest” e “The W.S. Walcott Medicine Show”. Il box-set è stato prodotto da Robbie Robertson e Bob Clearmountain si è occupato del mix stero e 5.1 Surround, il libro di 48 pagine aggiunge le note bio-discografiche del critico di Rolling Stone Ralph J. Gleason e contributi dello stesso Robertson, Mumford & Sons e Jim James dei My Morning Jacket.

Cofanetto in vendita da Disco Club a partire da martedì 1 ottobre 2013 al prezzo di 89,90 €
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THE OBITS – Bed & Bugs

Rick Froberg è un veterano della scena garage-punk e gli Obits sono soltanto la sua ultima creatura, nonostante siano già approdati al terzo LP. Bed & Bugs rinvia a un’idea molesta come quella delle cimici, ma non è il caso di preoccuparsi: le tredici composizioni scorrono senza creare malesseri e si faranno apprezzare da quanti hanno nel cuore la tradizione dei Nuggets o degli Stooges e dintorni. Almeno in tre composizioni, Besetchet, Malpractice e Machines, il quartetto di Brooklyn devia dal purismo che lo contraddistingue e strizza l’occhio ai Cramps e alla psichedelia. Sono deviazioni necessarie per rendere meno uniforme un suono che altrimenti finirebbe per essere troppo virato al revival. Ma in un anno che ha visto l’apparizione di Foxygen e Strypes, nonché la svolta garage dei Deerhunter, pare evidente che per questo genere c’è sempre spazio. (Marina Montesano)

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PLACEBO - Loud Like Love

Il titolo "Loud like Love" riporta alla mente il fantastico album dei Soundgarden, uno di quelli che hanno aperto la strada al grunge di Seattle ma, se volessimo ricercare le tracce di un certo rock alternativo nelle sonorità dei Placebo, dovremmo andare dalle parti dei Sonic Youth, dei Pixies e forse dei Mission of Burma, con un orecchio anche gli echi della scena recente statunitense. Dal1994 molte cose sono cambiate e, senza rinnegare nulla del passato, i nuovi pezzi citano il neo-glam e il noise delle origini, ma riprendono soprattutto gli aspetti più maturi del bellissimo Battle for the Sun (2009) soffermandosi sulla riflessione che, spaziando a tuttotondo dalle influenze elettroniche alla Depeche Mode di "Scene of the Crime" al delicato arrangiamento di "A Million of Little Pieces", rispetta una progressione armonica che ormai è un marchio di fabbrica inconfondibile. Il basso di Stefan Olsdal diventa morbido, si mescola alla chitarra, dialoga con archi e tastiere mentre la batteria di Steve Forrest si riconferma eclettica e precisa, adattandosi ai mutamenti di atmosfera. Come sta avvenendo per molte altre band, l'attenzione è sempre più rivolta all'attualità, all'impegno nel sociale e il gruppo di Brian Molko parla apertamente della situazione finanziaria globale e del ruolo crescente dei social network nelle nostre vite (Rob the Bank; Too Many Friends), ammettendo che anche l'arte è sempre più influenzata dalle tecnologie «Anche abbiamo utilizzato molte applicazioni nella realizzazione del disco» confessa il cantante «ma i computer non possono sopperire alla mancanza di creatività». In futuro sarà possibile produrre i brani con l'aiuto della robotica ma il risultato non sarà mai davvero caldo e personale. Il segreto quindi è raccontare se stessi guardandosi intorno, concentrarsi sulla composizione e giocare con gli elementi scenici dello showbiz. (Elena Colombo)

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THE RIDES - Can't Get Enough

Che ci fanno in studio assieme le vecchie glorie Stephen Stills, anima rock e latin della West Coast, l'altro veterano Barry Goldberg (Electric Flag, Bob Dyaln), e Kenny Wayne Sheperd, trentacinquenne chitarrista che dei due potrebbe esser figlio? Le cronache raccontano che si sono divertiti a ricreare lo spirito informale della “Supersession” del '68. Lasciamo perdere il passato che non passa, e che invece se n'è andato, e passiamo al disco: che una palpitante cavalcata nel segno del blues rock e di quelle ballate elettriche spesse che fecero grandi CSN&Y. Forse l'unico punto debole è proprio nell'inizio smargiasso di Roadhouse. Il resto è una delizia per vecchie e nuove orecchie: compresa una Rockin' In The Free World di Neil Young selvatica e ruggente, una Word Game da lacrime, e il brano che da il titolo, che è come si suol dire, un “classico istantaneo”. (Guido Festinese)

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