Il Diario di Disco Club

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Diario del 9 novembre
Devo stare attento a non mettermi sulla porta, perché inevitabilmente mi prendono per un ufficio informazioni. Sapete già della mia fobia per chi mi chiede dov'è il numero 2, ma oggi uno si supera, "Scusi il 2 di via San Vincenzo?", io, la solita risposta, "All'inizio", ma lui mi sorprende "Ah, ma allora è il 4!".
Un altro signore si aggira sull'angolo che porta al nostro reparto usato, davanti al cartello che indica la Banca Etica, mi si avvicina "Sa dove è l'Etica?". Non gli rispondo, mi limito a indicargli il cartello che è davanti a lui.
Eccolo è un po' che non passava, "Ciao Gian, ciao Carlo", che poi sono sempre io, "Hai Supernatural di Santana? Sai quel chitarrista coi baffetti".
I clienti a volte ci danno soddisfazione, "Mi fai vedere l'ultimo di Hackett", lo guarda e conclude "Lo prendo, perché se non lo prendo qui, dove lo prendo?". Come quando i contadini dicevano "Mangia, mangia, se no lo diamo ai maiali".
Telefono "Discooocluuub", "Avete il cd di De Andrè con La guerra di Tito?", "Vuoi dire il Testamento di Tito o la Guerra di Piero?", "Tito", "Sì lo abbiamo", "Bene, vengo da Sampierdarena, prendo il 20 e scendo a Principe". Ha sbagliato stazione, non glielo dico, vediamo quanto ci impiega a trovarci.

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Diario del 7 novembre
L'argomento del giorno è la macumba. Un cliente, che ha girato il mondo e si è fermato per un certo periodo in Argentina e Brasile, oggi, parlando di calcio, ci fa una rivelazione che spiega, secondo lui, i successi della Juventus, "E' il gran Macumbero"; non capiamo, allora lui ci spiega "Secondo voi uno che ha o finanzia fabbriche nelle quali si fanno armi, può avere qualche remora a fare una macumba che farà morire gente innocente?", noi, perplessi, "E chi è?", lui "L'avvocato, la prima l'ha fatta contro il Torino, Superga; poi contro il Liverpool e cosa importava a lui se ci rimettevano anche dei tifosi della sua squadra". Starà scherzando? No, è serio e conclude "Io l'ho sempre chiamato il Gran Macumbero".
Ed ecco il Maratoneta. Negli ultimi tempi le sue prestazioni sportive erano sempre migliorate, arriva sempre nel primo quarto dei partecipanti, quindi se corrono in 800, lui arriva verso il duecentesimo posto. Recentemente invece ha avuto una debacle, in una mezza maratona a Novi Ligure arriva (come dice lui) in "pozione 345 su 363". Gli chiediamo come mai e lui "E lo so io chi è stato, quell'autista stronzo della AMT, quello stronzo (si agita) mi ha fatto una macumba!". Insomma le macumbe devono avere qualcosa in comune con i mezzi di trasporto: il Gran Macumbero proprietario della Fiat, l'autista conduttore di un Menarinibus.

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Diario del 1 novembre
Oggi è la festa di Ognissanti e io sono a casa (in negozio trovate Dario), il Diario odierno lo voglio dedicare al Santo la cui festa cade tra tre giorni, il 4 novembre, San Carlo.
Coppi o Bartali? Maradona o Pellè? Federer o Nadal? Le rivalità storiche sono tante in tutti campi. La più famosa nella musica è: Beatles o Rolling Stones? A Disco Club i massimi esponenti delle due fazioni hanno in comune il nome: Carlo. Uno è da voi ben conosciuto, il mitico Pluriespulso, il principale "attore" del nostro Diario; l'altro è anche lui pensionato (con quota 100 sono diventati la categoria principale del negozio). Quest'ultimo è il mega fan dei Rolling, soprattutto di Jagger. Per lui il cantante degli Stones è la figura centrale non solo della musica, ma della nostra stessa vita, anzi dell'universo; il nostro per lui non è il sistema solare, ma il sistema jaggeriano. In settimana ho smontato e buttato via il mobile vicino alla cassa, dove cinque anni fa era caduto il libro biografico di Mick Jagger in un punto irraggiungibile, ovviamente al centro! Riemerso dal nascondiglio l'ho proposto a Carlo Jagger scontato, "Ce l'ho già. Ma come faccio a non prenderlo, è centrale". Carlo il Pluriespulso è beatlesiano, ma ama anche, sia pure in misura minore, i Rolling Stones. Carlo Jagger, no, solo Rolling, niente Beatles, "troppo pulitini". Lui preferisce quelli più sporchi. Ecco questo ci porta alla seconda somiglianza tra i due dopo il nome. Sapete già che il Pluriespulso è il detentore del record della maglietta indossata per più giorni, anzi mesi, e ci ha deliziato questa estate col "profumo" della camicia hawaiana; Carlo Jagger però lo batte nettamente con la sua presenza in negozio appunto per la intensa fragranza del suo "profumo", il suo giubbotto di pile sembra uscito direttamente dalla Volpara (per i non genovesi: stazione di trasferimento del rifiuto indifferenziato). Per concludere: costanza della profumazione 10 a 1 per Carlo Beatles, intensità dei miasmi 7 a 3 per Carlo Rolling!

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Diario del 18 ottobre
Eccoci un mese dopo l'ultimo Diario. Vi è mancato? Breve resoconto sui soliti noti. Il Pluriespulso ha sostituito, appunto da un mese, la camiciola hawaiana con una rosa; sì, un mese senza soste, quindi il risultato è lo stesso. A dire il vero Dario sostiene che la hawaiana è nascosta sotto quella rosa, visto l'effetto olfattivo che ottiene, certo il giacchettino autunnale (sempre lo stesso da anni, forse addirittura dal secolo scorso) non riesce ad attutire il "profumo" che ci assale appena entra. Oggi quando arriva lui, Dario è fuori, rientra e gli dico "E' arrivato C. (il Pluriespulso)", e lui "Lo sento". C. non aveva parlato, come ha fatto Dario a sentirlo?
Walter, ci sta lasciando in pace. Probabilmente ha finito la terza raccolta completa di tuti i dischi (vinili e cd) dei Black Sabbath, Ozzy e Dio, e ora è in attesa di una nuova infatuazione per ripartire alla carica. Certo i primi due dischi dei Pink Floyd rimangono irraggiungibili, 38 del primo e 37 del secondo. Chissà che fine hanno fatto quei 75 vinili raccolti con tanta perseveranza a metà anni ottanta.
Andrea/Marcello è invece più assiduo, gli hanno dato un periodo di ferie al manicomio e passa spesso al mattino. La prima domanda è sempre la stessa "E' uscito niente dei Duran Duran?", questa mattina è presente una signora, che alla sua richiesta sghignazza, si scusa "Non so perché, ma mi viene da ridere". Andrea/Marcello passa dai Duran ai Ramones, la signora continua a sghignazzare. Rimasti soli, mi indica un vinile "Sono i Beatles?" e già sorride, non parliamo quando io le dico "No, sono gli Easybeats", blocca la risata con un pugno davanti alla bocca. Poi mi chiede "E i Beatles?", io "Sono questi", lei guarda il prezzo "Ah, 29€" e scappa via perché ormai le gote si gonfiano, il petto sussulta e la risata sta per esplodermi in faccia. Lo dico sempre, da me i matti vengono perché sperano di poter dire di un altro "Questo è matto" (in questo è specialista il Maratoneta).
Eccoci alle new entry. Paesanotto delle valli dietro Genova, "Avete musica gotica metal?", gli mostro il settore, non sembra interessarlo molto, fa tutto il giro e mentre esce mi dice "Ho visto i Duran Duran (chissà se c'era anche Marcello) e anche Tony Hadley a Brugnato". Due concerti gotici.
Il secondo non sembra una new entry, mi saluta come se fossimo vecchi amici, ma io non mi ricordo di lui. Ecco la spiegazione (me la da lui), "Negli anni ottanta venivo sempre, quanti mangiacassette ho comprato qui" lo guardo interdetto "e quante cassette!". E' entusiasta di averci ritrovati e non me la sento di dirgli che non abbiamo mai tenuto mangiacassette (poi perché tanti? Li rompeva tutti?) e da 47 anni non abbiamo cassette; avrà mica inteso le TDK?

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Diario del 16 settembre
La settimana scorsa ho letto questa notizia su Repubblica: "Genova sarà la prima città 'profumata' di basilico al mondo grazie a una start up creata da giovanissimi che hanno deciso di intridere vicoli e carruggi del profumo che più si addice: quello del basilico - pianta che l'ha resta famosa ovunque - combinato ad aromi particolarissimi come agrumi, coriandolo, santoreggia, gelsomino". Adesso vorrei chiedere al presidente della regione Toti, sempre presente quando si tratta di queste cose (vedi red carpet), se potesse farne installare uno in negozio (non red carpet, un diffusore di profumo). La settimana scorsa il Pluriespulso ci aveva illusi, reduce da una visita medica si presenta con una nuova camicia, pulita e stirata! E' fatta, abbiamo pensato, poveri illusi, quando si avvicina la ben conosciuta fragranza colpisce il nostro olfatto e ci impone un quesito: era la camicia a odorare? Oggi abbiamo avuto una risposta parziale, il Pluriespulso si presenta di nuovo con la camicia hawaiana, l'ha rispolverata, proprio nel senso letterale (l'ha spolverata di nuovo) e, senza lavarla, l'ha portata a prendere aria, concludendo la passeggiata in negozio. Sì, la camicia puzza, ma allora l'altro giorno da dove veniva quell'odorino?
http://www.primocanale.it/notizie/profumo-inebriante-nel-centro-storico-di-genova-prima-citt-con-logo-olfattivo-210968.html

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Diario del 4 settembre

Incominciamo con gli aggiornamenti. Sabato Dario si è fatto coraggio e ha detto al pluriespulso che sarebbe stata l’ora di cambiarsi la camicia hawaiana. Per due giorni non lo abbiamo visto. “Si è offeso” era la nostra speranza, vana. Oggi vedo spuntare da in fondo ai portici la camicia (ormai è lei che porta lui e non viceversa). Cinquanta giorni consecutivi (e altrettanto i calzoni corti!) non sono il suo record assoluto (con le t-shirts fa di meglio), ma questa camiciola è di materiale sintetico e l’effetto olfattivo è degno di un cane bagnato finito in un bidone della spazzatura. Passiamo a Walter, l’altro ieri ha chiamato 18 volte (anche questo è un record), ovviamente non gli ho mai risposto. Ieri arriva, anche questa volta mi guarda di sottecchi e mi chiede “Sei arrabbiato con me?”, ribadisco quello che gli ho urlato l’altro giorno “Sììììììì, devi smetterla di continuare a telefonare”, lui sembra un bambino dopo una sgridata e mi chiede “Ma mi vuoi bene?”, come faccio a resistergli, non è mica colpa sua se è stundaio, “Sì, ti voglio bene”. Mi abbraccia contento, si precipita a prendere l’ennesimo cd di Dio (che sicuramente ha già), costa 9,90€, invece del solito sconto mi vuole dare 10€, non posso, rifiuto e glielo metto 9€. Oggi niente telefonate.

Ecco poi una coppia mai vista, lui dà l’impressione di essere un metallaro ex tossico, secco e mal in arnese, lei una specie di balena bianca, compreso l’abito traforato dal quale fa capolino una bella ciccia. Chiede a Dario un cd degli Iron Maiden e confessa “Lo avevo già, ma la mia amica me lo ha buttato via”. Lo prende e si avvicina alla cassa per pagarlo, anzi per farselo pagare dall’amica. Un improvviso urlo sgorga da quella montagna di carne “Nooo! Non prendere! Quello è il maligno” con un accento russo da film comico, glielo strappa di mano e continua “Perché devi prendere quello, è il diavolo. Prendi musica bella, Ramazzotti, Bocelli”. Questo ci porta decisamente dalla parte del nostro connazionale, che cede, molla gli Iron, ma non cede completamente, passa ai Pink Floyd. Ci lascia al seguito della sua matrioska gigante, ma con un sorrisino come a dire “Sì in fondo l’ho fregata, non ho preso gli Iron, ma nemmeno quelle zozzerie che piacciono a lei”.

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Diario del 27 agosto
Breve riepilogo. Il Pluriespulso si presenta con la solita camicia (direi 42 giorni consecutivi, ancora lontano dal record). Lo accolgo con una spruzzata del deodorante disinfettante. Non se ne accorge, ma quel profumo lo deve irritare, se ne va quasi subito. Esperimento da ripetere.
Walter, oggi dieci telefonate col cellulare, poi prova a fregarmi, chiama con un fisso, memorizzato anche questo. Conclude la giornata con dodici tentativi infruttuosi.
L'ho evocato ieri, dicendo che era stato l'unico assente, e subito mi punisce e si lancia in uno sproloquio con un altro cliente ignaro delle sue capacità di "rottura". Parlano degli artisti anni sessanta, da Syd Barrett a Brian Jones, e conclude "Adesso c'è la moda dei vinili, all'epoca del lsd", insomma sempre droghe.
In chiusura si presenta un nuovo cliente, non come età; parte in quarta, "Ho da chiederle un'informazione. Nel 1992 è uscito un disco di Madonna con tutte canzoni nuove. Io sono riuscito ad avere l'edizione limitata, me la sono fatta spedire, oltre al vinile c'era un libro in una confezione metallica. Il disco l'ho regalato, non mi interessava. Il libro è l'unico scritto da Madonna e parla di sesso, di come lei scopava...", stoppato, prima che si lanci in altri particolari a luci rosse, "Non doveva buttare via il disco, ai collezionisti interessano le edizioni complete". Lo demoralizzo, se ne va, borbottando "i collezionisti" in maniera un po' dispregiativa. In realtà se lo avesse proposto all'onanistsingle club del negozio avrebbe potuto spuntare una bella cifra, sì, ma io cosa ci avrei guadagnato? Meglio che spendano in dischi, la vista ce l'hanno già abbastanza debole.

