Rock

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ImageMark Mulcahy è sulla scena musicale ormai da anni, ma ha sempre condotto una vita all’insegna del più rigoroso understatement. Niente esposizioni mediatiche dunque, niente strategie commerciali vincenti. L’artista americano si è dedicato allo sviluppo quieto e pervicace delle proprie abilità di songwriter. Fino al giorno in cui un evento doloroso e inatteso, la morte dell’amatissima moglie Melissa Rich, ha raccolto intorno a Mark Mulcahy un folto gruppo di amici musicisti che hanno interpretato le sue canzoni con un’intensità e una partecipazione davvero straordinarie. Ne è nato un album toccante (a partire dalle struggenti note di copertina) e di intensa bellezza. Thom York, Michael Stipe, i National, Frank Black, Juliana Hatfield e Vic Chesnutt sono gli artisti che, insieme ad altri, hanno contribuito a tener vivo il ricordo di Melissa attraverso le canzoni di Mark. Ascoltarli mentre interpretano da par loro Ashamed Of The Story I Told, Little Man o All For The Best, crea commozione e incanto. (Ida Tiberio)

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ImageIn Inghilterra Sigh No More è gia nella top ten della classifica di vendita! Un esordio decisamente brillante quello dei Mumford & Sons, giovane band inglese che rappresenta la punta della nuova scena indie-folk londinese, hanno un sound fresco e geniale, che mischia folk inglese e musica americana, usano chitarre elettriche ma anche banjo e strumenti acustici un gruppo che riesce a coniugare la grandezza del passato, Crosby Stills & Nash, con il nuovo: Kings Of Leon!… il tutto con una buona dose di country e bluegrass. Sigh No More è il loro album di debutto ma loro sin dai precedenti tre ep e grazie anche ad un incessante attività live, hanno fatto gridare al miracolo più di un critico oltremanica.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 23/10/09 al prezzo di 15,50 €

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ImageDa sempre il veicolo per esprimere il suo lato più pop e "leggero" rispetto alla più avventurosa natura del suo gruppo principale Deerhunter, Atlas Sound alias Bradford Cox ci regala un'altra perla indie-pop di quelle dal potenziale estremamente contagioso. Logos è stato tra l'altro al centro di uno dei casi più discussi online a livello indipendente: l'anno scorso le bozze di queste canzoni sono finite online accidentalmente e hanno permesso all'album di diventare sorta di "oggetto misterioso" la cui stessa esistenza era messa in dubbio. Finalmente disponibile in versione, ovviamente, rinnovata (tale da sembrare un album quasi completamente differente) e con l'aggiunta dei due ospiti Noah Lennox (Animal Collective) e Laetitia Sadier (Stereolab), Logos è un disco che lascerà il segno.

CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 23/10/09 al prezzo di 17,50 €

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ImageUn mélange di punk, ska, hip-hop, chitarre acustiche prodotto da un ventunenne dalla grammatica traballante e dai testi di rara vitalità: questo era Panic Prevention, il brillante esordio di Jamie T. il giovane musicista ha preso oltre due anni di tempo per dare un seguito a quell'esordio, e la scelta si dimostra intelligente. Kings & Queens piace già al primo ascolto e alcuni brani (The Man's Machine, Castro Dies, Earth, Wind & Fire) sono pop di primissima qualità, in cui il musicista mescola di nuovo generi e suoni, in modo leggermente meno sgangherato rispetto al primo disco, senza tuttavia perdere in immediatezza. Come un Elvis Costello per la sua generazione, Jamie T attinge a piene mani alla tradizione americana (l'hip hop è sempre molto presente nello spirito e nella tecnica, con impagabili samples di Angelic Upstarts e Joan Baez), ma non potrebbe che essere inglese: dall'accento ai temi affrontati nelle canzoni. In Inghilterra è infatti già un piccolo fenomeno, in Italia andrebbe scoperto da un pubblico a volte troppo legato a schemi ereditati dal passato e di conseguenza chiuso ai linguaggi trasversali. (Marina Montesano)

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ImageI Girls sono la creatura di Christopher Owen, cantante, chitarrista e compositore di tutti i brani, e Album è il loro esordio. E' un disco californiano a tutti gli effetti, musica per moderni hippies i cui legami più evidenti sono con i Beach Boys nel passato, con band come gli MGMT nel presente, sebbene con un orecchio meno diretto agli hits e un suono decisamente più lo-fi. Si è molto letto del passato difficile di Owen, a partire dall'infanzia trascorsa da recluso in una setta para-religiosa: tuttavia, come recita programmaticamente il testo di Hellhole Ratrace, "I don't wanna cry my whole life through"; e infatti Album è un disco a tratti straniante, ma tutt'altro depressivo. Lust For Life, Laura, la già citata Hellhole Ratrace affascinano nella loro semplicità; una qualità che ha già conquistato alla band recensioni estremamente positive in ambiti anche piuttosto diversi (da Pitchfork al NME) e che sedurrà molti ascoltatori. (Marina Montesano)

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ImageUna sequenza di atmosfere sixties, elettronica, coretti pop e feedback amalgamati con la consueta bravura; ancora una volta i Raveonettes, band (o meglio duo) danese, giunti con "In and out of control" al quarto disco, si distinguono per il loro personalissimo stile. Disco particolarmente indicato per chi, durante l'ascolto, ama battere il piede, farsi trascinare da un riff o lasciarsi stupire dalle evoluzioni dei brani. Le canzoni sono tutte piacevolissime; da segnalare "Bang!", "Last Dance" (uscita anche come primo singolo) e "Heart Of Stone". Pur essendo un gruppo di nicchia raccolgono fedelissimi entusiasti, la maggior parte riconoscibili in orfani di disciolte ed irripetibili bands del passato; con questo disco il loro numero potrebbe aumentare; non lo escludo, anzi, non mi stupirei di sentir presto qualcuno canticchiare "This is the last dance, then save it for me baby"... (Marco Bonini)

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