Rock

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SOCIAL DISTORTION - Hard Times And Nursery Rhymes

La leggendaria punk rock band americana guidata da Mike Ness pubblica il settimo album di studio , il primo da sei anni a questa parte e che segue l’acclamato Sex, Love and rock’n’roll.

Il doppio vinile contiene anche il CD e ha 2 extra tracks: Take Care of Yourself , I Wont Run No More, che non sono incluse nel CD

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 18 gennaio 2011 al prezzo di 17,50 €

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BRITISH SEA POWER - Valhalla Dancehall

Il quinto album del quartetto di Brighton che con questo nuovo lavoro si appresta a imporsi sulla scena post-rock inglese ed europea. Sono una delle più rispettate formazioni inglesi, hanno uno stile unico e un sound inconfondibile , travolgente e spesso epico con un suono di chitarra viscerale e abrasivo ma con una forte vena melodica. Da più parti nel corso della loro carriera, iniziata nel 2003 con l’uscita del primo album omonimo, sono stati accomunati a gruppi come Cur , Pixies, Radiohead e Joy Division.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 11 gennaio 2011 al prezzo di 17,50 €

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EMILY JANE WHITE - Ode To Sentience

La giovane Emily Jane White ha una gran bella voce e sa scrivere canzoni con la padronanza e l’estro di un song-witer di lungo corso. Il suo ultimo album Ode To Sentience sembra enfatizzare al massimo queste caratteristiche positive. L’artista californiana si muove con sicurezza tra i rivoli placidi, ma altamente evocativi di the Oh Kathriine, The Cliff, The Black Oak (ballate pressoché perfette nella loro essenzialità). L’intero album è pervaso di riferimenti alle sonorità della terra che l’ha vista crescere e formarsi artisticamente: la California. Un legame profondo, contraddittorio e inscindibile, al quale Emily Jane ha dedicato una delle canzoni più intense dell’album: I Lay To Rest (California). Ode To Sentience è il lavoro di un’artista che sa infondere calore e suggestione a quel piccolo brandello di poesia chiamato canzone. (Ida Tiberio)

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LAMBCHOP - Tourbox

La premessa “solo per fan” questa volta è d’obbligo. È scritta nella stessa natura dell’oggetto: “Tourbox” è un cofanetto di 8 CD e 2 DVD che mette in fila le uscite randagie di casa Lambchop, vendute fino ad oggi solo ai concerti (a partire dal 2002). Ah, ed è limitato a 2.000 copie. Astenersi perditempo, dunque. Chiarito questo, la musica che trovate dentro non è per nulla raffazzonata o approssimativa. È una sorta di storia parallela (ai dischi ufficiali) del percorso dei Lambchop: da alfieri involontari del country alternativo, a macchina da guerra che sa contaminare profondo soul e legnoso country. Per un ibrido che da elementi noti tira fuori una cosa nuova che è, senza possibilità di errore, tutta loro. Il gruppo (ma sarebbe meglio dire famiglia) di Kurt Wagner lascia ancora una volta a bocca aperta per gusto ed equilibrio. Solo per fan. Ma fan molto contenti. (Marco Sideri)

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STING - Symphonicities
E’ tempo di strenne! A fianco di raccolte o riciclaggi di scarsa importanza, l’ex Police propone una disco interessante: 12 brani della sua carriera arrangiati per orchestra sinfonica e incisi con vari ensamble. Presentato in Italia lo scorso 10 novembre all’Auditorium di Santa Cecilia davanti a oltre 2000 spettatori, Symphonicities risulta un’operazione decisamente intrigante che ci permette di riascoltare in veste nuova i brani più importanti di Sting con e senza i Police. Un’eccellente selezione di gemme raffinate tra le quali spiccano senz’altro Every Little Thing She Does It’s Magic, primo singolo estratto, che introdotta da arpa e flauto, sfocia in un ritornello imponente con cori e orchestra al completo. Perfetta anche Englishman In New York a cui si adatta perfettamente il nuovo andamento swing morbido e felpato. Non manca nemmeno l’immortale Roxanne, una sfida che Sting ha con se stesso da anni, il brano è infatti un work in progress in continua evoluzione che qui viene presentata in una veste più sofferente e interiore, in qualche modo più adatta al testo. Una nota di merito va senz’altro  alla voce di Sting che sembra non accorgersi del passare del tempo. (Mauro Carosio)
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MINIATURE TIGERS - Fortress

Ogni tanto non è male lasciarsi andare e abbandonarsi piacevolmente a una fresca, semplice e vera musica pop. Senza aspettarsi chissà che cosa o senza pretendere l’innovazione clamorosa che rivoluzionerà il suono nei prossimi dieci anni. Fortress è il manifesto di questo tipo di approccio, semplice, senza troppi fronzoli, a volte forse un po’ troppo referenziale nei confronti di quel neo psycho-indie che tanto ha spopolato negli ultimi anni (Grizzly Bear, Beach House). Il gioco regge, rinfranca e riesce appieno, supportato da un intrico di coretti suadenti (Drak Tower), ballate sintetiche ed effettate (Gold Skull) e ritmi vicinissimi ai concittadini Vampire Weekend (Bullfighter Jacket). E’ vero, Fortress non è un capolavoro indiscutibile, ma bisogna dare atto al quartetto di New York di saper comporre canzoni con criterio ed efficacia, cosa a prima vista semplice, ma non nulla scontata. (Giovanni Besio)

 

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