Rock

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ImageSecondo album che Bill Callahan pubblica usando il suo vero nome, dopo essersi celato per anni e aver pubblicato almeno 12 albums sotto lo pseudonimo di SMOG. Sometimes I wish we were an Eagle segue la rotta tracciata dal precedente album pubblicato due anni fa e spazia tra country, folk e lo-fi .

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 10/04/09 al prezzo di 17,50 €.

 

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ImageQuesto Live In London è l’ultimo disco dal vivo di Leonard Cohen, in più di un senso. Certamente in ordine di tempo: è il quarto per il canadese errante dopo Live Songs, Cohen Live e Field Commander Cohen; registrato a Londra nel luglio 2008, arriva quando, Leonard ha tagliato il traguardo dei 70 anni, la maggior parte dei colleghi sono già in pensione o quasi, certo non impegnati in due anni di tournèe mondiale. Ed è ultimo anche nel senso di definitivo. È l’esposizione viva dell’ispirazione coheniana, capace, in due ore e passa, di emergere in tutta la sua gloria ed in ogni sfaccettatura (dal folk del principio, all’apocalisse digitale dei tardi anni ’80 fino alle mature riflessioni di oggi) per restituire un’istantanea mozzafiato di un cantautore sommo. Non un’operazione nostalgica, ma un trionfo di melodia e parola. (Marco Sideri)

 

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ImageDischi per viola, percussioni e voce non se ne sentono molti: ma non è questo l'unico motivo d’interesse per il primo disco di Anni Rossi, quindici anni di studi classici su piano e violino abbandonati in favore della viola e del rock. Prodotto da Steve Albini, "Rockwell" è l'estensione di un primo ep con sei canzoni, “Afton”, cinque delle quali riprese in maniera raffinata e corretta (ma l’intro originale di “Ecology” col clarinetto basso era più affascinante). Una voce che ricorda a tratti Petra Magoni, per intensità e grinta, con minor tecnica ed estensione, ma con maggior efficacia compositiva, il tutto rubricato alla voce ‘new folk’. Alla batteria Devin Maxwell, al violoncello in tre brani Caroline Burdette per un pugno di canzoni che non si dimenticano. (Danilo Di Termini)

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ImageCon il completo gessato e il cappellino, Cohen sembra proprio un nonnino, ma entra sul palco correndo e schiude la bocca in un ampio sorriso di felicità; la felicità di trovarsi con una superba band, le coriste di fianco e in compagnia delle sue canzoni. A 75 anni non è più l'affascinante poeta prestato alla musica, diviso tra la Grecia, Londra e New York, ma continua a vagabondare per il mondo in questo lungo tour che inevitabilmente celebra un'intera e intensa vita artistica. Il disco è stato registrato nell'enorme O2 Arena di Londra e, a quanto pare, la durata del concerto è stata di circa tre ore (c'era dunque spazio per un terzo cd, ma non lamentiamoci). La voce calda del canadese rivisita una buona fetta del suo vasto repertorio evitando solo le canzoni dell'ultimo 'Dear Heather', che del resto non aveva convinto del tutto. 'Live in London' esce, con la stessa scaletta, anche nella versione in DVD. (Fausto Meirana)

 

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Image“Canzoni scritte con la sensazione di essere inseguito da qualcosa”. Angosciato e complicato come ogni genietto che si rispetti, David (in arte DM) Stith dà seguito al promettente ep dello scorso anno “Curtain Speech” con questo notevole “Heavy Ghost”. L’album esce per la Asthamatic Kitten di Sufjan Stevens, acuto promotore di talenti sghembi (gli indie-chiesastici Welcome Wagon) che fa sentire il suo influsso nell’ineffabilità di certe atmosfere; la differenza è che mentre Stevens tende al vaporoso-conciliante, Stith sembra prediligere il minaccioso-destabilizzante, in particolare nei toni quasi arcani delle voci. Per quanto concerne le capacità di gestione dei suoni, Stith è davvero uno dei migliori talenti espressi dal circuito alternativo americano, capace di far crescere uno spunto minimo sino a farlo diventare un piccolo muro di suono (la vaga reminiscenza etnica di Spirit Parade) o a tratteggiare un quadretto finto-pastorale che mette in improbabile contatto Brian Eno con Bon Iver (Pigs). Che cosa manca per il capolavoro? Forse il corpo a corpo con il qualcosa inseguitore di cui si diceva o una melodia che resti davvero in testa, anche se l‘inquieta Pity Dance e l’inno pianistico (alla Antony) Braid of Voices quasi ci riescono. (Antonio Vivaldi)

 

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ImageNella storia dell’armonica blues ci sono due distinte epoche: il prima e il dopo Little Walter. Little Walter fu uno dei più stimati bluesmen che incisero per la Chess Records e questo cofanetto di 5 CD comprende tutte le sue registrazioni incise per la label di Chicago tra il 1950 e il 1967. Due i maggiori successi che scalarono le classifiche, “Juke” e “My Babe”, ed inoltre ben 14 top ten hits tra il 1952 e il 1958 tra cui brani diventati poi dei classici: “You’re So Fine”, “Blues With A Feeling”, “Mean Old World”, “Boom, Boom out Go The Lights”, “Key To The Highway” e “Confessin’ The Blues”. Il Box set contiene 126 tracce con 9 brani inediti e 2 incisioni realizzate con Bo Diddley: “Feel So Bad” e “Make It Alright”. Inoltre Booklet con note biodiscografiche dei biografi ufficiali Tony Glover, Scott Dirks e Ward Gaines.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 10/04/09 al prezzo di 69,90 €.

 

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