Rock

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ImagePartiamo dalle dolenti note: malgrado la rimasterizzazione, il risultato sonoro finale è poco più che modesto. Peccato, ma trattandosi di un’incisione dal vivo del 1967 non resta che accontentarsi. Le note liete sono, letteralmente, quelle musicali: un anno prima del secondo concerto all’Apollo theater, The Godfather of soul è all’apice della sua creatività musicale. L’energia del suo funk, la sensualità delle sue ballad, fanno vibrare il pubblico (che, caso senza precedenti, è quello raccolto di un nightclub) e, quarant’anni dopo anche il salotto di casa. La scaletta (enormemente ampliata rispetto al disco originale) raccoglie tutti i successi di Mr. Dynamite eseguiti da una band indemoniata, ma “Try me” con la voce rotta di Brown, sbeffeggiata dal violino di Richard Jones vale da sola l’acquisto. (Danilo Di Termini)

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ImageI Dodos sono un duetto talentuoso di San Francisco, che hanno fatto delle melodie schizofreniche il loro cavallo di battaglia. Visiter, il disco precedente, era stata una rivelazione in termini di originalità e di idee, possibilmente lasciate al loro stato embrionale e coperte da una patina sonora tanto ruvida quanto preziosa. Time to die è si il fratello maggiore, cresciuto e più maturo, ma anche più leccato e snob, fresco di master in MBA. Insomma, dopo il trattamento di bellezza prodotto da Phil Ek (Shins, Fleet Foxes), Time to die esce curato, bello, preciso, ma forse meno affascinante e meno intrigante di quel bel tenebroso che era Visiter. Questo album risulta comunque piacevole e tra melodie rotonde e indie-folk ammiccanti si nascondono alcune perle di originalità vibrante (Two medicines su tutte).  (Giovanni Besio)

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ImagePer festeggiare i loro quindici anni di carriera (culminati nei concerti a supporto degli U2 la scorsa estate, su quel palco monumentale denominato “The Claw” da Bono e soci), i nord-irlandesi Snow Patrol hanno dato alle stampe la loro raccolta. “Up To Now” contiene i singoli più celebri di Gary Lightbody e compagni, ma anche qualche live e la bella inedita “Just Say Yes”. «Siamo saliti su una collina e ci siamo messi a guardare indietro», afferma il leader della band. Ma promette che, da adesso in poi, il cammino proseguirà in avanti. All’insegna di quel suono che, dalla chitarra di The Edge in poi, tanto seguito ha avuto in giro per il mondo. Quel pop fatto di rigore e soluzioni affascinanti che tanto conquista vecchie e nuove generazioni. (Alberto Bruzzone)

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BLUR - All The People Blur Live At Hyde Park

Registrazione delle due serate (2 e 3 luglio 2009) del concerto evento che ha visto per la prima volta i mitici BLUR riuniti ad Hyde Park lo scorso luglio, per suonare dal vivo tutti i loro più grandi successi.
L’album era stato reso disponibile in digitale solo dal sito dei Blur, ed ora esce anche in fisico in due doppi CD in edizione LIMITATA.

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ImageNati dalle ceneri dei leggendari Sex Pistols, i Public Image Ltd furono per definizione i pionieri dei gruppi post‐punk. Con John Lydon alla voce coadiuvato dall’ex chitarrista dei Clash Keith Levene, dal batterista Jim Walker e dal leggendario bassista Jah Wobble, i PUBLIC IMAGE LTD – più conosciuti con l’acronimo P.I.L. – crearono uno stile più orientato verso il dub e la loro musica così innovativa apportò loro un grande successo e ben 5 singoli e 5 album nei Top 20 della classifica UK. In Italia molti se li ricorderanno per i due singoli di buon successo “This Is Not A Love Song” e “Rise” rispettivamente del 1983 e 1986. La band non si è mai sciolta ufficialmente e John Lydon ha recentemente annunciato una serie di date live in UK previste nel mese di dicembre. Per questa occasione Virgin rende disponibili il mitico “Metal Box” in una nuova versione con tutti i brani rimasterizzati e suddivisi su tre CD (in origine infatti la prima versione in vinile del Metal Box includeva tre dischi in vinile a 45 giri che poi nel formato successivo in cd vennero raggruppati in un solo componente.

In più viene rilasciato nuovamente anche il “Plastic Box” (30,90 €) uscito per la prima volta nel 1999 e fuori catalogo da molto tempo che include quattro cd con una retrospettiva sulla carriera del progetto attraverso singoli estratti dagli album ufficiali, John Peel sessions, remix e versioni rare e alternative.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 04/12/09 al prezzo di 22,90 €

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ImageQuanto si può vestire una canzone? E, al contrario, quanto la si può denudare? La risposta passa per innumerevoli album e diverse ere musicali: si può dire, oramai, che sia il massimo che il minimo sono noti. Più raro che la risposta si trovi bella chiara in due dischi dello stesso musicista, pubblicati in contemporanea. Dopo la densità sonica di In The Cut, pieno di sfumature e collaboratori, Vic ci regala Skitter… che è innegabilmente affine (il Signor C ha personalità da vendere) ma, allo stesso tempo, l’esatto opposto. È un disco solitario, più che solista: Vic, la sua voce strana, la sua chitarra. Non è, però, il solito album folk; è una meditazione insieme traballante e sicura, debole e affascinante. Un disco minore, ma non per questo meno importante. Produce l’altro grande irregolare Jonathan Richman. (Marco Sideri)

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