Rock

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ImageLondra è e rimarrà sempre fucina di novità e tendenze innovative e visionarie. Dalla palude della musica da club, dai ritmi ossessivi e incalzanti della jungle e del 2-step, ha preso forma una nuova creatura, subito ribattezzata Dubstep. E l’artefice è tal Burial, nome misterioso, nessuno sa chi sia, niente performance dal vivo, niente interviste (o quasi), niente foto. Per lui parlano solo i ritmi dub dilatati e sporcati da bassi ossessivi e ruvidi, il tutto mescolato da distorsioni vocali appese tra il soul e il garage. Untrue rapisce, crea una dimensione ovattata, quasi oppiacea che riempie l’anima, forte di una carica ipnotica senza pari. Il/la giovane londinese oltrepassa di gran lunga i confini tracciati da Goldie e Tricky, facendo del “grime”, della sporcizia, della contaminazione, la sua stella polare. (Giovanni Besio)

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ImageTijuana, Mexico. Non fa caldo nel mondo di Fernando Corona, in arte Murcof. Non c’è gioia, non c’è ritmo e non c’è la classica malinconia spensierata della musica messicana. Ascoltando Cosmos ci ritroviamo alle pendici del Mount Eerie, in una notte senza luna e senza un rumore. Si perché il tocco magico di Murcof sta nell’avvicinare il silenzio alla musica, al costruire un anfiteatro di suoni minimali e glitch su una base di vuoto e desolazione. La ricetta sembra trita e ritrita, ma il sapore e il tocco perfezionista danno a questa miscela elettroacustica uno spessore e un’intensità uniche. Cosmos è il suono dell’immensità degli abissi celesti, infonde vita al silenzio del vuoto astrale, trasuda l’assoluta mancanza di atmosfera e di materia. Solo ad occhi chiusi si riesce a vedere ciò che non c’è. (Giovanni Besio)

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Image Ottavo disco della saga Six Organs Of Admittance (nome in codice di Ben Chasny), “The Sun Awakens” dimostra il grado di maturità cui è giunto il musicista californiano, sempre in bilico tra folk trasfigurato, fingerpicking ed elettricità.

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 31/01/08 al prezzo di € 17,50.

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Image ‘Wai Notes’ contiene le demo di “‘The Letting Go’, l’ultimo album di Bonnie Prince Billy uscito in Europa su DOMINO. Edizione limitata a 10.000 copie per tutto il mondo, disponibili per l’Italia solo 500 copie.

“ Sia che incida come Bonnie “Prince” Billy, Palace Brothers o semplicemente Palace, WILL OLDHAM, è uno dei più enigmatici e brillanti cantautori in America.” UNCUT

CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 31/01/08 al prezzo di € 17,50.

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ImageFare quello che fanno i Black Mountain, e uscire vincitori, è tutt’altro che semplice. Il collettivo (collettivo veramente, con tanto di tendenze nuovo-hippie) canadese riavvolge il nastro su trent’anni di rock (come in Led Zeppelin, per dire un nome) e lo aggiorna, un pochino, al gusto per la contaminazione che caratterizza gli anni 2000. Dentro “In The Future”, disco numero due, trovate chitarre elettriche acide e aggressive, melodie folk acustiche e delicate, voci che si incrociano, batterie che pestano, atmosfera bucolica e tempeste di rumore. Il tutto, e qui sta il segreto, amalgamato e perfettamente coerente con se stesso. Il disco si crogiola in un misto di melodia (ottima scrittura) e arrangiamento (i suoni sono curati e personali). Un buon inizio anno, guardando sia indietro che avanti. (Marco Sideri)

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ImageLa meritoria persistenza della leggenda di Gram Parsons fa sì che vengano pubblicate in bella confezione queste registrazioni dal vivo utili per gli archivisti, emozionanti per i fan, prescindibili per tutti gli altri. Aprile 1969: Gram ha da pochissimo pubblicato con i Flying Burrito Brothers un disco decisivo non solo per il country-rock ma per il rock tutto come The Gilded Palace of Sin a cui pochi hanno però in quel momento fatto caso. Il gruppo è quindi pressoché sconosciuto quando si esibisce all’Avalon Ballroom di San Francisco per alcuni concerti come spalla ai Grateful Dead (il doppio cd riproduce quelli del 4 e 6 aprile e questo spiega la presenza in doppia versioen di diversi brani). I deadheads in platea ascoltano con scarso interesse senza immaginare che di lì a poco anche il loro idolo Jerry Garcia s’invaghirà di quei suoni in teoria retrogradi. Gram Parsons e i suoi compagni non sembrano troppo compatti (si ascolti la We’ve Got To Get Ourselves Together - un'autoesortazione? - del secondo cd) e anche i brani che sull’album suonano impagabili (Sin City, le due Hot Burrito) qui risultano ancora incerti.

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