Rock

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ImageLa splendida ristampa del terzo album degli Who pubblicato nel 1967: “The Who Sell Out” è ora ampliato in doppio CD Deluxe Edition. Rimasterizzazione dai nastri originali mono e stereo. Undici brani inediti.  Booklet di 28 pagine con foto inedite e note descrittive di Dave Marsh e del biografo degli Who Andy Neill. Le quantità iniziali contengono una riproduzione del poster Osiris Visions, originariamente incluso nella prima versione originale del vinile.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 20/03/09 al prezzo di 24,90 €.

 

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ImageVetiver band folk californiana, composta essenzialmente dal cantante e compositore Andy Cabic, al quale si uniscono spesso il noto Devendra Banhart, la violoncellista Alissa Anderson, il batterista Otto Hauser, la violinista Carmen Biggers, i chitarristi Kevin Barker e Sanders Trippe ed il bassista Brent Dunn. Attivi dal 2004 con la piccola etichetta indipendente DiCristina. hanno suonato per molto tempo dal vivo, aprendo i concerti e collaborando sia con Banhart che con Joanna Newsom e moltissimi altri. “Tight Knit”, è il loro nuovo album: canzoni dal suono tondo, meno dedito a riverberi psych e molto più sofiticatamente POP con una ’atmosfera così vicina al George Harrison solista da far smarrire la cognizione del tempo.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 06/03/09 al prezzo di 16,90 €.

 

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ImageTerzo album della band capitanata da Dave Heumann, e questa volta vi una certa maggiore immediatezza nei pezzi, quasi un spinta a venire fuori dal fango, anche se, paradossalmente la speranza e il destino segnato sono un tema ricorrente di tutti i pezzi. La presenza di riff di chitarra rende questo disco più vivido, ma pur sempre in commistione con quel senso tutto originale di questa band che certa stampa i inglese ha definito Gothic Americana.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 13/03/09 al prezzo di 17,50 €.

 

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ImageCon Havilah gli australiani Drones arrivano al quinto album, apprezzati dalla critica e molto meno dal pubblico. Ed è un peccato: la band dovrebbe senz'altro piacere ai tanti che hanno amato il suono australiano degli anni '80, dai Died Pretty ai Triffids degli esordi fino al primo Nick Cave. Al pari degli episodi precedenti, Havilah è un disco molto bello, fatto di chitarre dissonanti e di improvvise aperture melodiche. Rispetto alla scrittura asciutta del precedente Gala Mill, i Drones sembrano tornare alla formula di Wait Long by the River and the Bodies of Your Enemies Will Float By, sinora il loro disco di maggior richiamo. Il singolo The Minotaur e Oh My sono i pezzi che conquistano al primo ascolto, ma è soprattutto l'insieme che ripaga. Vale anche la pena di prestare orecchio ai testi, cupi come sempre e decisamente superiori alla media. (Marina Montesano)

 

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ImageIl punto di partenza è una grande voce: ferma, al centro, con addosso tutti i riflettori. Come per altre sirene folk moderne, Alela D si presenta con l’ugola. Una grande voce però rischia di mettere in secondo piano le canzoni. Di non farle notare, sotto la suggestione del canto. Succedeva nel buon esordio di Alela (The Pirate’s Gospel) dove solo un paio di numeri si facevano ricordare veramente (e col tempo) in mezzo a un’atmosfera comunque fascinosa. “To Be Still” cambia rotta, con arrangiamenti più vari e curati e un occhio ad altri folk (quello britannico in primis) rispetto alla tradizione americana. Non sfonda barriere, questo disco, e rimane fedele al suo linguaggio. Ma lo fa con eleganza e passione, fornendo una versione più limata del folk nudo e crudo di tanti dischi odierni. (Marco Sideri)

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ImageChe dire di Stephen Patrick Morrissey nel 2009? Innanzitutto, che ci sono (perlomeno) due Morrissey. Uno, isolato dal suo stesso CV, ha appena pubblicato un godibilissimo disco di pop (rock) d’autore: voce ferma e personale, passo svelto, buona penna, qualche esuberanza formale (il mariachi di When I Last Spoke…). L’altro, con le spalle curve sotto vent’anni di storia musicale e il fantasma degli Smiths, ha appena aggiunto un capitolo all’infinita telenovela che è la sua carriera. Un capitolo semplice, un ritorno al solito se stesso (caustico, deluso, rabbioso eppure ironico e vitale) dopo l’apparente schiarita dell’ultimo “Ringleader…” (amore, archi, Ennio Morricone, cori di bambini). La verità pura e semplice? Senza retorica trionfale, senza iperboli, vale la pena seguirli tutti e due. Un vero veterano. (Marco Sideri)

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