Rock

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MT. DESOLATION - Mt. Desolation
Poiché i suoni che sembrano definire il 2010 sono soprattutto quelli tra ilserio e il fosco di Arcade Fire, Midlake, Salem e These New Puritans (per non dire del ritorno di Roky Erickson), un disco vivace e scorrevole come quello d'esordio dei Mt. Desolation si ascolta con il piacere che dà una festa a sorpresa, un regalo inaspettato. Un regalo ancora più inaspettato considerando che si tratta di un side-project messo in piedi da due componenti dei Keane, un gruppo che sembra aver dato ormai il meglio di sé (insieme a loro ci sono amici provenienti da Killers, Mumford & Sons e Noah and The Whale). È stato detto da più parti che l'album suona molto americano; in realtà diversi brani s'inseriscono nella tradizione minore del country-rock in chiave inglese, quella inaugurata a suo tempo da Ian Matthews e che ama aggiungere un tocco gentile-pensoso alle classiche modalità 'veraci' di quel genere musicale. Altri momenti tendono invece verso il pop, ma la fluidità degli arrangiamenti regala loro un tono amichevole e partecipe (si ascolti Bitter Pill) che ai Keane è spesso mancato. E se qualche passaggio risulta risaputo, la vitalità di Departure (scelta anche come singolo) è un toccasana per molti acciacchi di stagione, sia fisici che sociali. (Antonio Vivaldi)
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LUKID – Chord

Luke Blair, aka Lukid, è un ragazzo inglese, timido e per certi vesti piuttosto intimista, per lo meno nella sua produzione musicale. Chord è un gioiellino regalatoci dalla raffinata e attenta Werk sia in termini di contenuto musicale che da un punto di vista formale. Pubblicato in un triplo vinile e in edizione limitata questo disco merita un’attenzione particolare non solo da parte dei feticisti musicali, ma anche da chi ama assaporare ritmi profondi e carichi tipici dell’ultimo dubstep prodotto a Londra e dintorni da etichette tipo Eglo o Hyperdub. Ritmi e battiti di Lukid sono per lo più adatti per un ascolto casalingo, ma non di certo per animare serate clubbistiche. Al confine tra un hip-hop completamente privo di materia e un dubstep narcotizzato, Chord propone una decina di tracce di cui tre già presenti nel precedente album Foma (Chord, Saddlebags, Veto). Chi desidera e vuole vedere materializzarsi una creatura nata da una strana fusione tra Dabrye e Sa-Ra non rimarrà di certo deluso. (Giovanni Besio)

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THE JON SPENCER BLUES EXPLOSION - Controversial Negro: Live in Tucson

Fiore all’occhiello dell’operazione di ristampa del catalogo dell’Esplosione Blues, Controversial Negro è un disco dal vivo degno di tale nome. Fino ad oggi disponibile solo d’importazione dal Giappone, usciva come promozionale nel 1997, sulla scia di due dei migliori dischi del gruppo (Orange e Now I Got Worry), raccontando senza filtro la furia Spencer sul palco. Metà predicatore e metà urlatore punk, Jon Spencer suda fuori (con l’aiuto dei fidi Russell Simins, batteria, e Judah Bauer, chitarra) 29 schegge di blues distorto, soul da baraccone, rock’n’roll da bettola. Si arriva alla fine completamente avvolti nella foga primitiva dei pezzi che, non senza una buona dose d’ironia, lanciano un ponte ideale tra James Brown e Stooges, Johnny Cash e Sonic Youth. E anticipano di qualche anno il revival blues di molti gruppi “indie” (White Stripes inclusi). (Marco Sideri)

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EINSTURZENDE NEUBAUTEN STRATEGIES - Strategies Against Architecture IV

Per la celebrazione dell'trentesimo anniversario della band di Blixa Bargeld, N.U.Unruh, Alexander Hacke, Rudolf Moser e Jochen Arbeit, la Mute pubblica 'Strategies Against Architecture IV'. Il quarto album nella serie di compilation d'archivio che include materiale dal 2002 al 2010 fra cui il live a Berlino al Palast der Republik e materiale dal live di Vienna 'YouMe & MeYou'; 'Bertolt Brecht Und Der Weltempfänger oltre ad alcune registrazioni tratte da ‘Musterhaus’, la serie sperimentale ultra limitato in precedenza disponibile solo via il sito della band. La prima tiratura di ‘Strategies Against Architecture IV’ sarà disponibile in deluxe digipack con doppio CD.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 9 novembre 2010 al prezzo di 17,90 €
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FISTFUL OF MERCY - As I Call You Down

Sotto il nome Fistful of Mercy in realtà si celano: Joseph Arthur (Voce, Chitarra, Basso, Organo), Ben Harper (Voce, Chitarra), Dhani Harrison (Voce, Chitarra, Tastiere, Basso). Il loro album d’esordio As I Call You Down è un incredibile disco di nove brani frutto della collaborazione di questo eccezionale trio. “Durante la scrittura e registrazione di questo disco siamo diventati grandi amici” dice Arthur. “ e quest’album è il culmine di questa relazione”. “As I Call You Down” brilla attraverso linee di chitarra mozzafiato e strepitose armonie; è il suono creato da tre musicisti dall’immensa esperienza, uniti nei loro tre stili diversi e uniti perfettamente in un unico grande progetto. Alla sezione ritmica troviamo inoltre Jim Keltner, leggendario session man di artisti del calibro di George Harrison, John Lennon, Ringo Star, Eric Clapton e The Rolling Stones. “As I Call You Down” è il primo disco che verrà pubblicato dalla Hot Records l’etichetta indipendente di proprietà di Dhani Harrison. La band inoltre sarà impegnata in un tour che li vedrà esibirsi in Italia in due date: 9 Dicembre- Milano – Alcatraz, 10 Dicembre – Nonantola (MO)- Vox Club

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 30 novembre 2010 al prezzo di 15,90 €

vedi sotto video

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KILLING JOKE - Absolute Dissent
Protagonisti assoluti della scena alternativa degli ultimi trent'anni, tornano i Killing Joke in formazione originale con un album che è una sintesi della loro produzione migliore dagli inizi a oggi. Era il 1980 quando il disco d'esordio collocava la band al vertice delle avanguardie musicali dell'epoca; il loro incedere ossessivo e apocalittico, le loro incursioni in territori punk-dance e la presenza carismatica del front man Jaz Coleman erano la dimostrazione che qualcosa stava cambiando e i Killing Joke ne erano gli artefici. Negli ultimi anni l'impegno della band inglese ha ruotato intorno ad atmosfere che spaziavano dal metal all'industrial al gothic sempre conservando una chiara e riconoscibile identità. Absolute Dissent è il disco che dimostra come si possa tornare alle origini facendo tesoro degli anni trascorsi. Senz'altro uno dei migliori lavori dei Killing Joke, in grado di convincere vecchi e nuovi fan. Non manca nulla: alla title track che apre l'album in maniera esplosiva, fanno seguito altri undici brani dove si spazia da atmosfere più cupe e martellanti ad altre più melodiche, ma non meno impetuose. In Excelsis, European Super State e The Raven King sono i pezzi che risaltano maggiormente in un cd comunque privo di cedimenti o di momenti deboli. Disco dell'anno? (Mauro Carosio)

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