Rock

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Image “Only The Names Have Been Changed” è il debutto solista di Kelly Jones, voce, chitarra e leader degli Stereophonics. Catturate in poco più di una giornata di registrazione ed in presa diretta, le dieci canzoni che compongono il disco sono nate durante l’assemblaggio di “Live From Dakota”, sesto album degli Stereophonics in quasi dieci anni di carriera. “Only The Names Have Been Changed” vive della sua spontaneità, in bilico tra cantautorato autunnale e parti Folk tradizionali. Nelle parole dello stesso Jones, i brani del suo debutto, sono stati ispirati tanto dai suoni di pietre miliari come le “Murder Ballads” di Nick Cave o “Blood, Sweat & Tears” di Johnny Cash, quanto dalla tradizione di Dylan. Ogni brano dell’album porta il nome di una ragazza attorno alla quale, Kelly, ha costruito una sua personale storia accompagnata da una chitarra acustica scarna ed introspettiva.
“Only The Names Have Been Changed” è stato prodotto da Jim Lowe (lo stesso produttore che fu dietro i suoni di “Language. Sex. Violence. Other?” degli Stereophonics), ottimo nel rendere i suoni di Jones perfettamente in linea con lo stato d’animo dell’artista. Il disco uscirà in edizione ultra limitata CD+DVD. Il bonus DVD contiene una registrazione di 5 brani live registrati durante le sessions di “Only The Names Have Been Changed” ai SARM studios di Londra.
CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 29/03 al prezzo di € 20,90.
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Image Sin dai loro esordi, sul finire degli anni '90, i Ladytron hanno dettato le regole del movimento definito electro-clash (memorabili i loro singoli Playgirl e Seventeen) portandolo di album in album ad una maturazione continua e dando i suoi frutti migliori in questo ultimo album Witching Hour, perfetta dimostrazione di come la musica dance abbia ancora grossi margini di evoluzione. Il talento dei Ladytron risiede nella capacità di far convivere con incredibile naturalezza diverse influenze. Nella loro musica rivivono il sinth-pop dei Depeche Mode e dei New Order (ma anche di molte altre dark-electro-band degli anni '80), la ricerca acid dei Primal Scream e alcune sperimentazioni che rimandano ai My Bloody Valentine, creando un quadro complesso che è tenuto insieme da un gusto innato per la dance e per le pop-songs. Il quartetto di Liverpool formato da Danny Hunt (sinth e chitarre), Reuben Wu (tastiere, sinth, chitarra) e dalle due splendide ed algide voci di Helen Marnie e Mira Aroyo, si è ricavato negli anni un posto di assoluto rilievo nella scena elettronica-pop, influenzando a loro volta band di cui tanto si parla in questo periodo come Soulwax, Cansei De Ser Sexy, Hot Chip ma anche gruppi come LCD Soundsystem. Merito dei Ladytron è anche quello di essere una vera e propria band live capace di entusiasmare con performance coadiuvate da ottimi visuals.
CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 12/04 al prezzo di € 17,50.
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Image Keren Ann pubblica in Europa su Capitol Records il 20 aprile il suo quinto album solista, seguito eponimo dell'acclamatissimo dalla critica "Nolita" del 2004, che il New York magazine ha descritto come "più che una festa per le orecchie...dopo ripetuti ascolti, si inizia a sentire qualcosa di legato da sempre con il nostro codice genetico." Il primo singolo estratto da Keren Ann in radio è "Lay Your Head Down". L'album è stato prodotto da Keren Ann, mixato da Joe Barresi (Tool, Queens of the Stone Age, Alanis Morissette), e masterizzato da Bob Ludwig. Keren Ann ci porta nelle nuove esplorazioni sonore dell'artista. " In questo disco, tutto ciò che comportava il lavoro del fonico e il dedicarsi a riempire gli spazi con diversi elementi, è stato molto diventente," dice Keren Ann. " C'è stata molta più post-produzione. Ho registrato suoni differenti - come un coro in Islanda - e poi ho portato tutto a casa per vedere come incastrare tutto nell'insieme."
CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 20/04 al prezzo di € 15,90.
