Rock
Non sono mai stato un appassionato di dischi tributo o di raccolte di cover, perché molto spesso la chiave di lettura dei brani originali è scialba e senza ispirazione. Questa volta però il lavoro fatto attorno a Pet Sounds è particolarmente interessante e stimolante. A partire dagli interpreti chiamati a trasfigurare e a mutare il suono di Brian Wilson e soci. Non si può infatti dire che cantanti del calibro di Will Oldham, Micah P Hinson, Daniel Johnston o Patrick Wolf siano facilmente accostabili ai ritmi spensierati e lisergici di Wilson. Ma ognuno di loro (e anche i non direttamente menzionati, tra cui un Vic Chesnutt capace di trasfigurare You Still Believe Me, quasi fosse Francis Bacon) imprime un tocco unico e deciso al proprio brano. Esperimento riuscito perfettamente. (Giovanni Besio)
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Se qualcuno avesse scommesso sugli eventuali anelli deboli dei rinati Stooges (“The Weirdness” esce a trenta anni dallo scioglimento del gruppo, dopo una tournèe di ritorno datata 2004) di certo non avrebbe fatto il nome del cantante Iggy Pop o del produttore pluripremiato Steve Albini, reclutato per l’occasione. In fondo sono i fratelli Asheton (chitarra e batteria) a non aver suonato per tutto questo tempo. E invece. Il tanto atteso disco di rientro si rivela una sostanziale delusione proprio a causa di una voce sottotono e svogliata (con testi in linea) e di un suono compresso e piatto. Mentre un tempo (l’omonimo esordio e il folgorante “Fun House”) gli Stooges, come si dice, facevano fuoco e fiamme, oggi fanno solo e blandamente “rock”. Senza guizzi e senza foga. Meglio, molto meglio, i ricordi. (Marco Sideri)