Rock
Potrebbe essere il paesaggio aspro del nordest inglese a rendere la musica delle sorelle Unthank un po' cupa e malinconica ma allo stesso tempo evocativa e struggente, come nella pastorale 'Gan to the kye' che apre il disco. D'altronde, la generica classificazione nell'ambito del folk inglese, assolutamente giustificata dal recupero di antiche melodie e tematiche dell'area di confine con la Scozia, si adatta solo in parte al repertorio e alla veste finale delle canzoni. Violino e pianoforte dominano negli arrangiamenti, e l'uso di una piccola sezione d'archi rinforza il minimalismo classicheggiante dell'insieme. Così come in passato, con la 'Sea Song' di Robert Wyatt, sono qui presenti due cover 'importanti': da Tom Waits viene la funerea 'No One Knows I'm Gone' che acquista, se possibile, in cupezza e desolazione; al contrario, la poetica 'Starless', da 'Red' dei King Crimson, spogliata dei suoi orpelli, risplende di una nuova luce. A metà strada tra i 'maestri moderni' e la tradizione si piazzano l'elegiaco brano che dà il titolo al disco, composto dal pianista e co-leader Adrian McNally, e una manciati di brani 'originali' che si fondono perfettamente con il resto. (Fausto Meirana)
Ci sono gruppi che, più che gruppi, sono bande. Bande nel senso di cricca di soggetti simili e affini; bande, anche, nel senso di gioiosa adunata di strumenti. I DM sono una banda. Punk bostoniani d’Irlanda si preoccupano da dieci anni a questa parte di incidere con cadenza regolare dischi di punk folk a metà tra Pogues e canzone da stadio. Chitarre elettriche spesse e secche, cornamuse e mandolini a ingentilire l’impatto, rullante battente, cori e pedalare. “Going Out In Style” arriva prepotente sulla scena dopo un paio di prove belle ma di routine. E piazza i soliti colpi con essenziale eleganza. Ci sono i ritornelli enormi, le ballate dolenti (più ispirate che in passato), i brani tradizionali e quelli punk. C’è tutto, persino un cameo di Bruce Springsteen. Ascoltare questo disco di un fiato fa venire il buon umore. Non è poco. Anzi. (Marco Sideri)
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