Rock

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

ImageDiciamo subito che se è l'originalità che andate cercando, questo album potrebbe non fare al caso vostro. Se invece siete stanchi della piega che ha preso il rock d'oltre manica, allora gli australiani Jet potrebbero essere una piacevole parentesi, un dolce connubio tra Beatles e Rolling Stones, per allontanarvi un pò dalle solite melodie '80s.

Non inventano nulla i Jet, ma in Shine On vanno a riproporci quell'energia hard rock degli anni 70 rallentandone i ritmi e addolcendone le sonorità. Quindi se pezzi come "Skin And Bones" "Stand Up" e "Rip It Up" possono sembrare figli degli Stones, "Bring It On Back" e " Come On Come On" potrebbero non sfigurare in un album degli Oasis, mentre "Kings Horses" richiama i Fab Four. Infine ballate come "Shine One" ed "Eleonor " dimostrano l'autenticità e la consapevolezza artistica del quartetto di Melbourne che aggiunge un tassello in più a quanto fattoci sentire in Get Born. (Maurizio Ciardelli)

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

ImageQuello che spesso manca, nell’orizzonte pop moderno, tanto “alternativo” che “di consumo”, è la voglia di osare. Andare oltre i confini soliti di quel che si fa (country, pop, rock, improvvisazione) e rischiare con dischi che abbiano caratteristiche e contenuti ambiziosi. Forse, la paura è quella di emulare i rovinosi eccessi dei tardi anni ’70. Forse, semplicemente, ognuno sta comodo con il suo pubblico e il suo stile. “Ys”, seconda prova per l’arpista e cantante Joanna Newsom, è un disco che esce dal bozzolo (in questo caso, il nuovo folk) per fornire una visione grandiosa della musica. Cinque brani per quasi un’ora di durata; melodie, arrangiamenti, produzione ed esecuzione sopraffini; personalità pronunciata e fascinosa. Un disco veramente per tutti. Non perché sia facile. Perché è bellissimo. (Marco Sideri)

 

Valutazione Autore
 
0
Valutazione Utenti
 
80 (1)

ImageJerry Lee Lewis, ovvero l’ultimo rimasto dei giovani talenti che negli anni cinquanta gravitavano intorno agli studi della Sun Records. I loro nomi erano Elvis Presley, Carl Perkins, Johnny Cash e il loro destino era quello di stravolgere i canoni della musica popolare. La natura ribelle e disincantata del rock’n’roll permea anche le note cariche di energia di Last Man Standing, in cui Jerry Lee Lewis duetta da par suo con molti artisti di primo piano. Jimmi Page apre le danze con una rovente Rock’n’Roll, Bruce Springsteen spinge l’acceleratore della sua Pink Cadillac e John Fogerty incanta con la sua Travelin’ Band. Ma tutti si inchinano di fronte al vigore e alla classe del maestro settantenne, autentico ispiratore di un album vitale ed eccitante. (Ida Tiberio)

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

ImageLa cantautrice divenuta famosa grazie alle canzoni scritte per il film “Magnolia” incide un album natalizio che in teoria non dovrebbe essere  troppo in sintonia con la vena agrodolce che l’ha sin qui caratterizzata. In realtà “One More Drifter In The Snow” riesce a suonare come un disco di Aimee Mann piuttosto che una vacanza artistica (invernale, ovviamente) grazie ad arrangiamenti misurati, sommessi  e in grado sia  di rendere digeribile  la consunta “White Christmas” sia di dare il giusto risalto alla malinconia di “Whatever Happened To Christmas” di Jimmy Webb. A rendere il lavoro significativo contribuiscono soprattutto i due brani originali, la brillante “Christmastime” (scritta dal marito Michael Penn) e la vibrante ballata pianistica “Calling On Mary”, una delle migliori composizioni che Aimee Mann abbia mai siglato. (Antonio Vivaldi)

 
Valutazione Autore
 
0
Valutazione Utenti
 
70 (1)

ImageDue giganti della chitarra a confronto, o meglio in perfetta sinergia: questa è l’essenza di The Road To Escondido, un album brillante e godibile realizzato da JJ Cale e dal suo allievo più illustre, Eric Clapton. Alla base del forte legame tra i due musicisti c’è la comune e antica passione per il blues (qui ben documentata da Sporting The Blues, cover di un classico di Brownie McGee) e un proficuo interscambio artistico che perdura da vari decenni. Gran parte dei brani di The Road To Escondido sono il prodotto del genio inquieto e sotterraneo di JJ Cale, ma il ruolo di Eric Clapton, autore delle ballate blues-rock, Three Girls e Hard To Trill, non è certo marginale. Il fascino senza tempo di Danger, Ride The River e della celebre Don’t Cry si deve anche al suo inossidabile talento. (Ida Tiberio)

 

Valutazione Autore
 
0.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

ImageI migliori melodisti pop ‘alternativi’ della scena americana sono, probabilmente, Joe Pernice e Ben Folds. Più pensoso e soave il primo, più mercuriale e ironico il secondo. Per cogliere l’essenza del personaggio Benjamin Scott Folds (attivo prima con i Ben Folds Five e poi da solista) può essere utile anche quest’opera tutto sommato di nicchia che raggruppa, in versione talora riveduta, brani originariamente circolati solo via internet o venduti esclusivamente per posta. Ci sono belle composizioni originali come “All U Can Eat” (un Billy Joel più cinico) “Adelaide” (i Keane molto più ilari) ma sono due cover ad attirare l’attenzione: “In Between Days” dei Cure (riletta con affetto da fan e modi da Elton John) e soprattutto la strepitosa rivisitazione da pianista sentimentale del classico rap “Bitches Ain’t Shit” di Dr Dre. (Antonio Vivaldi)

 

Login