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Diario del 26 agosto
Dopo una settimana di vacanza "nonnesca" torno in negozio e non trovo molti clienti, ma i rompi tutti, anzi no, il N.1 non c'era (esistono anche le ferie dei Rompipalle). Walter è in forma smagliante, mi telefona 13 volte al mattino, qualche volta non rispondo, altre è lui che non parla (si sente un parlottare in sottofondo). Quando parla fa le solite domande "E' arrivato niente?", "Di chi?", "Dei Black Sabbath", io, spazientito, "Walter, ormai li hai tutti", lui, imperterrito, "Tienimi quelli che sono arrivati". Gli sbatto giù il telefono (che bello quando si poteva effettivamente sbattere la cornetta sul telefono, il rumore faceva molto più effetto di quello del dito che pigia il pulsante rosso). Al pomeriggio arrivo alle tre e chi mi aspetta davanti alla vetrina? Sì, Walter. Entra, mi guarda di sottecchi "Ce l'hai con me?". Mi scappa da ridere, ma devo fare il duro, gli urlo "Sì, devi smetterla di chiamare, io ho da fare (una mezza bugia, oggi non avevo molto da fare), HAI CAPITO?". Non lo demoralizzo troppo, prima mi chiede dove è Dio, "Certe volte me lo chiedo anch'io". Non capisce l'allusione e si butta sulla casella dei Black Sabbath, prende l'unico vinile che c'è (gli altri li ha già presi tutti), me lo porta, costa 23,90€ e lui, impavido, "Ti do 20", io, inflessibile, "23"; ha un attimo di titubanza, poi "Vado di là (da Fabio nel reparto usato) a chiedere se l'ho già comprato". Un minuto, torna, paga senza battere ciglio, ma io gli rammento "E non chiamare più!". Passano dieci minuti, il telefono squilla, chi è? Non c'è da chiederlo, è la quattordicesima telefonata di Walter. Non gli rispondo, poso e memorizzo il numero, come già fatto per Ottavio, anche per lui telefonate finite.
Dimenticavo, in chiusura di mattinata entra un anziano (un po' più di me), mi chiede "Se le faccio sentire una canzone, mi sa dire cosa è?", io "Difficile, ma proviamoci". In realtà non me la fa sentire, la canticchia. Ovviamente gli dico che non la riconosco, ma lui insiste "E' del tipo Blondie". Anche il mio dottore, Guspe, si dà da fare, gli trova una canzone dei Maroon 5 che s'intitola come le prime parole che ha canticchiato, ma lui "No, no, il titolo non è quello. Poi il nome del gruppo incomincia con New, non mi ricordo il seguito". Dice di averlo anche registrato, allora Guspe gli consiglia "Col telefonino può facilmente trovare il titolo, c'è un programma...", lo interrompe brusco "Lo so". Mi chiedo, se lo sa perché non lo fa? Lo molliamo al suo destino e infatti se ne va. 12.30, ora di chiusura, eccolo che rientra, mi punta "Dove sono i dischi tipo Blondie?", io "Non c'è un posto con i dischi tipo Blondie", lui, sempre più nervoso, "Ma sì, del genere, come si chiama?, glamour", io, più spazientito di lui, "Non abbiamo un angolo glamour", lui "Ma i gruppi che incominciano per New?", mi salva ancora Guspe, che lo accompagna alla "n". Io sono più drastico, non gli dico niente e spengo le luci, lui "Ah, chiude?", io "Qualche volta".
Aggiornamento camicia hawaiana del Pluriespulso, ancora presente (ormai ha superato i 40 giorni) e sempre più "profumata", Un cliente, Diego, lo incontra per strada, entra e mi dice "Madonna quanto puzza!". All'aperto, figuratevi al chiuso. Mia moglie entra appena lui se ne è andato, scandalizzata "Che puzza che c'è" e corre da Tigotà a comprare un deodorante disinfettante "Questo odore ti intossica", ci tiene alla mia salute.

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Diario dal 3 luglio al 12 agosto (parte 4)

Diario dal 3 luglio al 12 agosto (parte 4)
Si ripete la storia. Siamo in negozio con i soliti frequentatori, tra gli altri il Pluriespulso. Entra un cinquantenne, fa il giro completo con calma, poi si ferma davanti a me, "Sono contento di essere entrato, negli anni '80 ero un assiduo, con i compagni del liceo ero sempre qui, poi la vita ci ha portati altrove, ma oggi, quando sono passato e ho visto che ci siete ancora (n.G. non mi sono toccato, non sono superstizioso), non ho resistito e sono entrato e, come dicevo, sono contento di averlo fatto. L'atmosfera qui è sempre la stessa, si respira l'aria di tanti anni fa" e, dicendolo, aspira dal naso come se respirasse l'aria di alta montagna. Io, un po' cinico, gli indico il Pluriespulso, che era subito dietro di lui, "Certo, lui c'era anche all'epoca". A proposito, non ho tenuto conto dei giorni, ma la sua maglietta "greca" potrebbe aver battuto il record di pluri indossamento; ha fatto la sua comparsa a fine maggio sotto una giacchetta e un maglione, poi solo sotto il maglioncino, infine ci ha deliziato solitaria fino a pochi giorni fa. A inizio agosto ecco la sorpresa, il Pluriespulso entra con una camiciola hawaiana (vedi foto) che non vedevamo da tempo. Esultiamo e ci avviciniamo per abbracciarlo. Mi blocco appena in tempo prima dell'abbraccio fatale, la camicia ha fatto la sua prima comparsa annuale, ma il "profumo" è sempre lo stesso, probabilmente quello che aveva quando è stata riposta in un cassetto.

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Diario dal 3 luglio al 12 agosto (parte 3)
Questa parte non è monografica, ma è dedicata a personaggi vari, anche telefonici.
Partiamo da questi. Una carellata veloce.
"Discoocluuub", vecchietto (almeno dalla voce) "Le tenete voi quelle musiche d'amore, un po' dolci?".
"Discooocluuuub", sempre uomo "Scusi mi avete telefonato che è arrivato un disco, ma io ho ordinato un cd!!".
"Discoooocluuuuub", questa è una donna "Vendete cembali?".
"Discooooocluuuuuub", si torna agli uomini "Tenete anche ultime uscite?", io "Del tipo?", lui "L'ultimo cd di Springsteen", io "Certo", lui "Ah pensavo teneste solo il genere vintage", "Springsteen è vintage".
Telefonata del giorno: "Buongiorno, Disco Club", (beh, cosa c'è di strano? Non ho risposto io, ha risposto Dario), "Scusi, vendete puntine", Dario "No", l'altro "'Sa per caso indicarmi un negozio che le vende?", Dario "Beh, c'è Videon in via Armenia", quello "Ma dove?", Dario, perplesso, "A Genova", lui "No, no! Io chiamo da Roma. Non conosce un negozio a Roma da consigliarmi?".
Ed eccolo infine uno dal vivo, direttamente in negozio. E' un volto conosciuto, anche se non molto frequente negli ultimi anni. "Ciao, cosa ne pensi di Bonamassa?", non mi sbilancio "E' un bravo chitarrista", lui entusiasta "Vero? E' un grande. L'ho sentito e mi è subito piaciuto. L'ho comprato su Amazon". Mi sembrava che fosse un po' che non veniva in negozio.
p.s. Per il Pluriespulso e Walter rinvio a un'altra puntata

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Diario dal 3 luglio al 12 agosto (parte 2)
Questa la dedichiamo al Maratoneta. Anche lui è quotidiano, almeno ci serve per buttare via le scatole, suo compito (c'è chi le rompe e chi le caccia). Si fa il solito giro in stazione alla ricerca di resti non ritirati dalle macchinette e magari qualche ferroviere gentile che gli offra un caffè. Poi torna, ha uno sguardo furbetto, tira fuori 35 centesimi di resti non ritirati e poi spilla dalla tasca come un giocatore di poker, non una carta, ma due euro. Cerco di tapparmi le orecchie, ma sono in ritardo, ormai l'urlo è partito "ELISA, ELISA DI PISA, GRANDE ELISA DI PISA, DUE EUROOOOO!", ci sono clienti che cercano di prendere l'uscita pensando che sia in preda a un attacco di pazzia, ma anche per loro ormai è tardi, il Maratoneta è sulla porta e lancia ancora un "ELISA, GRANDE ELISA". Spieghiamo, Elisa è un capotreno di Pisa che arriva con una Freccia (non so dirvi il colore, l'esperto è il Maratoneta, che stringe amicizia solo con capotreni delle Frecce, quelli dei locali non li considera, anzi li disprezza quanto gli abitanti di ponente e, ancora peggio, quelli di Arquata) e ogni tanto gli regala un euro per il caffè o addirittura due per aggiungerci una brioche. Ovviamente lui non prende niente e si precita a portarceli (ha un conto aperto e attualmente ci deve 10 €).
Ultimamente ha preso un'abitudine che disturba molto Dario. Entra e si porta subito verso la postazione di Dario, tira fuori il telefonino e lo mette in carico nelle prese sotto il tavolino; oggi, in previsione di questo, ho spento la ciabatta dove sono attaccate le prese, lui arriva, si corica, attacca, guarda perplesso il telefonino, si ricorica, riguarda il telefonino, niente, non funziona (che strano). Allora raggiunge Dario, che è in ferie, ma ha fatto un salto (non può fare a meno dei suoi "amici"), gli porge il telefonino "Schiaccia forte per accenderlo", Dario "Non bisogna schiacciare forte, non si accende perché è scarico"; allora passa a me, guarda le mie prese "Hai una presa forte per caricare il telefonino", io "No, le ho solo normali". E' disperato, come fa senza telefonino? Mi libero anche di lui, fugge fuori alla ricerca di qualcuno che abbia una presa "forte".

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Diario dal 3 luglio al 12 agosto (parte 1)
Non me n'ero accorto, ma sono già quaranta giorni che non vi relaziono sulle vicende del nostro "Circolo Pickwick". E' vero che in questo periodo ho avuto i miei impegni "nonneschi", ma non è che siano mancati i soliti (e anche qualche insolito) personaggi, qualcuno me lo sono cuccato io, altri, in mia assenza, Dario.
Partiamo dai soliti noti. Il Rompipalle n.1 non manca mai, dal giorno del litigio non gli ho più rivolto la parola e zero sconti, nemmeno un centessssimo (come direbbe Scusssi), ma questo non gli impedisce di entrare quotidianamente; certo cerca di appoggiarsi a Dario, al quale fa qualche ordine, ma io ho avvisato Dario che, appena il Rompi esce, deve cancellare l'ordine, come già facevo io ventanni fa (e infatti lui commentava "non capisco, gli olandesi ce la devono avere con me, arrivano i cd a tutti e a me niente"). Dario, che, causa la mole, patisce il caldo il doppio di me, si è comprato un ventilatore; questo mi ha fatto venire un'idea. Il Rompipalle n.1 gira sempre, anche d'estate con il suo gipponetto (per dirla alla Govi) e, come ben sapete, appena entra in negozio tira fuori il suo lercio fazzoletto e si esibisce in soffiate di naso a meno di un metro da me. Quando l'ho visto posizionarsi nell'angolo del jazz, vicino alla postazione di Dario, ho acceso al massimo il ventilatore e gliel'ho puntato contro. Effetto quasi immediato, dopo poco sento una serie di starnuti furiosi e il Rompi mi è transitato di corsa davanti prendendo la porta. Vittoria!

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Diario del 2 luglio

Diario del 2 luglio
Solo per la cronaca, la prima telefonata della giornata è stata di Walter, più o meno alle nove, la domanda? "Sono arrivati i dischi dei Black Sabbath?"...
E' in buona compagnia però, entra Fabio Schenker e mi chiede "Hai i dischi degli Scorpions introvabili?", io "Scusa, ma se sono introvabili...", lui conclude "Non si trovano" e se ne va.
Telefono, "Discooocluuuub", uomo "Tenete i dvd stampabili?".
Ed eccoci al clou. Vado alla Banca Etica per farmi dare un po' di monete e lì incontro un ragazzo (45 anni?), che è in attesa di essere ricevuto dal direttore. Si fa annunciare come uno che ha un progetto importante e vorrebbe avere dei finanziamenti non rimborsabili. La Banca sarà anche Etica, ma è pur sempre una banca, mi sembra una richiesta improponibile, ma non si sa mai, se per caso funziona mi aggrego anche io. Mentre aspettiamo nell'angolo di attesa, lui mi indica un manifesto che reclamizza un evento coi pellerossa e chiede "Lei è di Genova?", "Sì", lui "Quel posto, la Casa del Romano, è nel comune di Genova?", "No, vede, c'è scritto, comune di Fascia", lui "Ma è vicina a Genova", "In linea d'aria sì, per arrivarci un po' meno", lui "E' un bel posto? Sa io ho un grande progetto". Mi salva il cassiere, che mi chiama per fare il cambio. Lo lascio e torno in negozio, ma dopo dieci minuti entra, "Ah, è di nuovo lei!?" esclama sorpreso, "Come le dicevo ho un grande progetto, per il quale devo creare eventi. Lei conoscerà dei musicisti, me li deve far contattare, non è per guadagnare io e loro quei 500, 1000 €, ma nemmeno 10.000, non cambiano la vita. Io punto ai miliardi! Con quelli sì che cambia tutto. Mi compro una villa a Las Vegas e vivo da nababbo con la fidanzata, altro che lavorare. Il mio obiettivo è di creare 15.000 nuovi miliardari!" e mi passa il foglietto programmatico. Lo pubblico sotto. Se c'è qualche mio amico musicista che vuole aggregarsi, venga in negozio a iscriversi.

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Diario dal 25 giugno al 1 luglio
Il 23 giugno il giorno più atteso dai miei clienti per rompermi con gli auguri per il mio compleanno, cade quest'anno di domenica, col "rinforzo" del 24, festività di S.Giovanni, quindi sono quasi salvo. Quasi, perché qualcuno ci prova lo stesso. Eccoci in negozio il 25, squilla il telefono, "Discooocluuuub", "Ciao Gian, sono Maurizio. Ho telefonato per farti gli auguri per i tuoi 72 an...", cade la linea, ma Maurizio non si arrende, richiama, "Discoooooocluuuuuuub" (ho aumentato le o e le u, perché avevo visto che era lui), "E' caduta la linea, era per gli aug...", lo interrompo, "Non è caduta la linea, sono io che ho posato. Non accetto auguri in ritardo, richiamami tra 363 giorni, anzi 364, il prossimo anno è bisestile".
Il caldo di questo periodo tiene lontano molti clienti, ma non i rompipalle e gli sballati, che anzi sono in piena forma. Incomincia Scusssi, "Scusssi Giancarlo, ma i Joy Division fanno dark post punk gotico?". Il gotico non manca mai nelle sue definizioni, probabilmente anche i Beatles facevano beat gotico ed Elvis rock'n'roll gotico. Lo ignoro come al solito, anche perché già gronda sudore dalla sua famosa pancia a < d'inverno, figuratevi adesso, non parliamo del "profumo". Ad ogni modo non se ne va, gira per un po', poi sceglie Unknown Pleasures, "Giancarlo, me lo fa lo sconto?". Costa 9,90€, gli propongo i soliti 90 centesssimi (come dice lui). Mi rovescia sul banco tutti gli spiccioli che ha in tasca (molto scivolosi), in totale 4.20€, lui "Non bastano?", io "Direi di no. Riprenditeli" e rimetto a posto il cd.
Telefono, "Discooocluuuub", uomo "Pronto, c'è il dottore?", io "Che dottore?", lui "Lo psichiatra", io "No, anche se ce ne sarebbe bisogno".
Affermazione subito confermata dal cliente successivo. E' Walter (sì, sempre lui, quello dei 37 Piper e 36 Saucerful). Venerdì telefona, "Sono Walter, vengo a prendere i dischi dei Black Sabbath", io "Sono le 6 e mezza, alle 7 in punto chiudo", lui "Non mi aspetti?", io "No". Come promesso alle 7 in punto chiudo, esco e dopo venti metri incontro Walter "Torna domani, non penserai mica che riapra per te" e me ne vado. Sabato arriva, compra un cd e un vinile dei Sabbath e chiede "Quando arrivano gli altri?", "A metà settimana prossima". Questa mattina, prima telefonata, non sono nemmeno le 9, non rispondo, ma il primo rompipalle telefonico della settimana non demorde, "Discoooocluuuuub", "Sono Walter, sono arrivati i dischi dei Black Sabbath", io "Sei andato via sabato sera, adesso è lunedì mattina, QUANDO CAVOLO ME LI PORTAVANO I TUOI DISCHI?". Poso. Questa sera prima della chiusura, telefono, "Sono Walter sono arrivati i Black Sabbath?", "NOOOO!!!", lui "Sì, ma senti, io voglio i cd non i dischi". Sbatto il telefono, ma proprio nel senso che lo sbatto sul banco, la linea cade. La prima telefonata di domani di chi sarà?