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Image Non sono Bloc Party, non sono Kaiser Chiefs. La band di Newcastle non ha mai fatto parte del fashion-system, non sono mai stati "alla moda" o "trendy". Sarà merito della loro casa discografica, WARP, iperspecializzata in musica elettronica d'avanguardia, capace di dare un sigillo di garanzia a qualsiasi uscita, oppure semplicemente merito del fatto che i Maximo Park sono una grandissima band. Fatto sta che il loro debutto "A Certain Trigger" è stato acclamatissimo da critica e fans e li ha consacrati come band culto. Oggi i Maximo Park tornano con un nuovo album che conferma la credibilità guadagnata e cementa le basi costrituite con "A Certain Trigger".
CD in vendita da Disco Club a partire da giovedì 12/04 al prezzo di € 13,90
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Image Stand! è il più importante tra i primi lavori di Sly & the Family Stone, un disco che rappresenta un punto di arrivo della visione musicale del gruppo. Life già ne aveva fatto intravedere lo sconfinato entusiasmo e gli sfumati contorni stilistici. Ma qui tutto prende forma, e il risultato è un tutt’uno tra grande funk, melodie irresistibili, chitarre psichedeliche e ritmi profondi. Aggiungete a questo una chiara abilità nel dare forma pop alle canzoni, una grande interazione tra i membri del gruppo e una sempre più nitida consapevolezza sociale nei testi di Sly e otterrete una miscela esplosiva. Si le jam ("Don't Call Me Nigger, Whitey," "Sex Machine") si insinuano delicatamente, ma sono circondate da totale luminosità, dalla chiamata alle armi di "Stand" all’inno unificante di "Everyday People" alla inarrestabile "I Want to Take You Higher." E il tutto suona totalmente Family Stone, grazie non solo alle voci soliste, ma anche alla brillante interazione tra i musicisti, anche se ogni brano è differente dagli altri perché ognuno ci mette un differente aspetto della propria personalità. Ne risulta che Stand! è coinvolgente musicalmente, ma fa anche pensare, insomma è stimolante nel senso più completo del termine. Pochi dischi dell’epoca sono arrivati a tanto e Sly è riuscito a fare di meglio solo offrendo, con il disco successivo, il contrario di tutto ciò.
CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 06/04 al prezzo di € 12,90
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Image E’ facile liquidare There's a Riot Goin' On da una parte come un’indignata invettiva sociale di Sly Stone dall’altra come l’inizio della sua discesa nel tunnel della droga. E’ entrambe queste cose, ovviamente, ma allo stesso tempo, così facendo, si restringe troppo la visuale su un disco che in realtà è così difficile da categorizzare. Quello che è certo è che Riot è, a differenza di ogni altro album di Sly & the Family Stone, spogliato dell’effervescenza che scorre attraverso album anche così politicamente consapevoli come Stand!. Qui c’è una sorta di idealismo inacidito, nel momento in cui la speranza sta per essere rimpiazzata dal cinismo, la gioia di vivere dallo scetticismo, l’entusiasmo dalla prudenza, il sesso dalla pornografia, le emozioni dalle droghe. La gioia non è totalmente sparita, si insinua nelle crepe di tanto in tanto e, cosa molto disturbante, Sly gode del suo decadimento tossico. Quello che rende importante Riot è che è impossibile non venire sedotti dai groove, dalle evoluzioni vocali, dal sound del piano elettrico, dalle chitarre striscianti. Man mano che si ascoltano i brani non si può non muovere la testa in segno di assenso, ma il tutto è circondato da una nube di tossicità, adagiata su un confortevole coma musicale. E, diavolo, questa musica è funky profondo è musica densa quasi inestricabile. Ma è anche una musica affaticata, sfinita. Il modo di scrivere di Sly è sempre diretto e penetrante, ma solo quando vuole veramente scrivere—come nel brano di apertura"Luv N' Haight," o nella rassegnata "Family Affair," o ancora nel cinico blues "Time," e in "(You Caught Me) Smilin'." Alla fine dei conti la musica è il messaggio e se da un lato è oscura, non è per niente alienante, anzi è straordinariamente seducente ancorché disperata. E forse questa è la cosa più inquietante.
CD in vendita da Disco Club a partire da venerdì 06/04 al prezzo di € 12,90
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