Rock

Valutazione Autore
 
80
Valutazione Utenti
 
0 (0)
THE UNTHANKS - Last

Potrebbe essere il paesaggio aspro del nordest inglese a rendere la musica delle sorelle Unthank un po' cupa e malinconica ma allo stesso tempo evocativa e struggente, come nella pastorale 'Gan to the kye' che apre il disco. D'altronde, la generica classificazione nell'ambito del folk inglese, assolutamente giustificata dal recupero di antiche melodie e tematiche dell'area di confine con la Scozia,  si adatta solo in parte al repertorio e alla veste finale delle canzoni.  Violino e pianoforte dominano negli arrangiamenti, e l'uso di una piccola sezione d'archi rinforza il minimalismo classicheggiante dell'insieme. Così come in passato, con la  'Sea Song' di Robert Wyatt, sono qui presenti due cover 'importanti':  da Tom Waits viene  la funerea 'No One Knows I'm Gone' che acquista, se possibile, in cupezza e desolazione; al contrario,  la poetica 'Starless', da 'Red' dei King Crimson, spogliata dei suoi orpelli, risplende di una nuova luce. A metà strada tra i 'maestri moderni' e la tradizione si piazzano l'elegiaco brano che dà il titolo al disco, composto dal pianista e co-leader Adrian McNally, e una manciati di brani 'originali' che si fondono perfettamente con il resto.  (Fausto Meirana)

Valutazione Autore
 
83
Valutazione Utenti
 
0 (0)
DROPKICK MURPHYS - Going Out In Style

Ci sono gruppi che, più che gruppi, sono bande. Bande nel senso di cricca di soggetti simili e affini; bande, anche, nel senso di gioiosa adunata di strumenti. I DM sono una banda. Punk bostoniani d’Irlanda si preoccupano da dieci anni a questa parte di incidere con cadenza regolare dischi di punk folk a metà tra Pogues e canzone da stadio. Chitarre elettriche spesse e secche, cornamuse e mandolini a ingentilire l’impatto, rullante battente, cori e pedalare. “Going Out In Style” arriva prepotente sulla scena dopo un paio di prove belle ma di routine. E piazza i soliti colpi con essenziale eleganza. Ci sono i ritornelli enormi, le ballate dolenti (più ispirate che in passato), i brani tradizionali e quelli punk. C’è tutto, persino un cameo di Bruce Springsteen. Ascoltare questo disco di un fiato fa venire il buon umore. Non è poco. Anzi. (Marco Sideri)

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
75 (2)
Valutazione Utenti
 
0 (0)
ELBOW - Build A Rocket, Boys!

Strano un disco così poco mosso da parte di un gruppo in rapido movimento verso la notorietà come gli Elbow. Forse però si tratta di staticità solo apparente visto che pezzi come The Birds oppure Open Arms crescono a poco a poco con cadenze (e supporto vocale) da inno. Inno da piccola chiesa piuttosto che da stadio e questa è una scelta coraggiosa per il quintetto di Manchester che si appresta a suonare dal vivo in spazi piuttosto ampi. E’ comunque probabile si tratti di una scelta vincente: con le sue canzoni lente ma ben strutturate, gli arrangiamenti gentili costruiti sul pianoforte più che sulle chitarre e i testi carichi di nostalgia Build A Rocket, Boys! dovrebbe piacere parecchio ai fan di Radiohead e Coldplay e a molto pubblico ‘adulto’, oltre ovviamente a chi ha sempre apprezzato la voce amichevole e suadente di Guy Garvey. Però un pezzo appena appena svelto… (Antonio Vivaldi)

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
THE SAND BAND - All Trough The Night

Il titolo del loro album d'esordio esemplifica con nitida chiarezza le intenzioni creative di questa giovane band di Liverpool. Le dieci ballate di All Trough The night (firmate da Marmion e McDonnell)offrono sonorità tenui e soffuse, atmosfere adatte ad intime conversazioni tra amici a notte fonda, impalpabili emozioni che emergono solo nel buio più profondo. Accattivanti, senza dubbio, la tenue bellezza di Set Me Free e l'incedere sinuoso di Secret Chord e Open Your Wings. Tra suggestioni folk e rimembranze cantautorali (Leonard Cohen e Neil Young, ad esempio). Manca un po' di "mordente"per rendere quest'album del tutto entusiasmante, ma confidiamo nel futuro. Del resto, se è vero ciò che vocifera, ossia che il "motore immobile della band sia un certo Noel Gallagher, l'energia non tarderà ad arrivare. (Ida Tiberio)

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
UNTHANKS - Last

E’ stato un anno molto impegnativo per gli Unthanks, band inglese costruita principalmente intorno alle capacità vocali delle sorelle Rachel & Becky Unthank. Lunghi tour in Europa e America, composizione di colonne sonore per il teatro, concerti di musica sperimentale da Robert Wyatt e Antony & TheJohnsons, collaborazioni con Charles Hazelwood, Adrian Utley e Paul Morley, visite in Africa con DamonAlbarn, Flea e Joan Wasser, presentando i programmi TV per la BBC4, spettacoli teatrali con ColinFirth e Keira Knightley. Tutti questi impegni non gli hanno impedito di creare il loro album migliore “LAST” , in uscita per ROUGH TRADE RECORDS. Il loro album "The Bairns" del 2007, ha ricevuto numerosi premi ed una nomination al Mercury Music Prize, ed è stato l’unico album di folk britannico considerato fra i migliori album del decennio sia per The Guardian che per Uncut. “LAST” potrebbe già essere il migliore per il prossimo decennio!

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 15 marzo 2011 al prezzo di 17,50 €

vedi sotto video

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
ERLAND AND THE CARNIVAL - Nightingale

Il polistrumentista Simon Tong (The Verve, Blur, The Good, The Bad &The Queen), il cantante/chitarrista folk Gawain Erland Cooper e il batterista David Nock (The Orb, The Cult, The Fireman) sono Erland & The Carnival. A solo un anno di distanza, pubblicano il loro secondo disco. Cupamente pop, più diretto, un po’ più elettronico e contorto rispetto all'omonimo debutto.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 15 marzo 2011 al prezzo di 15,50 €

vedi sotto video

Login