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Diario del 12 giugno
Telefono, "Discooocluuub", "Scusi, voi dove siete? All'inizio di via San Vincenzo, dove c'era il grattacielo?". Contrariamente al solito, questo sa dov'è l'inizio di via San Vincenzo, ma fa un errore: il grattacielo c'è ancora.
Un giovane cliente cerca il cd di Battiato "La voce del padrone", lo abbiamo finito e gli proponiamo una raccolta con molti pezzi di quel disco. Lui ci pensa un bel po', alla fine si fa dare da Dario un cd, me lo porta alla cassa e mi dice "Preferisco i dischi originali, le raccolte non mi piacciono" e mi porge il prescelto. Cosa ha comprato? Non più Battiato, è passato a Morgan e sapete quale disco ha scelto? Una raccolta...
Telefono, "Discooocluuub", "Voi strumenti usati non ne avete?", "Neanche nuovi".
In questi ultimi giorni è rispuntato Walter (quello che 30 anni fa ha comprato in vinile 37 copie di Piper e 36 di Saucerful dei Pink). Ieri si è lanciato sui Black Sabbath. Mi porta alla cassa due vinili, in totale sono 46.80€, "Me li dai per 38,70?", io "Non ci penso nemmeno", lui "Allora facciamo così, ne prendo uno per 18", io "Scherzi?". Se ne va. Oggi telefona, "Ci ho pensato, me li dai per 50?", io "Avevo pensato di lasciarteli a 44, ma se insisti...", lui, "No, no, va bene 44, anzi puoi fare 40?", io "Noooooooo". Ed eccolo qui, gli imbusto i due vinili e lui mi sparge sul banco 38,70€. "Ti ho detto 44, 38,70 me li avevi già offerti ieri", lui "Dai te li porto, sono qui tutti i giorni", io "Appunto, sono 44", lui "Almeno un euro per il caffè", io "NO". Prende il portafoglio e alla fine mi da 45€, io "Ecco ti do un euro di resto, così puoi prenderti il caffè".
Una new entry per il negozio (come età non molto new), ma perfettamente in sintonia con l'ambiente, "Cerco un gruppo di Los Angeles o San Francisco che cantava una canzone famosa 20/30 anni fa. Qui come lo trovo? Dove tenete i gruppi di Los Angeles o San Francisco?", io "Insieme agli altri", lui "Insieme agli altri? E io come faccio a trovarli?", io "Hai ragione. Domani dirò a Dario di dividere i dischi per continenti, stati, regioni, città, così sarà più facile trovare quelli di Los Angeles o San Francisco".
A proposito di Dario, sta cercando una camicia per i concerti, trova su Amazon una che potrebbe andare bene. E' una xxxxl, precisano che va bene per che ha il torace (non la circonferenza) di 70cm. Lui mi chiede, "Io quanto sarò?", "Belin Dario, non lo so". Nessun problema a Disco Club si trovano tutte le soluzioni. E' presente Mario che interviene, "Io da giovane facevo casse da morto quindi ho l'occhio, tu hai 55/60", ecco fatto: basta una xxxl.
E' un po' che non vi parlo dei due principali protagonisti del Diario, il Pluriespulso e U Megu. Stasera ci sono tutti e due (a dire il vero come tutte le sere). Il Pluriespulso vuole fumare una sigaretta, ma no ha da accenderla, allora si rivolge a U Megu, "Tu che non fumi, hai mica un accendino?". Lapalissiano.

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Diario del 7 giugno
Ci risiamo, da in fondo ai portici avanza un signore un po' ranghezzante, con lui un altro in condizioni leggermente migliori, si guardano attorno alla ricerca di qualcosa che non trovano. Il loro girovagare si conclude in negozio, quello più sano, "Le devo chiedere un'informazione. Noi cerchiamo l'istituto Iro per fare delle analisi (lo avevo sospettato). Ma questo è il numero 20, il portone è il numero 4", lo interrompo "e quello prima è il 2". Rimane perplesso, poi "Allora questo e l'1", io "No, lo ha detto anche lei che questo è il 20, ma è rosso, il 4 e il 2 sono neri e i numeri sono in crescendo quindi se questo di fianco è il 4, il 2 è prima". Li vedo sempre più confusi, allora li riaccompagno (non sbatto, ho detto riaccompagno) fuori e indico il palazzo precedente "Quello è il 2, CAPITOO?". Torno in negozio per servire un cliente, dopo cinque minuti do un'occhiata fuori per vedere se i due sono finalmente entrati nel portone 2. No! Sono di nuovo all'inizio della strada e tornano indietro, sempre più ranghezzanti, stanno facendo una mezza maratona, eccoli davanti alla banca, guardano dentro, no, non sembra un istituto sanitario, vetrina successiva, un'assicurazione, no, non va bene nemmeno questa, ecco finalmente sono davanti al numero2, si fermano, entrano? No, leggono tutti i nomi dei citofoni, guardano le decine di persone che entrano, ma non li seguono e proseguono verso di me. Ecco la profumeria, ha un aspetto un po' più da studio medico, ma no, non è questo e continuano. Girandosi, mi vedono sulla porta, si vergognano (o si spaventano?), fanno di nuovo marcia indietro e cercano di trovare un motivo per valicare la soglia del numero 2. Si bloccano ancora davanti al citofono e leggono, leggono, ma quanti cavolo di nomi ci sono su quel citofono? Come è andata a finire? Non lo so, perché due clienti cercavano il numero 20r e l'hanno trovato. Rientro con loro, sono una coppia sui 50 anni, cominciano a guardarsi in giro. Dopo un po' chiedo se hanno bisogno di aiuto, il marito "No, siamo entrati per rifarci gli occhi. E' tanto che non entravamo in un vero negozio di dischi", io "Fate, fate pure". Lui sembra estasiato, lei un po' catatonica, infine vengono alla cassa, io "Avete trovato qualcosa?" (hanno girato per cinque minuti, guardando tutte le caselle), sempre lui (lei non parla) "Avete qualcosa di Ramazzotti?". Li accompagno allo scaffale degli italiani e scelgono due cd, uno di Eros e l'altro di Ranieri. E sì, sono entrati per rifarsi gli occhi, non le orecchie. Sulla porta si fermono per fare entrare un altro signore. La situazione non migliora, lui "Volevo un'informazione. C'è ancora quel cantante genovese che abitava a Sestri?", io "Michele? Certo, suo papà aveva una gioielleria a Sestri", lui "Mi ricordo che suo papà aveva una gioielleria a Sestri" (glielo avevo appena detto io), continua "E i Ricchi e Poveri e Gino Paoli? Michele canta ancora? Non ho più visto in giro i manifesti". Rinuncio a rispondergli, intanto segue il suo ragionamento, indifferente a quello che dico io. Per fortuna va via subito, sostituito da una quarantenne finalmente dall'aspetto normale, "Scusi, ho trovato in un baule di mia nonna un sacco di cose, anche dischi, tra gli altri dei cd degli anni settanta di Fausto Papetti. Varranno qualcosa?". Sicuramente sì, i primi cd sono arrivati in negozio nel 1983, quindi dei compact, di chiunque fossero, degli anni settanta avranno un gran valore.

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Diario del 31 maggio
Clamoroso a Disco Club!
Il mistero del "motivo fischiato" è stato risolto!
Questa mattina stavamo risentendo, ridendo, il messaggio del cliente con la registrazione del fischiettamento (ovviamente non era quello che ho allegato al Diario di ieri, quello l'ho trovato su youtube) ed ecco un cliente di vecchia data dice "E' Sign of the Times di Harry Styles". Ci guardiamo sbalorditi e non molto convinti. Come ho detto, non è un ragazzino, ma un cliente che ha superato i cinquanta, e non ha mai comprato niente di simile ai One Direction. Come San Tommaso vogliamo toccare col dito (anzi nella fattispecie, udito), mettiamo su spotify la canzone: sì è proprio quella! Messaggiamo subito il risultato al cliente fischiettatore (che evidentemente non era poi così scarso nella sua esibizione, ma noi ignoranti) e lui conferma entusiasta, "Sìììì, ma come avete fatto?". Modestia a parte, siamo proprio bravi...

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Diario del 30 maggio

Prima telefonata, "Discooocluuub", un uomo "Scusa, mi puoi aiutare? Io sto cercando una canzone, ma non so niente. Se te la fischio, la riconosci?", io "Non credo", lui, incurante, la fischia, direi che è anche stonato e, più che fischiare, soffia. "No, mi dispiace, non la riconosco" e poso.
Seconda telefonata, "Discoooocluuuuub", lui "Pronto, è Disco Club?", l'ho appena detto, ma lo ripeto, "Discoooocluuuuub" (anche le stesse o e u), lui, "Senta, ieri ho ordinato un cd e mi avete detto che arriverà martedì", martedì quale? Il prossimo? E allora cosa vuole questo? Ecco cosa vuole, "Voglio sapere se sapete se arriverà oggi", io, "Martedì è tra cinque giorni".
Entra un uomo, "Ciao, volevo chiederti una cosa. Se ti faccio sentire una canzone, la riconosci?", io, sospettoso, "Mi hai già telefonato?", lui, "No". Tira fuori il telefonino, "Non so niente, nemmeno chi la canta" e fa partire l'audio. Non si sente cantare, ma un fischio, anzi un soffio. Lo dirotto da Fabio "Prova di là, nel reparto usato", niente da fare nemmeno lui sa decifrare il fischio. Lo vedo molto deluso e gli do una speranza, "Dovresti provare con Dario, lo trovi questo pomeriggio".
Una quarantenne (più o meno) cerca La Malavita dei Baustelle, lo abbiamo, "Eccolo", lei guarda il prezzo, "Lo fate 12€, io lo cerco a 5" e mi lascia con la malavita in mano.
Velocissimo il cliente successivo, "Senta, sarò breve e circonciso".
Ed ecco un vecchio cliente, rimasto fedele all'heavy metal. Cerca novità. A parte i dischi, gli faccio presente che oggi di metal sono arrivati i puzzle e lui "Non li conosco", io "Chi?", lui "Questi pazzol".
Telefono, "Discooocluuuub", "Sono quello che è venuto questa mattina per quella canzone che non riesco a trovare, mi passi Dario?", benvolentieri cedo il telefono a Dario. Sento che gli chiede il numero di telefono, a cosa gli servirà? Ecco la spiegazione, gli manda um messaggio audio su whatsapp. Indovinate cosa c'è inciso. Sì, la famosa fischiata leit motiv del giorno. Anche Dario non lo riconosce, per il fischiatore dovrebbe essere un pezzo dei Beatles, sicuramente una canzone inglese. Ecco forse il problema, mi sembrava che fischiasse in italiano...

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Diario del 20 maggio
Signora un po' "ariosa", "Cerco un cd di Cristina D'Avena, però non con i pezzi soliti perché quelli li abbiamo scaricati", io "Direi che è difficile", lei, scandalizzata " Ma come un negozio di dischi dovrebbe averli, bisogna pensare anche ai bambini, se non lo trovo qui dove lo trovo", io, modestamente, "Da nessuna parte", lei, ormai furiosa, ci lascia con un "Che mondo!"
Proprio l'opposto l'anziano che entra dopo di lei. Si sente quasi in colpa quando mi chiede "Non me ne vogliate, ma avete ancora cd di Claudio Villa?". Mi dispiace non accontentarlo, ma Claudio Villa è in testa alla mia lista nera già da sessantanni, ben venti prima di Pupo.
Ecco l'esponente di un'altra categoria "i non amanti della musica, ma dell'oggetto che la trasmette", "Sono un maniaco di hi-fi, cerco un vinile di Patricia Barber a 45 gradi".
Oggi proprio non accontento i clienti (si fa per dire), Anche questo se ne va a mani vuote. Ecco la sua richiesta, "Voglio un cd con musica per un compleanno"
La serie continua: "Non so come porre la domanda, cerco un vinile colorato di musica rock, che avevo tanti anni fa. Non mi ricordo nemmeno un titolo", io "L'artista?", lui "No, so solo che era colorato ed era rock".
Ancora, ragazza, "Avete le etichette per i vinili 45 o 33?".
Altra ragazza, "Dove sono i vinili vintage?".
Signora, vede un cliente "Posso chiedere a lei?", lui "No, io non c'entro", lei "Ah l'avevo visto con la barba" (???). Cosa cercava? "Vorrei il disco di quel concorrente di Amici con quella bella voce da cantante lirico". La cassa tace anche in questo caso.
Quello che si aggira per il negozio a curiosare tutti gli scaffali, forse, ci darà soddisfazione. Guardiamo cosa cerca. "Senta, negli anni sessanta a Loano suonava un complesso, Los Merenderos, musica bella, non come quella da drogati di adesso, rap, trap, prep... Avete qualcosa?". Secondo voi il mio dito ha potuto finalmente toccare i tasti della cassa?
Rimango solo, davanti alla vetrina tre ragazzi parlano di prossime uscite. Uno chiede all'amico, "Sai quando esce il nuovo disco di Bruce?". Il suo amico non lo sa, io sì. Metto sulle casse esterne la nuova canzone di Springsteen e col microfono (sì, ho comprato un microfono, così posso interagire con quelli che non entrano) gli annuncio "Il 14 giugno". Lui entra e mi ringrazia. Oggi non compra, ma il 14 giugno, forse, sì.

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Diario del 11 aprile
Ogni volta che si avvicina una qualche occasione per la quale si parla dei negozi di dischi spuntano miei vecchi clienti che non vedo da decenni. Adesso si sta avvicinando il giorno del Record Store Day, la festa mondiale dei piccoli negozi di dischi. A proposito ricordatevi, sabato, oltre a venire a comprare le edizioni limitate in vinile che usciranno per quel giorno, dalle 17.00 si esibiranno davanti alla vetrina i Big Fat Mama con un cantante d'eccezione: il nostro Dario!
Torniamo ai vecchi clienti. Uno si ricorda di quando era abbonato alla nostra rivista, Pop Records, e mi chiede "Sono ancora abbonato? Perché non mi è più arrivata". Ho paura di svegliarlo bruscamente, tipo la madre di Good Bye, Lenin!, il fatto è che in quel film si trattava di otto mesi, qui di quasi 44 anni. Rimango nel vago, "Purtroppo non lo facciamo più", lui "Peccato era bello. Ma io sono ancora iscritto?", non lo deludo, "Sì, sì, ci sei ancora".
Ecco un altro. Compra un disco e, trattenendo le lacrime per la commozione, "Pensa, il primo disco l'ho comprato qui nel 1973. Tu c'eri, vero?", "Sì, c'ero", e lui sempre più commosso "E l'ultimo anche" e fugge.
Sullo stesso tema il mio miglior cliente di Vobbia (gli piace vincere facile, è l'unico che compra dischi nel paese). Conclude sempre le sue visite con "Non so se ci vedremo ancora". Questa volta va oltre, "Devo dire a mia moglie che, se dovesse succedere, porti i miei dischi a voi. Mi raccomando resistete", io "Tranquillo, accontenterò tutte le vostre vedove".

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Diario del 10 aprile

Primo cliente del giorno un anziano, “Avete quel macchinario professionale per pulire i dvd?”, io “I lettori?”, lui “No, i dischi, ho un film con Nicole Kidman e non si vede più bene”. Non un ragazzino, ma più giovane il secondo. Ci racconta la sua lunga frequentazione del negozio e in particolare di un episodio, “Tu non te lo ricorderai nemmeno, nel 1979 ero qui con un amico e lui ti ha chiesto se sapevi quale era quella canzone nuova che si sentiva sempre alla radio, gli hai chiesto di chi era, ma lui non conosceva l’autore, allora gli dici, ma come fa?, e lui la la la la, ma proprio così, liscio liscio senza nessuna intonazione, rido ancora adesso se penso alla tua faccia. Ah poi abbiamo scoperto che la canzone era Born to be Alive di Patrick Hernandez. Non te lo ricordavi vero?”. Tutto molto divertente, ma effettivamente non me lo ricordavo anche perché nel 1979 io ero sì a Disco Club, ma quello di Santa Margherita. Terzo, e per oggi chiudo, “Avete dischi di tango?”, “Mi dispiace, no”. Lui gira un po’ per il negozio, poi torna, abbastanza adirato, con in mano un cd, “Lei mi ha detto che non avete tango e invece eccolo uno”, guardo il disco, “Non è proprio tango”, lui mi interrompe, “Come no? C’è scritto sopra”, io “ C’è andato vicino, ma questo è Django”, era un cd di Django Reinhardt.

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Diario del 8 aprile
Arrivo davanti al negozio e ci trovo di tutto, avanzi di mangiare, lattina di birra, scartoffie varie. Pulisco e, sorpresa, sotto la spazzatura spuntano due euro. Evidentemente mi hanno pagato il disturbo. Effettivamente l'altro giorno c'era meno "rumenta" e solo cinquanta centesimi.
Entro come al solito ben prima delle nove. Sto accendendo il computer con ancora le luci spente, quando entra l'uomo eco (quello che ripete sempre le ultime parole che gli rivolgo), ""Non è ancora aperto di là?" (ottimista, intende il reparto usato), sono lapidario "Nemmeno io", lo confondo e ripete "Nemmeno io", si accorge dell'errore "Nemmeno tu" ed esce.
Due telefonate. "Discooocluuuub", "Voi affittate anche film?", "Anche???".
Altro cliente telefonico, "Vorrei ordinare un disco di Oldfield". Lo troviamo e glielo ordiniamo, Dario "Come ti chiami?", "Devo dare il nome vero?", Dario "Fai tu", "Allora Alì". Dopo un po' squilla di nuovo il telefono, "Discooocluuub" (questa volta sono io), lui "Sono Gianfranco, quello di prima", io "Prima quando?", "Quello di Oldfield", "Ma non eri Alì", "Ah è vero, vi ho detto Alì", "???".
Veniamo ai clienti storici. Ci sono sempre, tranquilli. Il Pluriespulso è quotidiano come al solito. Ha tirato fuori dall'armadio l'abbigliamento da mezza stagione: la giacchetta grigia, camicia e calzoni jeans sdruciti per l'anzianità. Lui, previdente li ha preservati per qualche lustro, tenendoli lontani dalla lavatrice e, vi assicuro, si vede e, soprattutto, si sente. Oggi con l'amico Francesco stavamo parlando di storia (beh, cosa c'è di strano? Mica parliamo solo di belinate). L'argomento era il medioevo, delle scomodità dell'epoca, dei liquami buttati in strada... Ecco a questo punto interviene il Pluriespulso, "A quei tempi non avevano nemmeno le strade asfaltate", "!!!".

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Diario del 18 marzo
E' un po' che non ci si sente, vero? Non preoccupatevi, non è che i miei clienti si siano improvvisamente rinsaviti, sono io che mi sono un po' impigrito. Oggi un cliente mi ha detto che sua figlia, finito il liceo, vuole intraprendere un qualche corso per la cura delle persone psicolabili, gli ho proposto di mandare la figlia da noi, avrebbe un bel campione da studiare.
Tipo, il protagonista del Diario del 10 gennaio 2018 (ecco il link, http://www.discoclub65.it/prossime-uscite-menuright-79/6833-diario-del-10-gennaio.html), quello con la faccia rotonda da porcello, fan di Amandla di Miles Davis. Questa mattina è il primo ad entrare, "Gianni Carlo (sarei io), è uscito l'ultimo di Louis Armstrong?", "No, è morto, non lo sapevi? Lo hanno scritto anche su televideo", lui, spiritoso, "Ha trombato troppo!!" e come tutte le mattine quando passa, mi invita "Vieni a prendere un caffè al bar Verdi, dai", io, "No, grazie, prendo solo due caffè al giorno, sennò MI INNERVOSISCO TROPPO!!!!", gli urlo dietro, un po' lo spavento e ritirandosi mi dice "Mi sa che ne hai già presi più di due, sei già abbastanza nervoso" e batte in ritirata.
Tipo, Andrea, quello che all'improvviso ha incominciato a chiamarmi Marcello, dopo avermi chiamato per anni Gian, e che ultimamente, su consiglio di una sua amica, è tornato a chiamarmi Giancarlo. I suoi idoli rimangono i Duran Duran, ma non trova più niente che non abbia. Allora è passato ai Sex Pistols, la ricerca qui è durata poco, Vicious non ha avuto molto tempo per fare tanti dischi; non si rassegna però e ogni tanto passa alla ricerca di qualche novità. Eccolo anche oggi, "Ciao Giancarlo, qualcosa di nuovo dei Sex Pistols?", io "Andrea, te l'ho già detto, hai preso tutto", lui, rassegnato, se ne va e sulla porta mi saluta "Ciao Marcello".
Tipo, il cliente sordo, il più anomalo tra i clienti di un negozio di dischi. Per anni ho cercato di dissuaderlo all'acquisto di dischi (mi sembrava di rubargli i soldi), ma niente da fare, lui non si rassegnava. Poi ha frainteso la mia poca voglia di servirlo e si è trasferito da dei miei concorrenti. Oggi è riapparso con un saccone pieno, "Quando apre il reparto usato, ho da vendergli un mucchio di cd". Si è rassegnato.
Tipo, un nuovo cliente. Cerca per un amico una raccolta degli UB 40, io "In negozio non ce l'ho, ma posso ordinargliela in Olanda", lui "Va bene, ma se poi non lo vuole, sa io sono la testa di ariete, mi hanno mandato in avanscoperta", io "Costa 9 euro, quando vuole, lo ordino", lui "Beh, se costa così poco me lo ordini subito". Invio l'ordine e dopo tre minuti lui rientra "Disdico l'ordine (peccato che ormai lo avevo fatto), ha visto che sono corretto, sono venuto a dirglielo subito, sa io sono la testa di ariete". A me sembrava che fosse un altro tipo di testa...
Tipo, la signora che mi chiede un disco cantato da Evita Peron, io, perplesso, "Non ne ho", lei, sorpresa, "Non ne ha? Come mai? Hanno anche fatto un film", io "Sì, ma non cantava lei", lei, sbalordita, "Non cantava lei?!?!?". Se ne va con un mito distrutto.
Tipo, un'altra anziana, mi ordina "Mi dia il disco con la canzone Una coperta ricamata", rimango spiazzato, ma devo deluderla "Non la conosco", lei, esterrefatta, "NON LA CONOSCE? Ma se questo pezzo è tanto bello che lo fanno suonare da tutte le parti! Accenda la radio e lo sentirà" e mi lascia nella mia ignoranza.
Andrea (il mio amico), manda tua figlia qui, è una bella scuola.

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Diario del 15 febbraio
Telefono, "Discooocluuub", "Buongiorno, vorrei parlare col direttore artistico", "Non c'è".
Davanti alla vetrina, bambinetto "Mamma cosa sono questi libri?", la mamma "Non è una libreria è un negozio di dischi", bambino "Oh figo figo".
Squinternato (non bimbo) con mamma, cerca dischi italiani, ci chiede "Dite un po', voi che siete del mestiere, Vasco Rossi, qual è il vero nome?".
Anziano, "Sto cercando Giorgia di Ray Charles in 45gg", "Usato", lui "No, nuovo", "Non lo fanno più da anni", lui, sorpreso, "Ah, non si trova?!?".
Telefono, "Discooocluuub", "Scusi, per il pagamento anche il bancomat va bene?". Il pagamento di cosa? Boh, in tutti i casi rispondo "Sì".
Svampito, non giovane, "Avete il disco di Giusy Ferrero con la canzone Alghero? Quelle sì che erano canzoni, non quelle di ora, le schifezze di Sanremo". Va bene, ma chi cantava Alghero? Giusy Ferrero, Giusy Ferreri, Giusi Romeo o Giuni Russo?
Telefono, "Discooocluuuub", signora "Vende dvd?", io secco "No". Un minuto dopo, telefono, "Discoooocluuuub", lei "Vende dvd?", io "Me lo ha già chiesto poco fa", lei, piccata, "Ho guardato le pagine gialle e c'è scritto che lei li vende", io "Non l'ho fatto scrivere io, visto che non li abbiamo mai avuti", lei, sempre più innervosita, "Sì, ma sulle pagine gialle c'è scritto!". Facciamo a gara a chi sbatte giù il telefono per primo.
Ancora telefono (e bastaaaa!), "Discooooocluuuuuuub", "E' tanto che non compro dischi, com'è adesso per regalare i dischi?", "In che senso?", "Non so, esistono ancora i cd o i lp?", "Esistono entrambi, non c'è problema", lei, rassicurata, "Bene vorrei regalare il cd dei Volo", ahia ecco che c'è un problema, "Non c'è".
Un problema lo ha anche il Maratoneta, è qualche giorno che cammina grattandosi il fondo schiena, chiediamo "Cosa hai?". Non lo avessimo mai fatto, lui parte dall'inizio "Pensavo di avere le emorroidi", prosegue con una descrizione accurata prima della visita del dottore (vi risparmiamo i particolari, soprattutto sulla lunghezza del dito indagatore), poi delle conseguenze della malattia: "Quando vado di corpo brucia un po', però la faccio bella" (questo ci rassicura) e conclude con l'esito della visita, "Non ho le emorroidi, ho le arachidi". Effettivamente le arachidi in quel posto devono essere dolorose.

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Diario del 28 gennaio
La settimana scorsa, il giorno più freddo, al mattino, mentre stavo arrivando, ho pensato "Speriamo che non ci sia davanti alla vetrina qualche barbone, con questo freddo sarà ancora sotto le coperte, se non si è sentito male". Detto fatto, arrivo e vedo un fagotto dalla porta, mi avvicino e quel fagotto prende le forme di un uomo anziano coricato per terra sui cartoni. Come altre volte do qualche calcione... no, possibile che pensiate sempre male di me?, non a lui alla mia serranda. Niente, non si sveglia, provo a toccarlo, ancora niente. Effettivamente l'aspetto non è tanto bello, un po' cianotico. Si avvicina una signora "Ma è vivo?", lo guardiamo, respirare respira, ma con fatica, la mia aiutante "Chiamiamo l'ambulanza?". La chiama e dopo dieci minuti arriva. Ci provano anche i ragazzi della Croce senza successo. Lo caricano e lo portano via a sirena spiegata. In tutto questo tempo si è accalcata un po' di gente, la maggioranza peoccupata per le condizioni del clochard, altri hanno continuato a far colazione e a scherzare nei tavolini vicini del bar, qualcuno è andato oltre "Non si può andare avanti così. Bisogna impedire a questa gente di venire in Italia, chissà da dove viene questo, tutti qui capitano i disgraziati!".
Passano i giorni e controllo sempre il Secolo, per fortuna nessuna notizia negativa. Finalmente l'altro giorno un altro barbone ospite dei nostri portici, ci porta notizie: è vivo!
Al momento delle elezioni l'attuale sindaco di Genova aveva proclamato "Entro due mesi basta barboni per le strade". Sono passati non due mesi, ma quasi due anni e sotto i nostri portici (come tutti gli altri della città) i clochard si sono moltiplicati. Ah, ancora una cosa, abbiamo saputo il nome del nostro barbone, si chiama Angelo ed effettivamente è un extracomunitario: viene da Pra' (no, ho sbagliato, Pra' fa ancora parte del comune di Genova!).

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Diario del 21 gennaio
Telefono, "Discooocluuuub", uomo "Avete dischi di musica ritmica?", io "In che senso?", "Musica che abbia ritmo", "Sì, ma che genere?", "Se veniamo, è possibile ascoltarli?", già me lo vedo in negozio a rompere per mezzora e poi non comprare niente, cerco di demoralizzarlo "Beh, non troppo", "Ah, va bene" e posa.
Con Dario spesso le nostre discussioni vertono sulla temperatura, lui d'estate ha più caldo di me, d'inverno più freddo. Anche oggi era sicuramente freddino, ma in fondo erano 7 gradi. Mentre discutiamo entra un cliente, mi giro e cosa vedo? Un sessantino, calzoncini corti inguinali e t-shirt, mi rivolgo a Dario "Allora chi aveva ragione?" e al cliente "Lui (Dario) sosteneva che era freddissimo", quello "Vengo dalle alture, lì era più fresco, qui si sta bene". Visto?
Signora elegantemente vestita tipo anni 50, "Voglio il vinile di Springsteen Nebraska", "Ne ho altri, ma quello è finito", "No, voglio proprio quello perché c'è una canzone che mi piace tanto, Born to Run", "No, guardi, quella è nel disco omonimo"; non la convinco, "A me hanno detto che è in Nebraska". Mi stressa per un quarto d'ora, alla fine la convinco a ordinare il vinile di Born to Run e lei conclude "Se però in Born to Run non c'è Born to Run, non glielo compro"...
Ecco una coppia di anziani, Dario li accoglie col suo solito "Posso esservi utile?", il marito "Sì, cerchiamo dischi di musica ritmica", evidentemente non li avevo demoralizzati. Hanno trovato quello giusto, Dario perde mezzora in tentativi di ascolto per convincerli a comprare un cd, inutilmente, come avevo previsto se ne vanno a mani vuote.
Un signore è alla ricerca di dischi di musica classica, lo deludo "Non ne abbiamo mai tenuti". Lui è sorpreso "Che roba, hanno chiuso tutti. Io sono anni che non compro un cd, ma non pensavo che fosse impossibile trovarne uno nel 2019!". Effettivamente ha ragione, è sorprendente che con clienti come lui abbiano chiuso tutti i negozi che vendevano classica.

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Diario del 16 gennaio
Il ritorno in auge del vinile sta creando un po' di confusione. Eccovi alcuni commenti di oggi.
Davanti alla vetrina, voce di donna, "Devo trovare qualcuno che venda i cd vecchi, perché quelli nuovi non ci stanno, sono più grossi".
Ancora una ragazza, in negozio parla col ragazzo, "Non ho mai ascoltato un cd col giradischi".
Telefono, "Discooocluuuub", uomo "Disco Club, quello di via San Vincenzo?", io "Esatto", lui "Vorrei sapere se avete dei cd", io "Di chi?", lui "Così, in generale, perché di quella roba lì dove abito io non ce n'è".
Anziana cerca un disco per il nipote, "Il cd dell Zecchino d'oro va bene dappertutto?".
Coppia di anziani, il marito cerca una raccolta dei Pink Floyd, guarda The Best e Echoes; alla fine sceglie quest'ultimo. Prendo dietro il banco una copia per rimpiazzare quello che vuole, lui li prende entrambi e li confronta, io gli faccio presente che è lo stesso disco, ma lui continua a confrontare i pezzi dei due cd, occhiata a destra e poi a sinistra per vedere se i titoli sono diversi, alla fine la moglie sbotta, "Ma non lo vedi che sono uguali?!?" e lo guarda in maniera da far capire a chiunque quello che pensa "Che rimbambito che ho sposato! Se me lo fossi immaginato...".

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Diario del 28 dicembre
La classifica dei rompipalle sembra essersi cristallizzata. Il biondo pluricampione non si è più visto, Ottavio prova a telefonare, ovviamente non rispondiamo e non ha il coraggio di presentarsi. Insomma un finale d'anno col botto, doppia espulsione dei due maggiori pretendenti in perfetta sintonia col clima natalizio, così come la mia risposta al pensionato mandrogno, assiduo del reparto usato sempre alla ricerca di affaroni su vinili che costerebbero tanto; oggi ci prova da noi, insoddisfatto se ne va minacciando "Se il treno è in ritardo, torno", io "Speriamo che sia in orario".
Telefono, "Discooocluuub", "Sono Ricky, è aperto Disco Club?", "Adesso guardo, sì, è aperto".
A proposito di telefonate, ho visto che il 26 ne ho ricevuto ben due. Ma chi poteva essere? Cerco su google, entrambi i numeri sono del Marocco, è vero, là non si festeggia Santo Stefano.
Il 27 mattina arriva il Pluriespulso "Non ti è arrivato niente?", già mi innervosice "E quando? A Natale?", accortosi di aver detto una belinata, è stranamente pronto di riflessi e rifila la colpa al suo amico "Me l'ha detto Paolo di chiedertelo". In realtà non è il solo a farmi questa domanda, Piedi Puzzolenti (nome derivatogli dal fatto che i suoi piedi emanano un deciso odore di gorgonzola anche a distanza di metri, raggiungendo il culmine d'estate quando usa scarpe da ginnastica Superga senza calze!) entra deciso "E' arrivato il pacco?", io "Oggi? Com'è possibile se eravamo chiusi?", lui la colpa la rifila a Dario "Mi ha detto che sarebbe arrivato dopo Natale". Come dargli torto, il 27 è dopo Natale.
Telefono, "Discooocluuuub", "Ha una raccolta dei Queen?", "Adesso ho soltanto la colonna sonora del film Bohemian Rhapsody", "Quanto costa?", "19,30", "C'è lo sconto?", "19 €", "Ah bene, 19 me lo fa?". E' meglio di Scusssi, non vuole 90 centessssimi di sconto, si accontenta di 30.
Richieste veloci, "Avete dischi per il Karaoke?", "Cerco un cd con le ultime cose di Verdi" (e non intende un nuovo rapper sconosciuto, ma proprio quel Verdi, Giuseppe).

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Diario del 24 dicembre
I festeggiamenti natalizi sono incominciati in anticipo da Disco Club, precisamente alle 15:05. Cosa è successo? In quel momento il Biondo si è aggiudicato per la dodicesima volta il campionato dei Rompipalle di Disco Club e al tempo stesso è entrato nella categoria degli espulsi. La scintilla me l'ha data lui stesso, quando vedendo l'amico Antonio gli si è avventato contro riguardo alla possibilità di prendere o meno un certo treno per La Spezia con un certo biglietto, possibilità che gli era stata negata da una collega di Antonio della biglietteria di Brignole. Il Biondo è (o meglio pensa di essere) il massimo esperto non solo di impianti hi-fi e di musica jazz, ma anche dei regolamenti ferroviari, contesta quindi con grinta l'affermazione del nostro amico, apostrofandolo in maniera grintosa. In negozio non lo permetto, se vuole insultare qualcuno lo vada a fare fuori, glielo faccio presente con una grinta superiore alla sua e alle sue rimostranze gli do il colpo finale togliendogli dai dischi messi da parte un cofanetto jazz stolidamente appartatogli dal carabiniere buono Dario, in contrasto con le mie disposizioni. Rimane un po' imbambolato sulla porta, poi si sposta e, infine, abbandona la lotta. Yeeeaaaah!!!
Passiamo alle cose... serie. Telefonata, "Discooocluuuub", uomo "Vorrei comprare un cd di musica, ma voi dove siete? Mi sto incasinando con la macchina", "In via San Vincenzo all'inizio", "Sì, ma...", lo sto per interrompere pensando che adesso mi chiederà "sì, ma da che parte?", invece questo batte tutti i casi precedenti, "Verso Prato, vero?".
Signora in negozio, per sua fortuna servita da Dario. Vuole l'ultimo della Pausini, Dario le propina la versione deluxe con tanto di rivista con dentro il disco. La signora la guarda, non è convinta "Il cd non c'è", Dario "Sì, è in mezzo"; non la convince, allora prende la rivista e la piega costringendomi all'intervento "Così lo spezza", si ferma e lo compra, però in forma dubitativa, "Ma, speriamo in bene, se lo dice lei, io mi fido".
Un signore dice a una coppia di amici "Ho ereditato da una zia una gran quantità di quei dischi antichi per il grammofono. Sono bellissimi, peccato che già mio papà abbia cercato un giradischi per poterli sentire a 58 giri, ma non l'ha trovato". Effettivamente è strano.

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Diario del 23 dicembre
Partite le votazioni per la scelta del disco dell'anno, siamo invece agli sgoccioli per decretare il campione dei Rompipalle di Disco Club. L'ultimo arrivato, quello che l'altro giorno mi ha chiesto un cd di Pupo, si è esibito anche ieri. La permanenza in questo caso è stata minore (sotto l'ora), l'intralcio più o meno lo stesso (dovunque andassimo ce lo trovavamo tra i piedi) e le domande sempre brillanti: vuole vedere l'ultimo cd di Elisa, "Quanto costa?", "21€", poi parte per un giro turistico nel negozio, che finisce davanti allo scaffale dei cd italiani "C'è anche qui un disco di Elisa, ma costa 13€. Come mai?", "Non è l'ultimo", "Che differenza c'è tra i due?", "Che questo è nuovo e quello no"; non lo convinco allora interviene Dario "Te lo do a 20€", accetta entusiasta l'offerta e si perde in ringraziamenti e lodi per noi (non capisco perché includa anche me), rivolgendosi a Dario poi dice "Ti conosco dai tempi di Serravalle" (ecco spiegato perché lo aveva salutato come un vecchio amico). Finalmente se ne va, chiedo a Dario "Ecco perché ti conosceva, giusto?", ma lui "Io non sono mai stato a Serravalle, gli ho fatto lo sconto perché se ne andasse". Peccato che l'anno stia per finire, avrebbe potuto salire sul podio.
Ottavio non si è visto, il Biondo era già qui (ultima domenica prima di Natale) appena ho aperto alle 8:50. Mi sono piazzato sulla porta e non l'ho lasciato entrare, cosa che ha fatto solo qualche ora dopo quando ha visto che c'era Dario. Mi sa che si sia lanciato verso la conquista del dodicesimo scudetto.
Piccolo riassunto della giornata. La gente ha scoperto grazie al film che esistono i Queen, un signore mi chiede "Voglio un cd dei Queen, ma di quelli vecchi".
Telefonata, "Discooooocluuuuuuuub" (a Natale le o e le u aumentano), "Vorrei sapere se avete Metropolis di Guccini", "Lo abbiamo", "Quanto costa?", "9€", "Aspetti, guardo se ho i soldi così vengo a comprarlo", sento che è alle prese con conti complicati, alla fine "Non li ho" e posa.
Fan di Vasco Rossi, "Avete la nuova edizione del primo di Vasco?", "Sì, eccola", lui "Sono pochi pezzi, lo avete in lp di vimini?".
Rispunta quel pazzerellone che mi aveva ordinato Amandla di Miles Davis al mattino alle 11 e voleva venire a ritirarlo al pomeriggio. Oggi trova subito quello che voleva e andandosene mi saluta con "Ciao Gian, ciao Carlo", un po' come il tiramisù scomposto.
A Dario un signore chiede un cd della Verese Gang the Machine con una pronunzia da perfetto inglese.

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Diario del 21 dicembre
Quattro giorni di assenza del campione assoluto di rompipallismo del nostro negozio fa sì che qualche new entry provi a tentare la fortuna e soffiargli in extremis il trono. Questa mattina, alle 10:15 entra un ragazzo mai visto prima, saluta me, ma si rivolge subito a Dario famigliarmente (saranno vecchi amici, penso) "Ciao", cerca di continuare "Devo chiederti una cosa...", ma si blocca, guardandosi attorno in cerca di un'ispirazione, io e Dario rimaniamo in attesa di questa richiesta per almeno 30 secondi, infine ecco la scintilla, la memoria ritorna e contento chiede "Volevo sapere se avete qualche cd di Pupo". Lo squadro con diffidenza, "Questo me lo ha mandato Guspe per farmi uno scherzo", penso; tenete conto che ho bandito Pupo sin dai tempi di Disco Club di Santa Margherita. Poi lo guardo bene, no, non sarebbe mai in grado di recitare, è proprio così al naturale. Per un po' subissa il suo "amico" Dario di richieste, tutte riguardanti cantanti italiani dell'angolo della vergogna; finito il momento delle domande, passa alla perlustrazione del negozio, ce lo troviamo sempre tra i piedi, non gli sfugge nemmeno uno scaffale, comprese le scatole sul banco, mentre stiamo prezzando i nuovi arrivi. Si giustifica, "Scusate, è per farmi un'idea, devo fare dei regali". Alle 11:35 finalmente chiama Dario, si fa prendere un cd nello scaffale italiano, va alla cassa e paga, guardo il display "10€". Se ne va, "Ciao, ci rivedremo" dice lui, io a Dario "Dove lo hai trovato questo amico?", lui "Non mi ricordo di averlo mai visto prima". Per questo campionato è in ritardo, ma, se si impegna, potrebbe essere un candidato alla vittoria per la prossima stagione.
Telefono, "Buongiorno, Disco Club, in cosa posso esserle utile?", no, non spaventatevi, non è che il clima natalizio abbia addolcito le mie risposte (il mio negozio è stato definito, a causa del mio modo di rispondere, l'unico con lo scazzo alla risposta), è stato Dario. Vedo che ha difficoltà a capire quello che dice il suo interlocutore telefonico, si vede che ha, come tanti miei clienti in questo periodo, un abbassamento di voce. No, il motivo non è quello, Dario finita la telefonata mi spiega "Non capivo bene le domande perché parlava sottovoce, mi ha chiesto se abbiamo dei cd così grossi da mettere nel giradischi e si è giustificata, non della richiesta, ma della voce, dicendo 'Scusi sono in biblioteca'".
p.s. Oggi i due rivali, il Biondo e Ottavio, sono tornati per difendere le loro posizioni.

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Diario del 19 dicembre
Eccoci di nuovo al compleanno del negozio, 53 anni. Dico di nuovo perché mi sembra ieri quando abbiamo festeggiato i 52 e l'altro ieri i 50. Sì, è proprio vero, non ci sono più gli anni di una volta, questi durano meno, qualcuno ci ha fregato dei giorni e noi non ce ne siamo accorti.
Compleanno in tono minore, la giornata piovosa e freschetta ha fatto saltare il previsto concerto dei Big Fat Mama. Una sorpresa però c'è stata, ci siamo accorti che il santo del giorno (uno dei, a quanto pare sono quattro), è San Dario, guardate l'immagine, non trovate un particolare interessante? Ai piedi di Dario c'è una cassetta! Era destino. Tra l'altro giustamente "martire", in quanto si sopporta i vari rompipalle del negozio, tutti quelli in classifica se li becca lui, anzi, diciamo che è per colpa sua se frequentano ancora il negozio, quindi è giusto che sia martirizzato.
A proposito, negli ultimi quattro giorni il campionissimo Biondo non si è visto, probabilmenmte è troppo sicuro di vincere il campionato e si è preso qualche giorno di riposo prima dello sprint finale. Ottavio invece è in gran forma e prova a dare un colpo di coda e scavalcare il Biondo. Ieri ha provato ancora a convincere Dario a fargli i soliti cambi, ma Dario ha rigirato la colpa a me ("E' lui che comanda") e ha resistito. Allora ha girato l'angolo ed è andato da Fabio nell'usato, ma anche lì ha avuto dei rifiuti, "Basta, non ti faccio più cambi", l'ha presa male "Se non me li fai, chiamo i carabinieri". Oggi è tornato alla carica, solo nell'usato, e lo scontro si è fatto più pesante, lui è passato a minacce varie e di nuovo a invocare i carabinieri, Fabio lo ha spinto fuori a forza e gli ha chiuso la posta a chiave. Porca miseria mi ha battuto, io questo non lo avevo mai fatto!
http://www.santodelgiorno.it/san-dario-martire/

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Diario del 16 dicembre
La giornata piovosa e fredda fa il miracolo di tenere lontani i pretendenti al titolo di Rompipalle n. 1, ma le stranezze non mancano mai.
Ore 8.25, telefono, sarei ancora chiuso, ma mi assale la curiosità di sentire chi rompe a quest'ora "Discoocluuuub", "Capo, siete aperti?", io "No", lui "Scusi, credevo che apriste alle 8.30", io "Sono le 8.25".
Ore 8.36, telefono, "Discooocluuuub", "Scusi è il negozio Discotica", io "Ho detto Disco Club", lui "Ma è lo stesso?", io "In che senso? Questo è Disco Club", lui "Perché io cerco quelle borse...", provo a fermarlo "No", ma lui "per metterci", io "No", lui "i lettori di disc...". Linea interrotta.
Si accende una discussione su Beatles e Rolling Stones, secondo Gian Ci Sta "Ai Beatles manca l'icona", la frase risveglia il neo pensionato bancario mega fan dei Rolling, d'aspetto simile a un orso bruno (e purtroppo anche nell'odore), "Certo, Mick Jagger invece è la figura centrale per tutti noi. Passano gli anni ma lui è sempre lì" e indica qualcosa sopra di noi, al centro.
Al pomeriggio la pioggia aumenta, entra un ragazzo "Quando devono dare l'allerta, no la danno, ho le calze tutte bagnate"...
Un signore è alla ricerca delle vecchie videocasette vergini, gli dico che non ne ho, ma un cliente interviene "Ha provato dall'Ikea?"...
Dopo quella su Beatles/Rolling Stones, passiamo a un'altra discussione, questa sui Grateful Dead. Si discute su quale è stato il loro periodo migliore, quasi tutti concordano sul primo, in quanto all'ultimo interviene Andrea M.S. "Poi da quando è morto Andy Garcia"...
La conclusione della giornata spetta a un cliente che entra un po' demoralizzato. Gli chiedo "Cosa ti succede?", "Sono entrato dalla profumeria qui di fianco e la ragazza che mi serviva mi ha guardato in faccia e mi ha chiesto 'lei non ha mai usato creme antirughe' e in realtà non era una domanda".

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Diario del 15 dicembre

Diario del 15 dicembre
Il 4 dicembre 2011 scrivevo nel Mondo visto da Disco Club, "Vi ho lasciato qualche mese fa con il pluricampione, il biondo, insidiato dopo anni da vicino da un serio concorrente: l'ex tassista dal taxi giallo. Oltre a loro lottavano per il podio Ottavio (rompi-telefonico), il puzzone e il cliente quasi sordo. Vediamo come si sono comportati questi campione della "rottura". Sono passati sette anni e il biondo è sempre in testa alla classifica, Ottavio subito lì dietro, Vediamo che fine hanno fatto gli altri. L'ex tassista dal taxi giallo (la sua vecchia Uno ha resistito fino all'ultimo col suo bel colore giallo, invece di quel pallido bianco diventato obbligatorio) è rientrato da pochi giorni dopo un'assenza di anni. Assenza imposta da me. Ricorderete che lui mi martellava quotidianamente con pizzini pieni di ricerche di dischi anni 40/50. Ai tempi ero solo in negozio e non potevo perdere tempo per stare dietro a lui. Allora gli ho dato un aut aut, "Puoi venire solo una volta alla settimana!". C'è rimasto male e si è trasferito a deliziare Fabio alla Feltrinelli. Ora però la Feltrinelli non è in grado di accontentarlo ed eccolo di nuovo qui. La lezione gli è servita, inizia sempre con un "Se hai tempo", "Se non ti disturbo", non solo ogni volta compra qualcosa. Addirittura sorride e accetta le mie sgridate quando, in presenza dei pacchi appena arrivati dall'Olanda, lo allontano dal banco, "Vai laggiù e non disturbare fino a quando non abbiamo finito", lo fa e se ne sta buono buono a guardare lo scaffale anni cinquanta. E' decisamente finito fuori classifica.
Per allontanare il Puzzone mi sono preso un raffreddore, infatti quando lo vedevo arrivare, mi piazzavo sulla porta, così lui proseguiva; era inverno e il malanno era inevitabile, anche se come primo beneficio il naso tappato mi ha impedito di sentire il tremendo olezzo che lui emanava, come secondo la sua definitiva scomparsa dal negozio. Qualche volta l'ho visto transitare dall'altra parte della strada, poi, da anni, più niente. Spero che qualcuno si sia preso cura di lui e magari lo abbia fatto ricoverare in un qualche istituto assistenziale.
Rebolino, il cliente quasi sordo, è anche lui sparito, ma in questo caso non c'è la mia mano. La sordità è aumentata e ha capito che non era il caso di comprare altri dischi.

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Diario del 14 dicembre
Passiamo oggi a due Rompi che ho disinnescato e non hanno nessuna speranza di salire sul podio.
1) Lo Psichiatrico. Ha avuto un momento di grande fulgore. Rispetto agli altri questo è veramente matto. Tra le sue esibizioni è rimasta memorabile quella nel nostro reparto usato, quando si è coricato per terra in mezzo agli altri clienti. Al suo primo ingresso mi aveva accolto con "Come va intellettuale democristiano postbellico?", successivamente sono passato ad essere "Intellettuale postcomunista!". Aveva preso l'abitudine di farsi sentire i dischi, quando mi sono stufato l'ha presa male, ma io l'ho, praticamente, espulso., tanto che i clienti presenti mi hanno detto "Ma sei matto!? Quello è matto davvero". Invece l'ho spuntata io, non è più entrato, si è limitato ad urlare quando passava fuori dal negozio "Ehi, uegia!". Oggi invece si affaccia all'ingresso, "Hai cd di Gillespie?", mentendo gli dico "No", lui "Come va?", io "Andava bene". Matto lo è, ma non del tutto scemo, capisce e se ne va.
2) Ivano. Ci ha assillato per anni coi suoi racconti sulla mamma che si concludevano sempre con "Ma quanto rompe la mamma". Stava diventando davvero insopportabile e non sapevamo come liberarcene anche perché è un bambinone e dispiace maltrattarlo. Un giorno, quando stavo fotografando tutti i clienti con il manifesto "il rompipalle", entra e gli do il cartello "Vieni Ivano, fotografo anche te". Fugge letteralmente, urlando "No, no". Qualche tempo dopo torna, io prendo la macchina fotografica e lo metto di nuovo in fuga, probabilmente come certi nativi americani crede che una foto possa rubare l'anima. Sta di fatto che è sparito e quest'anno lo avremo visto due volte e sempre di sfuggita.

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Diario del 13 dicembre
Stasera tocca al terzo pretendente: Bruno Scusssi. Ve lo ricordate? Il raddoppiatore seriale di consonanti, l'unico uomo con la pancia a punta, quello che ordina discografie intere di musssica gotttica e poi me le lascia, dicendo che non gli piacciono più. Quest'anno l'ho limitato, gli ho detto che non gli ordino più un disco fino a quando non compra quelli che mi ha mollato. Prova a scavalcarmi rivolgendosi a Dario, ma gli lancio un urlo da una parte all'altra del negozio e gli tolgo ogni illusione. Sparisce per qualche mese, in questo siamo aiutati dal fatto che si infatua della nostra vicina del bar Verdi, Veronica, le lancia baci dalla porta. E' un po' farfallone, perché è stato visto da nostri clienti fare la stessa cosa con altre bariste. Ieri rientra; dal Rock Britttannico, al Gotttico Nordico è passato al jazz (qui non può raddoppiare niente), mi chiede "Giancarlo, hai cofffanetti di jazz", senza guardarlo "No", lui, ripetente, "Non hai cofffanetti di jazz?", io, un po' più duro, "Nooo". Fa un rapido giro ed esce, va a lanciare bacini a Veronica.

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Diario del 12 dicembre
Eccoci al secondo pretendente al trono di re dei rompipalle di Disco Club: Ottavio.
Lo ricorderete già citato otto anni fa nella rubrica Il mondo visto da Disco Club, all'epoca scrivevo di lui: Il secondo posto assoluto nella classifica dei rompipalle per il 2010 se lo aggiudica Ottavio, vincitore della nuova categoria "rompipalle telefonici". Negli anni successivi la solfa non è cambiata, tanto da costringerci a registrare sul telefonino il suo numero in maniera da evitare di rispondergli. Lui, furbo, ha chiamato con un altro numero, registrato anche questo, Non è finita, altro cambio di numero e altra registrazione. Il mese scorso in un'ora ha chiamato sette volte! Il problema è che, non ricevendo risposta, ha pensato bene di presentarsi quasi quotidianamente in negozio, per mia fortuna nell'intervallo quando c'è Dario. Dario, come sapete, è troppo buono, ha dato, in mia assenza, l'abitudine a Ottavio di cambiargli i cd. Intendiamoci cd nuovi ancora sigillati, sì perché Ottavio compra, ad esempio, Harvest di Neil Young, il giorno dopo torna e lo riporta indietro e si fa dare "Nursery Crime" dei Genesis e continua così per un po' di giorni con altri titoli fino a quando chiude il giro facendosi dare di nuovo Harvest. Per sua sfiga l'altro giorno nell'intervallo c'ero io. E' arrivato On Every Street dei Dire Straits, lo ha ordinato lui, glielo do, lui "No, ne voglio un altro. L'ho ordinato in un momento impulsivo, ne prendo un altro", io "In che senso?", "Intanto lo vendi a qualcun altro, con Dario faccio così", "Allora aspetta Dario, così ne dico due anche a lui". La cosa finisce con un po' di schiamazzi miei contro di lui e il rientrante Dario, "Per te i cambi sono finiti. CAPITOOOO?".
Per due giorni non si vede e spero che l'abbia capita, illusione, lunedì torna e becca di nuovo me e sapete cosa fa? Tira fuori tre cd per cambiarli, non solo, senza vergogna, mi dice che uno di quelli non lo ha preso da noi. Seconda mia sfuriata, alla fine gli dico "Lo vuoi capire o no che io non posso comprare dischi da dei privati?" e lui, ineffabile, "Ma io non sono privato, io sono del pubblico". Lo caccio fuori.
Oggi arriva quando c'è anche Dario, compra un cd e mentre paga sento che si lamenta con Dario "Quando uno non ne ha più voglia, dovrebbe andare in pensione e lasciare spazio ai giovani". Che sia lui il vincitore per quest'anno?
p.s. Ovviamente quello che leggete è la traduzione dal linguaggio ottaviesco a un italiano comprensibile, ci vuole un po' di allenamento per capire quello che dice Ottavio.

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Diario del 11 dicembre

Diario del 11 dicembre
Anche quest'anno si avvia alla fine, fra otto giorni ci sarà il compleanno del negozio (53 anni!) e a seguire il riepilogo di questo 2018. Già su tutte le riviste sono partite le classifiche del disco migliore (oppure, secondo gli interessi, il libro, il film e così via). Qui da noi quella più longeva è la classifica del Rompipalle n. 1 del negozio. Per anni la vittoria è stata appanaggio del biondo. Ricordate? Quello che ha il record di ingressi nello stesso giorno (se ben ricordo 11), quello che immancabilmente appena dentro si piazza davanti alla cassa, tira fuori il suo fazzoletto, sempre lo stesso, ormai grigio, anzi marrone, e per 15 secondi ci delizia con delle furiose soffiate. Undici campionati consecutivi vinti è il suo record, penso imbattibile; poi ha avuto un momento di declino e qualche parvenu di passaggio gli ha soffiato il primato, nessuno però con la sua costanza. In quel periodo i farmaci prescritti per la sua depressione (anche se a dire il vero, la depressione la faceva venire a me al suo solo apparire), lo hanno rallentato, con lunghi periodi di assenza, anche se questi sufficienti per mantenerlo nei primi posti. Quest'anno ha tagliato di sua iniziativa le medicine e da un'andatura da bradipo è passato a una da mezzofondista keniano, sempre di corsa schizza da un negozio all'altro. Alle sette è già in giro, quando io arrivo verso le 8:20 è lì. Entra, non gli rivolgo la parola, se ne va, vola verso il mercatino dell'usato di Sampierdarena, torna in centro nel nostro reparto usato, poi si ricorda di essersi dimenticato di prendere un disco al mercatino dell'usato, di nuovo autobus ed eccolo di ritorno a Sampierdarena, per poco, eccolo avvistato alla Foce, poi via Fiasella e, ovviamente di nuovo da noi dove finalmente trova Dario che (ahi lui) gli da retta. Insomma un vero e proprio tourbillon. Riuscirà il nostro intrepido a conquistare di nuovo la vittoria? O forse dovrà lasciarla a Scussi, a Ivano, allo Psichiatrico, a Ottavio o a qualche altra new entry?
Nei prossimi giorni vi terrò informati.
(continua)

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Diario del 23 novembre
Ogni volta che per una qualche festa riguardante il commercio si parla anche dei negozi di dischi, ecco spuntare clienti (anzi ex clienti) che non vedo da anni. Anche oggi il Black Friday fa affacciare alla nostra porta due desaparecidos.
Il primo sporge timidamente la testa, mi guarda, lo riconosco "Ciao" gli dico, prende coraggio, entra "Ci sei sempre!?" (non ho ben afferrato se si trattava di un punto esclamativo o interrogativo).
Il secondo, più deciso, spalanca la porta e "Belin, ma siete ancora aperti!? – anche qui, esclamativo o interrogativo? – "E ci sei ancora tu!" (questo sicuramente esclamativo).
La mia risposta è uguale per entrambi, "Io non mi sono mai mosso di qui, al prossimo primo gennaio sono 44 anni, oltre ai 4 degli anni '70. Siete voi che siete spariti".
Ecco le risposte: il primo, "Eh, sai ormai scarico tutto, sono anni che non compro dischi"; il secondo, "Mi è più comodo comprare su Amazon, prendo tutto lì".
La loro conclusione è identica, "Sei un Highlander, mi raccomando resisti, sei una delle poche certezze della nostra città".
Se ne vanno con un "ciao" e senza comprare niente nemmeno oggi, si sa, gli Highlander vivono d'aria e, ogni tanto, un po' d'acqua...

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Diario del 30 ottobre
L'abito non fa il monaco, è un modo di dire che si addice perfettamente a questa giornata. Il primo cliente sembra tutto fuorché un riccone, però cambio idea quando parte col suo monologo, "Stia a sentire, stia a sentire, io ho le casse acustiche più care al mondo, stia a sentire, conosce qualcuno che possa essere interessato a delle casse Genesis. Stia a sentire, io e un mio amico di Torino abbiamo avuto l'occasione di prendere a metà prezzo il modello top, invece di 120.000€, solo 60.000€ (si fa per dire, penso io). Poi però lui ha un incidente con la moto, rimane sulla carrozzella, va in depressione e non vuole più saperne, così mi sono ritrovato addossato le Genesis", mi fa vedere la foto, un numero incredibile di woofer e tweeter ricoprono tutta una parete, "Mi stia a sentire, se a qualcuno interessano gliele cedo per solo 30.000€. E' un affare, no?", io "Se nei 30.000€ è compresa anche una casa per farcele stare, sì". Quando se ne va, rimango in compagnia di un altro nuovo cliente, che ha assistito alla scena, anche lui non si aspettava che "Stia a sentire" fosse un tipo granoso, ma la cosa non lo stupisce, "Non bisogna fermarsi alle apparenze. Stia a sentire, no, scusi, mi sono fatto condizionare. Dicevo, io sono un dottore di Piacenza, qualche settimana fa ero in un paesotto per una castagnata alla quale era abbinata una lotteria. Sono arrivati due pezzenti, dall'aspetto, e sa cosa hanno fatto?", non posso saperlo, è una domanda pleonastica, infatti lui continua "Hanno regalato all'ospedale locale un impianto di rianimazione!".
Dopo i due foresti arriva una vecchietta genovese, "Voglio un disco da sentirmi questo pomeriggio a casa mentre stiro". Adesso mi chiederà la Pausini o qualcosa di Radio Z, penso, invece, "Mi dia un cd dei Pink Floyd. Mio nipote mi dice che è da scemi comprarsi i dischi, ti faccio io una pennetta. Ma che pennetta e pennetta, a me piace avere un disco in mano". Se ne va con Atom, "La suite è bella, ma a me piacciono le canzoni del lato b del vinile".
Finalmente uno che mantiene le promesse. Entra e mi sembra un po' stordito. Mi domanda "Il nuovo degli U2 è tutto nuovo", "Non hanno fatto un disco nuovo", "Ah, e questa canzone dei Gossip (mi mostra un foglietto con un titolo) è nel nuovo?", "E' nell'ultimo, ma è uscito sei anni fa", lui non si rassegna "Non è uscito niente della musica che piace a me? Sa io sono andato in pensione e quindi sono un po' fuori". Ce ne eravamo accorti, ma con quel "quindi" cosa intende? Che quando uno va in pensione, va in automatico un po' fuori? Chiedo conferma ai miei tanti clienti pensionati.

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Diario del 18 ottobre

Diario del 18 ottobre
Il Maratoneta negli ultimi tempi si è entusiasmato per due cose: la prima, il fotomontaggio; un suo amico autista degli autobus gli ha insegnato a inserire il suo volto al posto di un cantante, in realtà sempre di Freddy Mercury. La seconda, Lita Ford, sì una delle Runaways, poi metallara solista. Su istagram si è iscritto nel fans club di Lita, oggi ha pubblicato nel profilo un suo fotomontaggio come vice Freddy, ed ecco la sorpresa che ha esaltato il nostro Maratoneta: Lita ha messo un like sulla foto! Oggi il suo ingresso in negozio eguaglia quasi quello famoso del ""Dinooooo, Dinooo, di Pisa", quando il capotreno pisano della freccia, gli ha regalato un euro. Invece di Dinooo, Litaaa.
Uscito lui alla ricerca di resti non ritirati nelle macchinette della stazione, entra un anziano, "Cerco dei cd, ma quelli da sentire in macchina". Non sapevo dell'esistenza di cd specifici per le macchine, tra l'altro lui ne cerca uno in particolare "quello di Marzari", lo deludo e lui "Pensi che quando ero giovane li avevo in 75 giri, se li ricorda i 75 giri?". Non me li ricordo e mi lascia nel dubbio, avrà avuto in casa 45 o 78 giri?

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Diario del 17 ottobre
Telefono, "Discooocluuub", signora "Avete voi i biglietti per lo spettacolo la Notte delle leggende al teatro Carignano?", io "Sì", lei "Sono numerati?", io "No", lei "Ma poi bisogna fare di nuovo la coda?", io "No", lei "Sì, ma poi una codina la fanno fare lo stesso", io "Uhm", lei "Un'ultima cosa, i prezzi per i primi posti?", sob.
Ancora donna, ancora telefono, "So che deve uscire il nuovo disco di Mark Knopfler", "Sì, il 16 novembre", "Accidenti, devo portarlo a mio nipote in Argentina, ma parto la settimana prima. Lei riesce a procurarmelo per l'otto?", sob.
Terza telefonata femminile, "Avete il disco di Baglioni Al centro?", "Sì, è un cofanetto di quattro cd", "Lo so, a me serve solo il primo, me lo può dare?", sob.
Telefono, "Discooooocluuuuuuub", questa volta è un uomo "Avrei bisogno di chiederle un piacere", io, gentile, "Dica pure", lui "Vorrei sapere i nomi degli autori delle canzoni dell'album Oro Nero di Giorgia", io, interdetto, "Non ne ho idea", lui "Non ha il disco?", io "Sì", lui "Non ci sono i nomi degli autori di fianco ai titoli?", io "No, sono dentro", lui "Non può aprirlo e guardare dentro", io, un po' meno gentile, "Non ci penso nemmeno", lui "Abito lontano a Sampierdarena, sa dove posso trovarlo qui o anche nei vicoli vicino a...". Non so vicino a che cosa, perché, molto maleducato, ho posato.

Sob, sob, sob, sob.

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Diario del 13 ottobre
Questa mattina si ferma davanti alla vetrina un signore, chiama qualcuno al telefono, è la sorella. A quanto pare è morto il padre. Dalla voce non mi sembra tanto giovane, mi viene la curiosità di vederlo, esco, e sì avrà qualche anno più di me, belin ma allora quanti anni aveva il padre? Mi delizia per una mezz'ora con le loro beghe, "Dovevate dirmelo, sei stata tu, ci sono rimasto male perché non mi avete informato, mi sarei comportato in maniera diversa con lui", e alla fine si arriva alla conclusione, "Devi cercare da tutte le parti, guarda anche in fondo ai cassetti, c'è una cosa di papà che devi trovare, è una pistola", la cosa mi incuriosisce, sarà mica un giallo? Lui riprende "Ecco adesso la mettiamo in banca in una cassetta, uno si fa intestare il contratto e l'altra si tiene la chiave, così siamo sicuri". Ma che pistola è? Forse servita per un omicidio e da tenere nascosta oppure la famosa pistola d'oro dell'agente 007?
Ecco una richiesta che sta diventando abituale. Oggi ce la propone un altro anzianotto, "Avete qualcosa di Sfing?", io "Non lo conosco, vuol mica dire Sting?", lui "Ma non so, basta che sia di quel genere musicale, da ballo". Eccola la domanda abituale, voleva dire swing!
Un altro che non abbassa la media età. Entra con un sacchetto mal preso, "Ciao, hai mica qualche amico che mi può prendere questa roba qui". "Roba" mi fa rizzare le orecchie, cosa mi vuol rifilare? Niente di proibito, dal sacchetto sbuca un 45giri dell'insostituibile Rocco Gitano!

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Diario del 9 ottobre
Chi non è assiduo del negozio vuole avere notizie sulla vicenda Pluriespulso. Come vi ricorderete aveva subito l'ennesima espulsione l'11 agosto, quando il nostro senso olfattivo non ha più sopportato la sua t-shirt indossata per almeno 70 giorni consecutivi e, con una scusa, l'ho costretto ad autocacciarsi dal negozio. Purtroppo non ci sono più gli espulsi di una volta, quelli capaci di non farsi vedere per mesi o addirittura anni, anche il Pluriespulso resiste pochi giorni e dopo eccolo lì che fa l'indifferente e rientra. Certo una volta poteva andare da Kamarillo, da Pink Moon, da Liguria Dischi, dalla Ricordi e poi Feltrinelli, dalla Fnac, adesso i suoi giri incominciano da Disco Club e finiscono da Disco Club. L'amico Roberto, il geometra, ci viene in aiuto, come tutte le estati gli porta dalla sua vacanza greca una nuova t-shirt, ma la salvezza viene dal dentista del Pluriespulso, da cui lui ha un appuntamento; non se la sente di presentarsi in quelle condizioni, si lava i capelli (siamo un po' invidiosi, ne ha ancora tanti), indossa la t-shirt greca, addirittura abbandona i jeans trimestrali per un paio di calzoni puliti, insomma un figurino. Certo adesso sono già passati dieci giorni e qualche aroma incomincia a sentirsi e i capelli si sono riappiccicati alla testa, ma se il tanto promesso cambio di tempo con l'inizio di un autunno vero finalmente la spunterà, forse per quest'anno ci salviamo, anche perché nei prossimi mesi devo vendergli un po' di cofanetti, incominciando dal White Album dei Beatles. Probabilmente il Diario lo legge anche il rappresentante della ditta che ci procura il cambio del rotolo asciugamani, infatti ci propone un apparecchio che, collegato alla corrente e con una boccetta di liquido, diffonde nel negozio un profumo piacevolissimo, vuole approfittare della situazione, ce lo fa provare, ma, visto il prezzo, decidiamo che cercheremo di sopportare ancora per questi pochi giorni, l'estate prossima si vedrà.
Oggi mi sono sentito un po' come il sindaco di Genova; un cliente maniaco di hi-fi mi fa cercare dischi per audiofili, che non so dove trovargli. Lui mi dice "Gli ultimi li ho comprati tanti anni fa da Liguria Dischi. Me li ha venduti Ezio. Te lo ricordi Ezio?", io "Ezio è mio cugino, veda un po' lei".

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Diario del 8 ottobre
C'è chi pensa di far chiudere alla domenica i centri commerciali e chi invece pensa che noi piccoli negozi dovremmo essere sempre aperti, anche di notte. Questa mattina al rientro in negozio, oltre a trovare sul telefono fisso un bel numero di chiamate perse, ecco un messaggio sul telefonino "Mi scuso in anticipo per l'ora, ma volevo sapere il prezzo del cd che ho ordinato"; ora del messaggio 00:06 di domenica notte!
Sono arrivato alle 8:17 e fuori dal reparto usato c'è già il Rompipalle n.1 che guarda la vetrina, ovviamente la stessa che ha visto sabato. Entro e mi accingo a fare tutte le aperture di inizio settimana. Alle 8:27 eccolo, ha resistito dieci minuti fuori, ma adesso si piazza davanti al banco e guarda le novità, ovviamente le stesse che ha visto sabato. Mentre sto lavorando al computer si avvicina senza dire niente, non lo considero. Poi tira fuori un foglietto, lo blocco "Vorrai mica fare degli ordini? Sono le 8:30 e ho altro da fare". Se ne va, spero offeso, ma quando entra Mefis dei Giovi subito lo segue. Mefis è stato negli anni '70 il leader di una comune con base appunto sul passo alle spalle di Pontedecimo (e quindi anche del mio paese natio, Cesino). Il fisico ha risentito degli eccessi giovanili (messi in evidenza dalla magrezza e dalla folta barba che gli incornicia il viso scavato), ma di testa c'è ancora e ha una notevole conoscenza musicale. Il Rompi gli si avventa addosso con i suoi soliti consigli discografici (è molto presuntuoso e pensa di sapere tutto), Mefis lo blocca "Scusa, ho altro da fare" e mi chiede di fargli degli ordini. Non posso non accontentarlo!
Passiamo alle richieste odierne. Signora, "Voglio il cd dei King Crimson Last Album", io, "No, guardi, last sta per ultimo, non è il titolo", piccata mi fa vedere un recensione in inglese che dice "the Last Album of King Crimson....", "Appunto signora, l'ultimo, esce tra dieci giorni".
Ragazza, chiede a Dario "Vorrei un cd di un certo, mi sembra, Lou Reed".
Mentre da me un vecchietto vorrebbe un disco di musica charleston, da Dario una vecchietta vuole avere un cd strumentale, ma che sia di Capo Verde, lui, sconsolato, "Mi dispiace signora, noi abbiamo solo musica rock e jazz". Lei non si demoralizza, "Va bene anche il rock, ma basta che sia strumentale. Sa, io ho fatto il testo di una canzone, mi serve la musica per inserircelo".
Altro vecchietto (età molto avanzata oggi in negozio, mi sento quasi giovane), "Sto cercando un disco con una canzone di tanti anni fa", vista la sua età e i tempi attuali, temo già una richiesta nostalgica, ma lui mi sorprende partendo a cantare "Gaudeamus igitur iuvenes dum sumus". Lo conosco, è l'inno della goliardia, usato anche per le Universiadi. Ovviamente non lo abbiamo, ma forse è meglio così, perché dopo la prima strofa esultante (traduzione dal latino: Godiamo dunque, finché siamo giovani), il resto della strofa non è molto allegro: "Dopo l'allegra gioventù/dopo la scomoda vecchiaia/ci riceverà la terra!". Vista l'età sua e, in parte, anche mia, è meglio lasciar perdere.

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Diario del 24 settembre
Signora rotondetta "Scusi vorrei il dvd Saltan de suing", io "E' un film?", lei "No, è di un americano". Ferruccio, un cliente, è più sveglio di me "Vorrà i Dire Straits, Sultans of Swing". Non è americano, non è un dvd, ma è proprio quello che vuole la "pagnottella". Ho una raccolta, "Ecco è qui dentro", lei guarda il cd e "Accidenti 9,90 €!", io la spiazzo "Poco, vero?", lei sbigottita "No, tanto". Alla fine lo compra, ma si è giocata il canonico sconto di novanta centessssimi (come direbbe Scussssi), 9,90 era e 9,90 paga.
Telefono, "Discooocluuuub", "Senta, per favore, dove si trova lei?", "In che senso? Siamo in via San Vincenzo", ma lui vuole più precisione "Sì, ma dove?", "Seduto dietro il banco", lo innervosisco "Ma noo! Di fronte a lei cosa c'è?", "Un cliente", questo è troppo per lui, si agita, alza la voce "Davanti alla sua vetrina dall'altra parte della strada c'è un piccolo negozietto che vende dvd?", "Sì", "Come si chiama?". Ecco la domanda vera, "Studio uno", "Proprio quello" e posa.
E' il momento del giorno delle informazioni stradali. La domanda è la solita "Dov'è il numero 2 di via San Vincenzo?", a rivolgermela è una coppia. Non ho voglia di lanciarmi nella solita manfrina "All'inizio-sì ma da che parte?-l'inizio è da una parte sola, dall'altra è la fine", quindi mi limito a indicare col braccio l'inizio della strada "Lì, il grattacielo", ma loro "No, quella è la Torre San Vincenzo", io "Ah sì? Allora il primo palazzo è il nostro, il numero 4, si vede che il 2 non c'è". Non so se mi credono, un risultato lo ottengo, se ne vanno.
Sarà forse per il nervosismo che mi hanno procurato i clienti odierni o forse perché un po' dispettoso lo sono, così quando rimango solo vedo che un signore ha agganciato il suo zaino alla sbarra d'ingresso dei nostri posteggi per armeggiarci dentro. "Lo faccio? No dai, cosa ne può lui se quelli prima erano rimba. Sì, però sarebbe divertente. Dai non farlo" (ogni tanto parlo da solo). Ho già in mano il telecomando, schiaccio e voilà la sbarra sale portandosi dietro lo zaino del malcapitato, che rischia d'imbelinarsi per terra per riprenderlo prima che tutto il contenuto venga lanciato oltre il muretto. Lo recupera, raccoglie le cose cadute e si guarda attorno per capire chi era stato, sicuramente uno stronzo, visto che non passa nessuna macchina. Sì, forse ha ragione...

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Diario del 5 settembre
Una signora pachidermica oscura la luce esterna al suo ingresso in negozio, "Giovanotto (grazie signora), chiedo a lei, perché io non me ne intendo; musica di balli latino-americani?", "Non ne ho", lei sopresa, "Li ha finiti tutti?".
Spesso qualcuno si fa il giro del negozio non chiedendo niente e finisce per andarsene senza nemmeno salutare. Oggi ne blocco uno prima che imbocchi la porta, "Dica, cerca qualcosa di particolare?", lui si ritrae, "No niente", però parte con un secondo giro che si conclude davanti a me. Trova il coraggio di parlare "Ha il cd di Irama?", lo prelevo dall'angolo della vergogna, "Eccolo, sono 10 euro". Lo prende e lo guarda a lungo concludendo con "Mah, è per un regalo, per un artista del genere 10 euro mi sembra fin troppo" e me lo molla sul banco.
La nuova primavera dei vinili genera un po' di confusione sui clienti, soprattutto sul sesso debole, non certo sulle nuove leve che anzi sembrano più informate dei maschietti, ma su quelle che negli anni 70/80 non hanno mai comprato un disco. Oggi una cerca dei vinili per un regalo di nozze, ne tira fuori quattro, poi me ne mostra uno "Che strano, questo è inciso su entrambi i lati", "Prenda anche gli altri tre, vede, anche quelli sono incisi su tutti e due i lati".
Un'altra non entra, ma davanti alla vetrina con una sua amica commenta, "Hai visto? Sono tornati di moda i 75 giri".
Evidentemente per regalare un cd il costo deve rimanere sotto i 10 euro. Anche un signore dopo avermi chiesto qualcosa di economico di Amy Winehouse, guarda il cd e "Ah, però, 10 euro" e anche lui me lo molla sul banco.
La conclusione a un personaggio particolare, mai visto prima, che si picca di essere un esperto su Frank Sinatra. "Lo sapeva che la mamma di Frank è di Lorsica?", "A me sembrava di Lumarzo". Non gliene frega niente di quello che dico, "Ultimamente mi sono messo a studiare a fondo la vita di Nancy Sinatra. Lo sa che il suo primo disco, uscito nel 1961 era La danza delle ore di Ponchielli? Pensi è uscito solo in Italia e Giappone, solo dopo lei ha avuto successo anche nel resto del mondo. Poi è sparita ed è ritornata recentemente e adesso su youtube ha più segiuaci dei Beatles!". E' veramente entusiasta di quello che dice e conclude con un'altra rivelazione sorprendente, "Pensi un po', Nancy aveva una nonna di Lorsica!". Certo è sorprendente, Frank aveva la mamma di Lorsica (o Lumarzo?) e sua figlia Nancy aveva una nonna di Lorsica (o Lumarzo?).

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Diario del 11 agosto
E' risuccesso. Era tanto che non succedeva, ma oggi è risuccesso: il Pluriespulso è stato espulso!
La colpa principale è stata delle mie narici, sì non ce la facevano più a sopportare la sua presenza in negozio; ho smesso di contare e quindi non so dirvi con precisione a quanti giorni è arrivato il suo record di t-shirt più indossata e a questo aggiungiamoci gli storici calzoni corti color verdone che ci deliziano con la vista delle sue gambe dall'inizio dell'estate. Ormai il suo ingresso provoca un fuggi fuggi, anche oggi a scappare è Francesco, che arricciando il naso saluta "Io devo andare", io rispondo "Fortunato tu", sventolando una mano per scacciare un odore molesto. Il problema rimane anche quando il Pluriespulso se ne va, infatti lui se ne va, ma il segno "olfattivo" della sua presenza rimane, così il cliente che entra dopo di lui mi guarda disgustato e nei suoi occhi leggo chiaramente un "ma da quanto non ti lavi?".
Ero alla ricerca di un pretesto e oggi l'ho avuto. Maurizio Ta mi aveva ordinato le nuove ristampe in vinile dei Moody Blues, la settimana scorsa ne sono arrivate due su quattro e subito Paolo D, vedendole le ordina anche lui. Il Pluriespulso non vuole essere da meno, altri quattro vinili dei Moody ordinati. Quando giovedì arriva il pacco (io non c'ero) il primo a piombare in negozio è il Pluriespulso "Li ho ordinati io" e se li prende, fregando a Maurizio la sua copia (e due a Paolo). Ecco l'occasione questo pomeriggio, subito dopo il Pluriespulso, entra anche Maurizio. Glielo scateno contro "Il tuo disco è arrivato, ma qualcuno te lo ha fregato", "Chi, lui?" indicando il colpevole, e parte con una filippica contro di lui. Il Pluriespulso cerca di difendersi, "Me li ha dati Dario, li avevo ordinati anch'io", intervengo "Sì. Ma per ultimo". Mauri mi da una mano continuando a blaterare contro di lui e alla fine il Pluriespulso se ne esce, in tono minaccioso, con la frase che aspettavo "Se continuate a dire che io frego i dischi agli altri, va a finire che non vengo più e vado in un altro negozio". Stavo servendo un altro cliente, ma mi interrompo, non posso perdermi questo assist e gli urlo "E vai". E lui va!!!!!!!
La storia si ripete a Disco Club, stesso andamento del 10 luglio 2013 con la vicenda della famosa t-shirt Sun Records.

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Diario del 28 luglio

Diario del 28 luglio
Fidandomi delle vostre prenotazioni "virtuali" della nuova edizione del Diario ho provveduto a piazzare un pinguino sopra la mia testa. Non è stato facile perché la sua posizione naturale sarebbe stata al pianterreno, ma non c'era possibilità, allora con l'aiuto "volontario" (si fa per dire) di due giovani virgulti, Lorenzo Bozzo ed Enzo Gesmundo, i 50 chili di condizionatore sono finiti sopra il mobile della vetrina, tra l'altro posizionato anche storto (unico modo per farcelo stare), ma anche così l'aria si è rinfrescata. Dario è ancora in ferie e non ha ancora assaporato l'aria quasi fresca del negozio, ma si è evitato la faticata del montaggio (mi sa che ha preso ferie proprio per questo).
Il problema è che subito è cambiato il comportamento dei clienti. Proprio come temevo, la loro permanenenza in negozio è mediamente aumentata. A esempio il Pluriespulso ci delizia con la "fragranza" dei suoi indumenti, ormai ha surclassato ogni suo precedente record, ho perso il conto dei giorni o forse dei mesi di non lavaggio (non solo della t-shirt), e quando ci lascia, essendo la porta chiusa, la "fragranza" rimane, così quando entra il cliente successivo, essendo io da solo in negozio, mi guarda schifato come a dire "questo non si lava da mai?".
Non parliamo del Rompipalle n.1 (a proposito è tornato in gran forma e dopo aver lasciato per qualche anno lo scettro ad altri pretendenti, quest'anno ha già staccato tutti e si avvia a riprendere il dominio che gli aveva fatto vincere 11 campionati consecutivi), adesso ce lo troviamo davanti già all'alba e ha preso anche l'abitudine di fare telefonate dentro il negozio a suoi presunti amici per inviti, che ovviamente vengono declinati. Durante una chilometrica chiamata, a un certo punto sento che dice "Sono da Disco Club, c'è l'aria condizionata, si sta da Papi". Ho preso il telecomando del pinguino e stavo per schiacciare off, ma a questo punto lui ha posato e si è spostato nella più calda sezione dell'usato. Effettivamente aveva solo canottiera, camicia, giacchetta, cappellino e la sacca sulle spalle, qui era troppo freddo!
p.s. Speriamo che da "virtuali" le vostre prenotazioni diventino reali e non vi tirerete indietro quando il crowdfunging verrà lanciato, altrimenti dovremo di nuovo trovare due volontari che tirino giù il pinguino e lo riaccompagnino al....Polo.

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Diario del 18 luglio

Diario del 18 luglio

"Prima di aprire l'account del negozio, anni fa, ho dato un'occhiata alle pagine facebook di altri negozi come il mio. Erano tutte abbastanza insipide, non davano un'idea precisa degli sconfinati orrori e delle gioie sopraffine di questo lavoro: così ho deciso di correre un rischio calcolato e di porre l'accento sui miei rapporti con i clienti, soprattutto quelli che fanno domande stupide o commenti scortesi. Si direbbe che funzioni: più faccio lo scorbutico, più i lettori si divertono. Grazie a un recente controllo, ho scoperto che tra i follower della pagina c'è un discreto numero di miei concorrenti".
Secondo voi chi ha scritto queste poche righe? Io, vero? E invece no. Ho visto che Einaudi ha fatto uscire un libro "Una vita da libraio", diario di una libreria scozzese scritta dal proprietario, Shaun Bythell, e l'ho comprato. L'intrò di cui sopra è appunto suo, ma poteva benissimo essere mio. Anche lui ha fatto un diario quotidiano simile al mio, l'ho copiato io? No, io ho incominciato a febbraio 2013 e pubblicato il libro nel 2014; anche lui ha incominciato a febbraio, ma del 2014 e lo ha pubblicato nel 2017. Allora è stato lui a copiare? Un po' difficile, io il libro me lo sono autopubblicato e non è quasi uscito dai confini di via San Vincenzo, lui addirittura ha avuto edizioni fuori dal suo paese e non può certo sapere dell'esistenza a Genova di un negozio in cui succedono cose simili a quelle del suo, con solo un oggetto diverso di vendita. Tra l'altro è stato più fortunato di me, pensate che con l'anticipo dell'edizione italiana, Shaun sta finalmente ricostruendo il tetto della sua libreria.
Ora un editore genovese mi ha proposto di fare un'edizione aggiornata (fino al fatidico 23 giugno 2017, giorno dei miei 70 anni) del Diario di Disco Club, con l'aggiunta del servizio fotografico di Alberto Terrile in occasione della festa dei 50 anni del negozio. Chissà, forse anch'io potrei avere un po' di fortuna e potermi permettere un impianto di aria condizionata nel negozio per evitare che Dario mi muoia sul lavoro sciogliendosi (anche se per questo ci vuole un po' di tempo....) e far finire la solita frase dei clienti, "almeno un ventilatore potresti metterlo".
Potrei lanciare anch'io un crowdfunding, va di moda. Chi di voi sarebbe pronto a comprare l'edizione aggiornata del libro, anche se ha già quella vecchia?

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Diario del 16 luglio
In questo periodo faccio parecchie prevendite di biglietti per i concerti al Porto Antico, tra gli altri per lo spettacolo di questa sera dei Pirati dei Caruggi. Una signora telefona, "Avete voi i biglietti per i Pirati dei Caraibi?".
Usciere dell'Iren mandato in missione, "Avete il cd degli Aqua con Barbie Girl", "No", "Ah non c'è ancora?".
Signora, "Cerco qualcosa di Albano e Romina, vorrei un vinile", Dario è perplesso, ma sempre gentile, "Mi dispiace signora, ma non abbiamo niente", lei, "Strano, pensavo che dopo il concerto al Porto sarebbe uscito il disco", Dario è sempre gentile, non dice niente.
Altra signora, "Ha ancora i cd, quelli rotondi?", io "Certo", lei "Vorrei uno di Whitney Houston", io "Ecco una raccolta doppia", lei, un po' indecisa "Ma non sono tutti e due uguali?", anch'io sono gentile, non dico niente.
Tipo squinternato, "E' vero che Tim Buckley è morto?", "Un bel po' di anni fa", "E' morto di droga?", "Si dice", "Peccato, faceva folk, ha ispirato Bob Dylan". E' il giorno del silenzio, non rispondiamo.
Ed eccoci al clou. Quando io vado a mangiare, nell'intervallo in mia assenza parte l'ora dell'ignoranza. Uno dei protagonisti è il nostro dottore (non U Megu, il nostro vero dottore e nostro perché piano piano tutti i miei clienti diventano suoi pazienti nonostante che non sia uno psichiatra). Ha visto un disco di Chuck Mangione e parte con "Sai qual è il cantante italiano preferito da Mangione?", tutti perplessi "Boh", lui "Piero Focaccia", un coro di "Ma vaffa, scemo", ma subito dopo un altro parte "E il gruppo prog italiano?", "???", "La Premiata Forneria Marconi". Non ci sono più freni, ognuno dice la sua. "Da dove vengono gli antenati di Mangione?", "???", "Dalla Magna Grecia!", un altro "Sì, poi sono passati dalla Macedonia, per arrivare fino a Crema, da lì si sono trasferiti a Gorgonzola e infine (dulcis in fundo) a Tortona"; "Sapete chi è il chitarrista di Mangione?", "???", "Eddie Spaghetti!" ed ecco di nuovo Guspe (il dottore) "Quando non sta bene sapete cosa gli fanno? Lo sedano!". In quel momento ritorno io, "Voi che parlate tanto, sapete dove si è laureato?", "?????", "Alla Bocconi". Ormai ogni giorno qualcuno aggiunge un particolare sulla vita di Chuck Mangione e tra un po' potrei fare uscire un libello dedicato alle vicende del trombettista italo-americano. Volete mica partecipare anche voi?
A proposito, chissà a quale piatto si riferiva Chuck quando ha scritto "Feels So Good".

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